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BAROMETRO ILVA - IL GOVERNO LAVORA A UN “CONTRO PIANO INDUSTRIALE” CON UN'OPERAZIONE DI SISTEMA CHE PREVEDE LA PRESENZA, IN AM INVESTCO (AMI) DI CDP O INVITALIA ACCANTO AD ARCELORMITTAL, MA ANCHE DELLE BANCHE - CI SARANNO ESUBERI MA MENO DEI 4700 PROSPETTATI DAL GRUPPO FRANCO-INDIANO - RESTA NEL LIMBO IL DESTINO DELL’ALTOFORNO AFO 2, DOPO IL RIGETTO DELLA RICHIESTA DI PROROGA DELLA FACOLTÀ D'USO DECISO DAL GIUDICE DI TARANTO

Rosario Dimito e Giusy Franzese per “il Messaggero”

 

conte ilva

«Stiamo elaborando un contro piano industriale, lo abbiamo pressoché messo a punto, stiamo ai dettagli». Da Bruxelles Giuseppe Conte conferma che il negoziato con ArcelorMittal continua. Ieri è stata un'altra giornata di incontri. Il consulente del governo Francesco Caio sta riformulando il piano industriale di rilancio, con un'operazione di sistema che prevede la presenza, in Am InvestCo (Ami) di Cdp e/o Invitalia accanto ad ArcelorMittal, ma anche delle banche.

 

Possibile quindi un rinvio dell'udienza del procedimento d'urgenza sul recesso fissata venerdì 20 al Tribunale di Milano: ieri sera durante una call fra i legali, sarebbe emersa la possibilità di chiedere al giudice un mini-rinvio tecnico a lunedì 23 necessario per definire la minuta con i punti guida del nuovo piano. Poi se entro l'antivigilia di Natale dovesse esserci una convergenza sulla nuova impostazione, le parti chiederanno al giudice di concedere la proroga vera e propria di circa un mese.

giuseppe conte contratto ilva

 

Nella bozza di piano si legge che Ami adempia agli impegni contrattuali versando circa 1,5 degli 1,8 miliardi previsti e con questi soldi verrebbero rimborsati lo Stato e le banche per le tranche di crediti prededucibili. Ieri dalle riunioni tenutesi, sarebbe emerso che gli istituti (Intesa, Unicredit, Banco Bpm) sarebbero disponibili. In una fase successiva, Ami promuoverebbe un aumento di capitale da 400 milioni riservato a Cdp o a Invitalia. E comunque Arcelor avrà la maggioranza.

 

lakshmi narayan mittal 5

Per Conte, obiettivo finale del nuovo piano è fare del siderurgico di Taranto «un gioiello», lo stabilimento «più innovativo possibile», con una produzione mista carbone, gas e con il tempo anche idrogeno. «Mi è stato rappresentato dai tecnici - spiega il premier - che, per quella dimensione, è complicato pensare ad una completa conversione all'idrogeno. Al momento l'orientamento è per un approvvigionamento misto, per poi procedere spediti verso soluzioni ancora più pulite e innovative».

 

Il premier conferma che il piano prevede la presenza di una partecipata pubblica, ma «non sarà una nazionalizzazione. Non hanno mai funzionato». Conte però dice anche una cosa che allarma i sindacati: ci saranno esuberi. Anche se «il numero è distantissimo da quello preannunciato» da Arcelor, «molto inferiore». L'altro ieri al tavolo al Mise, i ministri Patuanelli, Catalfo e Provenzano, avevano assicurato ai sindacati che a regime il piano avrebbe comportato zero esuberi. Negoziati avanti quindi ma con nodi da risolvere. Tanto che la riunione sul cantiere Taranto prevista per il 18 dicembre, è stata rinviata a venerdì 17 gennaio 2020.

OPERAI FUORI DALLA FABBRICA ARCELOR MITTAL A TARANTO

 

IL RICORSO

Intanto resta nel limbo il destino di Afo 2. Dopo il rigetto della richiesta di proroga della facoltà d'uso, deciso dal giudice di Taranto, Francesco Maccagnano, i legali dei commissari straordinari (Dinacci e Loreto) stanno mettendo a punto un nuovo ricorso al Riesame che dovrebbe essere depositato entro venerdì 20. La discussione del ricorso ci potrebbe essere il 30 o il 7 gennaio.

 

Nel frattempo da oggi l'altoforno non potrà più essere utilizzato. Lo ha sottolineato Maccagnano in un atto formale inviato al custode giudiziario, Barbara Valenzano, ricordandole che dovrà «implementare ogni più utile modalità di custodia tale ad assicurare che, a partire dal 14 dicembre 2019, Afo 2 non sia utilizzato».

 

arcelor mittal

Entro martedì 17, inoltre, la custode dovrà fornire al tribunale una serie di informazioni: modalità di custodia dell'altoforno; tempistiche del cronoprogramma di spegnimento (avviato prima del 17 settembre 2019 e poi sospeso); tempistiche entro le quali, Afo 2 «spento», Ilva as potrebbe adempiere alle prescrizioni imposte.

La vicenda dell'Afo2 dimostra la necessità del ripristino dello scudo penale, che il governo potrebbe varare con un decreto, una volta raggiunta l'intesa sul nuovo piano industriale.

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