mario draghi e joe biden 3

CON BIDEN NEL PALLONE, FA TUTTO SUPERMARIO - DRAGHI CHIAMA IL PRESIDENTE AMERICANO E PROPONE UN PIANO PER L'AFGHANISTAN - IL G7 DELLA PROSSIMA SETTIMANA E’ SOLO IL PRIMO PASSO: COME DAGO-ANTICIPATO, L’ITALIA E L'EUROPA GUARDANO AL G20 PER RISOLVERE LA GRANA KABUL ED EVITARE LE FUGHE DI MASSA - RUSSIA E CINA NON HANNO MAI CHIUSO I RAPPORTI CON LE MILIZIE TALEBANE E IL PRIMO MINISTRO TURCO ERDOGAN HA GIÀ AVVISATO L'UE: “NON SAREMO DEPOSITO DI MIGRANTI”

Marco Conti per “il Messaggero”

 

mario draghi e joe biden 3

La telefonata c'è stata ieri sera. Il premier Mario Draghi ha parlato della crisi afghana con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Il colloquio, ha riferito Palazzo Chigi, si è incentrato in particolare sulla questione dell'evacuazione dei connazionali e dei cittadini afghani vulnerabili, la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, l'assistenza umanitaria a favore della popolazione. Draghi e Biden hanno inoltre discusso «le prospettive dell'azione della Comunità internazionale nei diversi contesti, a partire da G7 e G20, a favore della stabilità e dello sviluppo dell'Afghanistan».

 

PUTIN E XI JINPING

Intanto, si muove anche l'Alleanza atlantica. «La priorità della Nato è far uscire le persone dal Paese», sostiene il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Linea condivisa dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio che partecipa alla riunione straordinaria dell'Alleanza mettendo però anche in guardia da possibili infiltrazioni di terroristi che potrebbero approfittare dell'apertura dei canali umanitari per l'accoglienza dei profughi. Intanto ieri in serata .

 

recep tayyip erdogan

Washington, secondo il segretario generale della Nato, intende concludere l'evacuazione entro il mese e questo significa che dal 1 settembre sarà ancora più difficile decollare da Kabul. Sinora gli Usa hanno portato via circa 13 mila persone. Ne restano ancora 80-90 mila tra americani, circa diecimila, e collaboratori con le rispettive famiglie.

 

È per questo che Di Maio ritiene «fondamentale che l'aeroporto continui a funzionare per tutto il tempo necessario», e lo fa rivolgendosi al segretario di Stato Usa Tony Blinken, perché «la nostra priorità principale ora è la protezione dei civili», ma aggiunge Di Maio - «dobbiamo lavorare insieme affinché l'Afghanistan non diventi ancora una volta un terreno fertile per il terrorismo, minaccia per la sicurezza della comunità internazionale».

 

mario draghi joe biden al g7 4

È questa in sostanza la preoccupazione emersa al vertice dell'Alleanza Atlantica anche se Washington continua a sostenere che il terrorismo è stato sconfitto. Adesso si attende la riunione del G7 della prossima settimana, ma l'Europa intende allargare l'interlocuzione mettendo intorno allo stesso tavolo anche Paesi, come la Russia e la Cina, che non hanno mai cessato i rapporti con le milizie talebane. Il primo ministro turco Erdogan ha già avvisato l'Europa: «Non saremo deposito della Ue di migranti».

 

angela merkel e boris johnson

Trovare un'interlocuzione con i talebani diventa quindi inevitabile se si vogliono aiutare gli espatri. Ancor di più se si pensa di instaurare dei corridoi umanitari che ovviamente hanno bisogno dell'assenso del potere locale che invece ora rende complicato l'arrivo all'aeroporto. La stabilizzazione del Paese non sarà facile né breve, ma mentre gli americani sono impegnati soltanto nelle operazioni di evacuazione, l'Europa copre il vuoto politico e diplomatico cercando di mettere insieme tutti gli attori dell'area per evitare di subire le conseguenze delle fughe di massa. L'obiettivo è quello di andare oltre il format del G7 che il presidente di turno, l'inglese Boris Johnson, ha convocato per la prossima settimana.

 

talebani con armi usa

Draghi - in piena sintonia con la tedesca Merkel - non esclude la possibilità di convocare un G20 straordinario a settembre, prima dell'evento di fine ottobre che concluderà la presidenza italiana. Draghi ritiene indispensabile coinvolgere tutta la comunità internazionale a diverso titolo coinvolta nella vicenda afghana. Quindi non solo i Paesi del G7 ma anche Russia, Cina, Arabia Saudita, Turchia e Pakistan.

 

zabihullah mujahid

Il presidente americano preferisce invece confrontarsi nel format del G7 senza dover rendere conto a Cina e Russia. Biden lo ha fatto ben comprendere ieri in conferenza stampa dicendo più volte che «gli alleati della Nato sono con noi» e il G7 servirà «per coordinare lo sforzo delle maggiori democrazie». Sull'Europa rischia però di scaricarsi un'ondata di profughi difficile da gestire e da controllare sotto il profilo della sicurezza. Migliaia di afghani sono già nei campi gestiti dalla Turchia sul confine siriano e solo il Regno Unito stima di doverne accogliere quasi 20 mila. Un primo passo verso la Cina lo ha compiuto ieri il ministro Di Maio parlando della questione afghana con il collega cinese Wang Yi.

talebani con occhiali da sole 3

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…