BILDERBERG, LA TUA BIRRA! - CI VOLEVA L’INCREDIBILE ARTICOLO DI STEFANO FELTRI SUL “FATTO” PER LIQUIDARE A LIVELLO DI SCAMPAGNATA LA RIUNIONE DEL CLUB BILDERBERG A ROMA, SVELATA DA DAGOSPIA - SARà STATO CONDIZIONATO DALLE VIBRAZIONI DELLA SUA COLLABORAZIONE CON LA7 E LA GRUBER, NEO ADEPTA DEL CLUB, COMPAESANA DI BERNABè, ORGANIZZATORE DELL’INCONTRO?...

1. Alcune tra le più recenti partecipazioni di Stefano Feltri a "Otto e Mezzo" di Lilli Gruber, che a giugno ha partecipato alla riunione Bilderberg di Chantilly, in Virginia: il 12 giugno con Antonio Mastrapasqua, il 12 settembre con Pierluigi Bersani, il 25 settembre con Stefano Rodotà, il 15 ottobre con Giuliano Amato, l'8 novembre con Matteo Renzi.

2. Dalla "Piccola Posta" del 26 settembre 2012
http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/stefano-feltri-non-sar-ospite-di-otto-e-mezzo-ma-solo-uno-dei-collaboratori-44520.htm

Gentile Dago,
Leggo sul tuo sito che da ottobre sarei tre volte a settimana a Otto e Mezzo. L'informazione non e' corretta, semplicemente ho il piacere di essere uno dei collaboratori esterni della trasmissione di Lilli Gruber.
Grazie,
Stefano Feltri

3. IL COMPLOTTO BILDERBERG IN VERSIONE ROMANA
Stefano Feltri per "il Fatto Quotidiano" di oggi

A chi crede alle grandi cospirazioni, ai complotti e ai burattinai occulti i fatti interessano poco, comunque quelli a disposizione sono questi: domani sera, a Roma, si terrà una cena riservata di Telecom Italia, promossa dal presidente Franco Bernabè, a cui è attesa anche la presenza di Mario Monti. Il sito Dagospia annuncia - con articolo anonimo - una riunione del club Bildelberg a Roma per il giorno successivo che sarebbe ormai compromessa dalla scelta infelice della data, mal incastrata tra le presidenziali americane e la Festa del cinema nella Capitale che attira fotografi e tv poco compatibili con la riservatezza del club in cui si riunisce la superclass.

Subito Twitter rivela l'entusiasmo dei complottisti, "Immagino sappiate che la cena della #Bilderberg di domani sera a #Roma la pagate voi? #Ovvietà". E Dagospia, che parla dell'evento suggerisce un ordine del giorno apocalittio: "Decidere l'euro-commissariamento di Italia, Spagna e Grecia". Chissà.

Il Bilderberg era un albergo dove, nel 1954, il principe olandese Bernhard van Lippe-Biesterfeld riunì 100 tra intellettuali, politici e uomini d'affari. Da allora, una volta all'anno, il Bilderberg club si riunisce per parlare dei grandi temi di finanza e politica. Non prende decisioni, ma scambi di punti di vista tra persone in posizioni apicali nei rispettivi campi hanno ovviamente un effetto, creano un clima, influenzano scelte. Il tutto garantito dalla riservatezza del contenuto degli incontri (è segreto quello che si dicono, ma non l'evento, viste le misure di sicurezza).

Il Summit del 2012 si è già tenuto, a Chantilly, in Virginia, dal 31 maggio al 3 giugno, per parlare di Iran, Putin, crisi dell'euro. Improbabile, quindi, che mercoledì all'improvviso ci sia una inedita riunione bis, nel cuore di Roma, sarebbe una prima volta. Si è creata una sovrapposizione tra i due eventi, la cena Telecom e una (probabile) riunione a porte chiuse del giorno dopo. Punto di raccordo Franco Bernabè, il manager che guida il gruppo telefonico ed è assiduo frequentatore degli eventi del Bilderberg club.

Alla cena ci saranno molti di quelli che contano nel capitalismo di relazione italiano, dal presidente di Cir Rodolfo De Benedetti, cui il padre Carlo ha trasferito il controllo sul gruppo di famiglia, all'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel. Dato tra i partecipanti, non ci sarà invece Federico Ghizzoni, l'ad di Unicredit che domani deve presentare i dati trimestrali. Come sempre in queste occasioni c'è poco di concreto, ma la cospirazione ha il suo fascino.

E quella del Bilderberg conta su un sostenitore assai attivo, il giornalista russo Daniel Estulin, che pochi mesi fa assicurava in un'intervista al Giornale che "Monti è la perfetta esemplificazione del concetto di Compagnia unica mondiale teorizzata da Lehman per il vertice Bilderberg del 1968". E la Spagna sarebbe stata "sacrificata sull'altare dell'alta finanza". Nei suoi libri Estulin offre pochi fatti e molte teorie sostanziate da qualche gola profonda rigorosamente anonima. Comunque le sue tesi sono sicuramente più appassionanti di quella che è probabilmente la spiegazione corretta dell'evento romano: l'ennesima occasione di incontro per i membri di un capitalismo fondato sulle cene e sui buffet.


