salvini berlusconi

BERLUSCONI VA AL SABOTAGGIO DI SALVINI: ORDINA AI SUOI DI AFFOSSARE IL REFERENDUM SULLA LEGGE ELETTORALE CON CUI LA LEGA VUOLE CANCELLARE LA QUOTA PROPORZIONALE DAL “ROSATELLUM” - IN LIGURIA E VENETO DOVE SI TORNERÀ AL VOTO NEL 2020 I CONSIGLIERI HANNO FATTO SAPERE AD ARCORE CHE I GOVERNATORI RICANDIDATI (TOTI E ZAIA) NON LI VORRANNO IN LISTA, SE SI ASTERRANNO - I LEGHISTI DANNO IL VIA AL "VIETNAM" IN PARLAMENTO…

Carmelo Lopapa per “la Repubblica”

 

SALVINI BERLUSCONI OSHO

Il centrodestra che batte un colpo al Senato si frantuma sul referendum elettorale. È caos nelle regioni governate dalla coalizione. C'è l'ordine perentorio di Salvini di far votare entro il 30 settembre ai rispettivi consigli regionali una delibera per chiedere la consultazione popolare (in tempo utile per andare alle urne in primavera), con l'obiettivo di cancellare la quota proporzionale dal Rosatellum e andare a un maggioritario puro. E arriva, in queste ore, l'ordine di scuderia, adesso ufficiale, di Silvio Berlusconi ai propri consiglieri: non votare quel provvedimento, astenersi.

 

giovanni toti

Ennesima fonte di veleni: in Liguria e Veneto dove si tornerà al voto nel 2020 i consiglieri hanno fatto sapere ad Arcore che i governatori ricandidati (Toti e Zaia) non li vorranno in lista, se davvero si asterranno. Per la Lega la storia del referendum sarà una discriminante. Sta di fatto che Salvini rinvia definitivamente il vertice con Berlusconi e Meloni sulle regionali (si sarebbe dovuto tenere ieri): «Troppo impegnato per questa settimana».

 

Ma è a Palazzo Madama che i leghisti riescono a piazzare almeno una bandierina, la prima dall' insediamento del Conte bis. Per due volte consecutive il centrodestra fa saltare il numero legale in commissione Affari costituzionali. A sentire lo stratega Roberto Calderoli è l' avvio del minacciato Vietnam: «Da adesso i signori della maggioranza di Palazzo impareranno cosa significa avere la Lega all' opposizione - esulta - E questo è solo l' inizio. Lega-maggioranza 1-0». In molte commissioni la maggioranza balla su numeri esigui.

matteo salvini silvio berlusconi

 

Ma in questo caso, le assenze avevano una ragione. «Calderoli fa propaganda, non eravamo in commissione - spiega la senatrice del M5S Alessandra Maiorino - solo perché avevamo un' assemblea». Nelle regioni amministrate dal centrodestra intanto si procede in ordine sparso sul referendum preteso da Salvini.

 

Costituzione alla mano, serve il voto in almeno 5 regioni sulle 6 governate (Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Abruzzo, Sardegna). Berlusconi ha fatto già sapere domenica che un ritorno al maggioritario non lo convince. Ieri il responsabile enti locali di Fi, Sestino Giacomoni, ha inviato un messaggio ai coordinatori regionali per dettare la linea: «Dire ai nostri consiglieri di astenersi, motivando con il fatto che il referendum presenta molti punti critici. Meglio una proposta di riforma elettorale elaborata da tutto il centrodestra unito».

luca zaia

 

Succede che il Consiglio regionale abruzzese è paralizzato per lo scontro. In quello piemontese, il presidente forzista Alberto Cirio ha dato indicazione distinta da quella di Arcore: votare a favore. Nel Veneto della Lega "bulgara" il voto è slittato a oggi, come pure in Sardegna. Nella Liguria di Giovanni Toti il testo è stato bloccato in commissione. In Lombardia il governatore leghista Attilio Fontana ha preteso una full immersion con voto entro giovedì e ordine perentorio ai forzisti di adeguarsi.

maria stella gelmini silvio berlusconi

 

In questo clima, Mariastella Gelmini di Fi propone un coordinamento almeno dei gruppi del centrodestra per procedere uniti. Magari si farà. Ma il clima è tale che Salvini per adesso congela il vertice con gli altri due leader. «Ci troveremo prima o poi, ma non ci insegue nessuno». E se qualcuno (leggi Meloni) ha avanzato dubbi sulla candidata leghista in Emilia Romagna, per l' ex vicepremier la partita è chiusa. Nel fine settimana sarà al fianco di Lucia Borgonzoni a Bologna.

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)