giuseppe conte enrico letta

IL BRACCIO DI FERRO TRA CONTE E LETTA COSTRETTI AD ANDARE AVANTI INSIEME – M5S E PD SEMPRE PIU’ LONTANI: ALTA TENSIONE SULL’UCRAINA MA ANCHE SUI RIFIUTI. SECONDO ENRICHETTO SARÀ “DIFFICILE” RIUSCIRE A CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE PRIMA DEL VOTO E QUINDI NON BISOGNA ASSOLUTAMENTE METTERE A RISCHIO L'ALLEANZA CON I CINQUE STELLE - MOVIMENTO NEL PANICO: UN SONDAGGIO RISERVATO DA' CONTE E GRILLOZZI A UN MISERO 10,2%. MENTRE MARCUCCI APRE LE PORTE DEL PD A DI MAIO…

Maria Teresa Meli per il Corriere della Sera

 

 

GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

Un braccio di ferro da alleati. Enrico Letta e Giuseppe Conte si incontrano alla sede dell'Arel a Roma: un faccia a faccia di due ore per discutere dei (molti) punti che dividono Pd e Cinque Stelle in questa fase. Un incontro che si è concluso con un nulla di fatto, con i due leader che rimangono sulle loro posizioni, salvo ribadire l'importanza dell'asse progressista. «Io l'ho considerata un'ottima discussione, le divergenze le assumiamo ma abbiano voglia di andare avanti insieme», commenta a caldo Letta intercettato dai cronisti alla Camera. M5S e dem diffondono poi una nota fotocopia che pone l'accento sulla volontà di proseguire un cammino comune.

 

Al tavolo, però, il confronto tra Conte e Letta è serrato.

 

Specie su due punti: il termovalorizzatore di Roma e le posizioni differenti sulla guerra in Ucraina. Proprio su quest' ultimo punto lo scontro è stato particolarmente aspro. È Letta che spiega a Conte: «Sul conflitto noi non abbiamo cambiato rotta, la nostra posizione è chiara ed è la stessa sin dall'inizio. Bisogna moltiplicare gli sforzi per un negoziato ma non dobbiamo mai dimenticare che c'è un popolo, quello ucraino, che è stato aggredito e che va sostenuto e supportato nella sua resistenza». Una posizione che però è incompatibile con quella dei Cinque Stelle.

enrico letta e giuseppe conte 1

 

Non a caso, dal Movimento rimarcano che Conte ha ribadito a Letta che i Cinque Stelle non hanno intenzione di cambiare linea, ma vogliono continuare a indirizzare fortemente l'azione del governo, senza arretrare di un millimetro su guerra e transizione ecologica. Per l'ex presidente del Consiglio i temi su cui il Movimento si sta battendo e sui cui c'è attrito con i dem - ha spiegato al segretario del Pd - sono questioni di primaria importanza per il Movimento perché corrispondono a valori identitari.

 

«Non c'è quindi nessuna possibilità che il Movimento, ad esempio sulla guerra, sulla transizione ecologica, sul salario minimo, possa rivedere le sue posizioni», spiegano fonti M5S. E anche sul passaggio di Draghi in Parlamento riferiscono che Conte sia rimasto sorpreso di essere stato l'unico a sostenere la necessità di un confronto parlamentare, che dovrebbe essere del tutto scontato a distanza di oltre due mesi dall'inizio del conflitto.

 

Letta a sua volta è stato categorico sulla questione rifiuti. «Guarda che anche per noi i termovalorizzatori non sono certo il futuro, e questo lo abbiamo spiegato chiaramente, ma per Roma bisogna fare un'eccezione, visto qual è la situazione della Capitale, senza contare il fatto che nel 2025 ci sarà il Giubileo con un ingente afflusso di pellegrini e quindi bisognerà fare fronte al problema», ha detto il dem all'ex premier.

giuseppe conte enrico letta

 

Nel corso dell'incontro i due leader si sono rinfacciati i continui attacchi reciproci. Conte ha detto a Letta: «Dal tuo partito mi sono state rivolte molte accuse in questo periodo». Il segretario dem ha replicato: «Potrei dire altrettanto ma così non se ne esce. Piuttosto dobbiamo rafforzare la cooperazione tra di noi, tanto più che il centrodestra è diviso come non mai».

 

Secondo Letta sarà «difficile» riuscire a cambiare la legge elettorale prima del voto e quindi non bisogna assolutamente mettere a rischio l'alleanza con i Cinque Stelle. Il segretario del Pd lo ha chiarito anche ai suoi: «Le divergenze ci sono, è inutile negarlo, ma dobbiamo evitare strappi e rotture perché la prospettiva è sempre quella del campo largo, tanto più in vista delle prossime elezioni politiche». Intanto a creare ulteriore tensione tra gli alleati è la dichiarazione di Andrea Marcucci.

 

giuseppe conte

Il senatore dem a Un giorno da pecora su Rai Radio1 replica così alla ipotetica candidatura di Luigi Di Maio nelle liste del Pd: «Mi risulta che sia iscritto al M5S, dopo di che Di Maio è molto maturato e ha dato buona prova di sé al governo. Se il Pd deciderà di avere delle autorevoli personalità esterne, in questo caso sì». Tra le novità spunta anche la delibera con cui la Commissione di garanzia degli statuti ha ammesso il Movimento al due per mille: la votazione non è stata all'unanimità ma di misura. Su cinque componenti due hanno votato contro l'ammissione.

giuseppe conte enrico letta 2

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)