4. ECCO ALCUNI ARTICOLI DI QUANDO IL "FATTO" ANCORA CONSIDERAVA IL BILDERBERG, E LA SUA SEGRETEZZA, UN EVENTO GIORNALISTICAMENTE RILEVANTE E NON UNA SCAMPAGNATA DI BANCHIERI E MINISTRI


BILDERBERG: DA CIAMPI/PRODI NEL 1987 ALLE DECISIONI SU GRECIA E SPAGNA
Carlo Tecce per "il Fatto Quotidiano" del 3 giugno 2012

(...)
Non saprete mai che strategia seguono i diciotto vertici che l'ex commissario europeo Etienne Davignon coordina con la sapienza di un ottantenne belga un po' amministratore, un po' imprenditore, un po' diplomatico. Non troverete documenti, neppure fra le relazioni ufficiali (non divulgate), l'identità di un interlocutore che, fra un biscotto dietetico e un succo d'arancia, condanna un'azienda oppure benedice un partito. Il segreto come statuto aiuta a gonfiare l'ipotesi diffusa che il Bilderberg abbia favorito il golpe portoghese, la bolla immobiliare, l'agonia europea, l'ascesa di Bill Clinton e Tony Blair.

Se volete provare il brivido che esista un ordine mondiale di massoni senza grembiuli o illuminati senza novizi dovete incrociare il calendario. Una data, una città, un'epoca. Il 14 maggio 2009, Nafsika Palace, elicotteri, guardacoste e cacciabombardieri sorvegliano Atene. Chi supera la trincea di seicento manganelli e poliziotti viene automaticamente arrestato. Nessuno rischia. Il cinque stelle con ristorante panoramico è il covo greco di Bilderberg.

La compagnia è variopinta: la regina Beatrice d'Olanda; il portoghese José Manuel Barroso, la massima autorità europea; Robert Zoellick, l'americano che presiede la Banca Mondiale; Timothy Geithner, il segretario al Tesoro di Barack Obama; decine di ex ambasciatori, ministri, nobili. In quei tre giorni, sosteneva il giornalista di origine russa Daniel Estulin, autore di un libro sul Bilderberg, il Club aveva un paio di soluzioni in agenda: una stagione piuttosto lunga di povertà oppure una breve depressione per un nuovo regime mondiale. Anche scommettere è azzardato. La Grecia, però, s'è fatta budino, già devastata e contagiosa a fine anno.

Il 4 giugno 2010, mare di Sitges vicino Barcellona, il Bilderberg omaggia il socialista moderno, ancora saldamente al comando, José Zapatero. Tempo una manciata di mesi e la disoccupazione impazzisce: il sistema Zapatero implode. Non fatevi ingannare da quel fascino ambiguo di una ricostruzione suggestiva. Godetevi la cronaca di un'agenzia vecchia di 25 anni. Primavera 1987, lago di Como, a Cernobbio i fratelli Gianni e Umberto Agnelli importano il modello Bilderberg: non possono mancare Romano Prodi (Iri); Carlo Azeglio Ciampi (Banca d'Italia); il finanziere David Rockefeller (Trilateral Commission). Quasi sfuggiva, c'era Raul Gardini (Ferruzzi-Montedison).

La famiglia Agnelli adorava il Bilderberg (e Mario Monti lo frequentava): nel '97 si portano sul lago Lanier (Atlanta) anche Carlo Rossella, direttore de La Stampa.

Rossella è nostalgico: "Ricordo Hillary Clinton che mangiava gelati enormi e la cortesia di una regina, Sofia di Spagna. Il protocollo era rigido: cena di sera, sveglia all'alba, 8:30 primo incontro. Più che discutere su quello che stava accadendo nel mondo, si decideva cosa fare per il futuro". Il mito resiste? "Appena conti di meno smettono di chiamarti. Letta potrà sfruttare l'occasione per accreditarsi con grandi banchieri e politici. La Gruber è una scelta di Bernabè, lui è un protetto del Club. La Fiat pesa ancora tanto, per questo John Elkann partecipa".


MONTI E GLI ALTRI, AL LIMITARE DEL BOSCO
Claudio Messora per www.ilfattoquotidiano.it del 12 novembre 2011

La comprensione chiara e generale del disegno complessivo che muove le cose del mondo, sia detto chiaramente, è fuori dalla portata di tutti noi. Forse anche di quegli stessi che si trovano, per meriti o per logiche aristocratiche, ai vertici della società globale. Del resto i rapporti tra i singoli individui - e quindi tra i gruppi di cui fanno parte - sono governati dalla matematica del caos, dalla teoria delle rete o, se volete, dall'effetto del famoso battito d'ali di farfalla.

