steve bannon

BANNON MEJO DI TOTÒ! – HA VENDUTO AGLI AMERICANI UN MURO CHE NON SI POTEVA COSTRUIRE. IL GRUPPO “WE BUILD THE WALL” HA INCASSATO IN DIECI MESI  25 MILIONI DI DOLLARI E, DOPO OTTO MESI , IL PRIMO MILIONE ERA GIÀ VOLATO VIA: TUTTI I DETTAGLI DELLE SPESE PRIVATE (VIAGGI,  HOTEL, GIOIELLI, GOLF CAR, SUV ). DOMANDA: QUANTO È ARRIVATO IN ITALIA? – L’ARRESTO IN YACHT E LA LIBERTÀ SU CAUZIONE PAGATA 5 MILIONI – VIDEO

PERCHÉ È STATO ARRESTATO STEVE BANNON? – PER FARLA SEMPLICE: SI SAREBBE INTASCATO UNA PARTE DEI SOLDI CHE AVREBBERO DOVUTO FINANZIARE IL MURO CON IL MESSICO

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/perche-nbsp-stato-arrestato-steve-bannon-ndash-farla-245095.htm

 

 

 

1 – STEVE BANNON IN MANETTE, FRODE SUI SOLDI RACCOLTI PER IL MURO COL MESSICO

Maria Antonietta Calabrò per www.huffingtonpost.it

 

steve bannon in tribunale

Le accuse contro l’ex stratega del Presidente Donald Trump, Steve Bannon e altri tre coimputati di associazione per commettere una frode di centinaia di migliaia di dollari ai danni di cittadini americani che avevano fatto donazioni in favore della campagna “We build The Wall” ( per costruire il muro antimigranti al confine con il Messico) sono contenute in un documento di 24 pagine della Corte del Distretto Sud di New York, firmato da Audrey Strauss, acting US attorney.

 

steve bannon rilasciato su cauzione

Uno dei protagonisti dell’elezione di Donald Trump nel 2016 è stato arrestato e subito il presidente si è sfilato da ogni coinvolgimento, dichiarando di non aver più avuto nulla a che fare con Steve Bannon dai primi giorni del suo insediamento alla Casa Bianca: ”È una cosa molto triste per Bannon, non ho a che fare con lui da molto tempo. Non so nulla del progetto” ha detto rispondendo a una domanda, sottolineando come il progetto non gli piacesse: “Ho pensato fosse stato fatto per mettersi in mostra”.

brian kolfage 1

 

Il Grand Jury ha accusato Bannon , Brian Kolfage, Andrew Badolato e Timothy Shea di aver utilizzato per spese personali che non avevano niente a che fare con lo scopo della raccolta fondi per il Muro, nonostante avessero pubblicamente affermato di organizzare la raccolta su base volontaria e senza distogliere un solo penny dei soldi raccolti dallo scopo di costruire il Muro. In particolare Kolfage ha preso per uso personale in modo coperto più di 350 mila dollari, mentre Bannon, attraverso una sua organizzazione non profit (Non profit 1) e una compagnia ombra, ha ricevuto un milione di dollari da “We build the Wall”, per pagare Kolfage e per “coprire centinaia di migliaia di dollari di spese personali dello stesso Bannon. Per fare questo hanno utilizzato false fatturazioni per assicurarsi, come ha scritto Kolfage in un messaggio a Badolato che i pagamenti rimanessero confidenziali.

donald trump jr visita una parte di muro costruita in new mexico da brian kolfage

 

DAL 17 DICEMBRE 2018 ALLA FINE DI GENNAIO 2019

 

La campagna di raccolta fondi per la costruzione del Muro partì su iniziativa di Kolfage il 17 dicembre 2018 e fu un tale successo che nel corso della prima settimana raccolse su un apposito sito web 17 milioni di dollari da donare al governo federale di Trump per finanziare il Muro. Ma poi nacquero dubbi sul background di Kolfage e sulla possibilità di trasferire i fondi al governo federale.

steve bannon in yacht prima dell'arresto

 

A fine dicembre, la raccolta (che aveva raggiunto i 20 milioni di dollari) fu sospesa in attesa di trovare un modo legittimo per raggiungere lo scopo, in quelle stesse settimane furono coinvolti nell’iniziativa, Bannon e gli altri due imputati, venne creata una nuova organizzazione (We build the wall Inc ) cui vennero trasferiti tutti i fondi raccolti che avrebbero dovuto a questo punto finanziare un Muro privato per chiudere il confine meridionale degli Stati Uniti. A cominciare dal gennaio 2019, secondo le accuse, Bannon e gli altri attraverso il website continuavano a indurre in errore i sottoscrittori, mentre si appropriavano di centinaia di migliaia di dollari per uso personale , nonostante pubblicamente, con dichiarazioni ed interviste i donatori venivano rassicurati che il 100 per cento dei soldi raccolti sarebbero serviti per costruire il Muro.

la raccolta fondi we build the wall su gofundme

 

DA GENNAIO AD OTTOBRE 2019

 

Convinti dalla “ falsa narrativa” che tutti i nuovi soldi donati alla nuova società (We bill the wall Inc) o trasferiti ad essa con opzione dei vecchi donatori, sarebbero serviti per costruire un Muro “privato” al confine con il Messico, fino all’ottobre 2019, la nuova società gestita da Bannin e dagli altri coimputati raggiunse la cifra di 25 milioni di dollari di donazioni.