Detto questo, vi sono certamente delle spinte che tengono a riorganizzare il tessuto sociale per favorire l'ascesa di alcuni interessi a discapito di altri. Quando questi stimoli si organizzano in maniera trasparente e condivisa parliamo di politica. Quando si organizzano lontano dai riflettori, realizzano un sistema dentro al sistema che genera interrogativi e proietta ombre talvolta inquietanti. Su questo, perlomeno, mi pare non ci si possa dividere. Lo stesso Zbigniew Brzezinski, membro fondatore della Commissione Trilaterale su mandato di David Rockefeller, del Gruppo Bilderberg nonché consigliere per la sicurezza nazionale durante il mandato presidenziale di Jimmy Carter, nel 2007 diceva:

"Certamente in qualsiasi sistema politico ci sono accordi che si stringono al tavolo e accordi che si stringono sotto al tavolo. Se parliamo delle organizzazioni che hai menzionato, in realtà sono tutte sopra al tavolo. Sappiamo chi sono. Sappiamo cosa fanno. Probabilmente in molti casi esageriamo la loro influenza. Ma, cosa più importante, operano con trasparenza. Chiunque voglia sapere cosa fa il Consiglio sulle Relazioni Estere (Cfr) può facilmente scoprirlo."

Difficile dire altrettanto, però, del Gruppo Bilderberg, una conferenza annuale dove si incontrano le stesse persone che occupano, in massima parte, il ruolo di membri della Commissione Trilaterale e quello di ministro, segretario e parlamentare nei nostri parlamenti (da Mario Monti a Giulio Tremonti a Emma Bonino e così via) e dove l'accesso è rigorosamente vietato a qualsiasi giornalista. Rockefeller, ex presidente della Chase Manhattan Bank, lo stesso che ha fondato la Commissione Trilaterale e che ovviamente, per non farsi mancare niente, è membro anche del Bilderberg, avrebbe dichiarato:

"Siamo grati al Washington Post , al New York Times, al Time e ad altre grandi testate i cui editori hanno partecipato ai nostri meeting rispettando il loro impegno di discrezione per quasi 40 anni. Sarebbe stato impossibile per il Gruppo Bilderberg sviluppare il proprio piano per il mondo se fosse stato soggetto alle luci dei media in questi anni".

A prescindere dal fatto che sarebbe curioso domandarsi, nel nostro paese, quali editori e quali testate abbiano partecipato "con discrezione" al "piano per il mondo" - sezione Italia, parliamo comunque delle stesse persone che, a leggere il rapporto della Commissione Trilaterale The Crisis of Democracy, ritengono che negli States vi sia un eccesso di democrazia, che un'eccessiva partecipazione democratica abbia paralizzato i sistemi politici nell'Europa dell'est e che le uniche democrazie che abbiano mai funzionato siano state quelle dove una significativa parte della popolazione è restata ai margini del dibattito politico, letteralmente "in apnea".

Mi pongo e vi pongo una domanda: visto che Mario Monti, oltre che valente economista, è anche un uomo Commissione Trilaterale, Goldman Sachs e Bilderberg, esattamente come Lucas Papademos che guarda caso si è insediato ad Atene nello stesso identico momento in cui i governi di Italia e di Grecia cadevano simultaneamente, e visto che Milano Finanza riporta che Goldman Sachs sarebbe all'orgine dell'ondata di speculazione che ha aggredito i titoli di stato italiani, dichiarando nel contempo in un comunicato stampa che le "elezioni sono lo scenario peggiore per i mercati" (sui quali influiscono grazie al cosiddetto "parco buoi") e che ci vuole un "governo tecnico per abbassare lo spread", è lecito per un cittadino chiedersi quali e quanti di questi accordi siano stati presi sotto al tavolo?

Se pensate che sia lecito, allora ritagliatevi una ventina di minuti e guardate il video che introduce questo post. E' di qualche giorno fa, dunque gli ultimi aggiornamenti non ci sono, ma analizzeremo insieme da dove arrivano Mario Monti e soprattutto Lucas Demetrios Papademos, i due podestà forestieri che la finanza mondiale rispettivamente sta per porre a capo del Governo italiano in un caso, e che ha già posto a capo di quello greco nell'altro.

Se invece pensate che non sia lecito e che dovremmo completamente disinteressarcene, per consentire a "chi sa" di "fare" mentre noi, come spiega bene The Crisis of Democracy, ce ne stiamo tutti in apnea, tranquilli tranquilli ai margini del dibattito pubblico, allora per me non ci sono problemi. Mi basta che tutti insieme prendiamo atto del fatto che il termine "democrazia", così come è comunemente inteso, è una favola buona per addormentare i bambini. Anche questo è un risultato utile, perché peggio della consapevolezza di poter contare su un diritto di rappresentanza limitato c'è solo l'illusione di sovrastimare la storia del popolo sovrano.

In ogni caso, io sono tra coloro che ritengono utile accendere i riflettori e cercare di capire cosa si muove tra gli alberi, laggiù, al limitare del bosco.

 

 

STEFANO FELTRI jpegLilli Gruber Franco Bernabèclub bilderberg club-bilderbergIL MARRIOT DI CHANTILLY IN VIRGINIA SEDE INCONTRO BILDERBERG TRILATERAL E BILDERBERGGianni Agnelli ROMANO PRODI ciampi unita d italia Mario Monti

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI ERA MILENA GABANELLI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”