 

steve bannon rilasciato su cauzione 1

ARRICCHIMENTI PRIVATI

 

Secondo l’atto d’accusa del Gran Giurì, Kolfage avrebbe utilizzato il danaro per ristrutturare la sua casa, per pagare una barca, un Suv, una golf cart, gioielli, chirurgia estetica, pagamento di tasse e delle spese della carta di credito.

Bannon e gli altri imputati, hanno usato i fondi per viaggi, alberghi, carte di credito, in ogni caso nulla che avesse a che fare con la costruzione del Muro.

 

 

steve bannon

2 – BANNON DA TRUMP AL CARCERE «FRODE SUL MURO COL MESSICO»

Estratto dell’articolo di Flavio Pompetti per “il Messaggero”

 

(…) L'arresto è stato eseguito su uno yacht che navigava al largo della costa del Connecticut, e il politico-finanziere è stato tradotto in carcere a New York. Dalla cella si è collegato in video con il tribunale, una grande maschera bianca gli copriva gran parte del viso, e si è proclamato innocente.

 

brian kolfage con la moglie ashley

Il giudice in serata gli ha concesso la libertà su una cauzione di cinque milioni di dollari, garantiti da Bannon da beni per un valore di 1,75 milioni. L'accusa è partita dall'ufficio centrale della procura federale a New York, con la firma della giudice Audrey Strauss che lo dirige ad interim, dopo lo spettacolare licenziamento lo scorso giugno dell'ex capo Geoffrey Berman.

 

Bannon e tre suoi soci in affari operavano un sito web di foundraising dal nome Build the Wall (costruiamo il muro) per raccogliere donazioni private da destinare alla costruzione di una porzione del muro al confine con il Messico, e aiutare così il presidente ad aggirare i problemi di finanziamento pubblico che stanno attardando la costruzione.

steve bannon e donald trump

 

PRESA DI DISTANZA

Immediata la presa di distanza di Donald Trump: «Non ne so nulla, e per quel poco che ne sapevo, l'idea non mi è mai piaciuta ha detto il presidente quando ha appreso degli arresti - Questo è un progetto pubblico, non un'iniziativa privata».

 

STEVE BANNON SALVINI

«Ogni centesimo donato sarà speso per la realizzazione del progetto, e nemmeno un dollaro sarà pagato alle persone che lavorano a questa idea» prometteva sul sito l'uomo di facciata: Brian Kolfage, veterano della guerra in Iraq dove ha perso entrambe le gambe e un braccio, e medaglia al valor militare. In realtà almeno 350.000 dollari del fondo che aspirava a raggiungere un tetto di 25 milioni sono finiti nelle sue tasche, mentre Bannon ha beneficiato di almeno un milione di dollari, spesi non per la causa, ma per sostenere un ricco stile di vita.

 

GIORGIA MELONI E STEVE BANNON

La giudice Strauss è in possesso della trascrizione di una comunicazione privata tra i tre complici, nella quale si raccomanda il massimo riserbo nel divulgare il meccanismo che permetteva di stornare i fondi a favore dei responsabili dell'iniziativa. E' stato Bannon ad agevolare il passaggio, e far transitare sul conto di una sua società non profit le somme di denaro in cambio di fatture falsificate.

 

Le vittime del raggiro sono decine di migliaia di piccoli risparmiatori, convinti dell'assoluta necessità di costruire il muro con il quale Trump vuole respingere gli immigranti clandestini alla frontiera con il Messico Il profilo dei complici la dice lunga sul declino delle fortune dell'uomo che sembrava il più potente negli Usa dopo il presidente, solo tre anni e mezzo fa. Kolfage ha alle spalle la fondazione di diversi pagine web ultra conservatori sui quali circolavano teorie cospirazioniste, poi chiusi da Facebook che le ospitava.

 

brian kolfage e la moglie ashley con eric trump

Lo scorso marzo l'ex marine è stato scoperto nell'atto di ammassare maschere sanitarie N-95, nel momento in cui gli ospedali faticavano a procurarsele. Un altro associato nel crimine è Andrew Badolato, amico di lunga data di Bannon, e sospettato insieme a lui di diverse frodi finanziarie per le quali i due non sono mai stati incriminati.

 

L'astro di Bannon ha subito un tracollo dal momento in cui la sua strada alla Casa Bianca ha incrociato quella del genero di Trump. Jared Kushner non ha mai visto di buon grado Bannon, e finì per ottenerne il licenziamento tre anni fa. Il consulente ebbe una reazione di stizza e pronunciò parole dure contro il suo ex capo: «L'amministrazione Trump è inefficiente e corrotta». Poi si trasferì in Europa, nel tentativo fallimentare di fondare in Italia un'accademia per la formazione di leader conservatori. Negli ultimi mesi era tornato negli Usa e aveva ripreso a corteggiare Trump dal microfono di una radio privata, con la speranza essere di nuovo chiamato a collaborare per il voto di novembre.

steve bannon guo wengui 32179654 0 image a 20 1597931431127trump jr retwitta steve bannon contro faucilo yacht lady may di steve bannonle dichiarazioni del procuratore audrey strauss sull'arresto di steve bannon la barca di brian kolfage steve bannon in tribunale 1we build the wallsteve bannon rilasciato su cauzione 3steve bannon guo wengui

 

STEVE BANNONsteve bannon rilasciato su cauzione 2

Ultimi Dagoreport

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….