BUIO SUL COLLE – DAGOREPORT: MAI SI ERA VISTA UNA TALE SCORRETTEZZA ISTITUZIONALE CHE VEDE DRAGHI IMPEGNATO A FARE UN GIRO DI CONSULTAZIONI CON I LEADER DEI PARTITI PER IL FUTURO GOVERNO, COME SE MARIOPIO FOSSE GIÀ CAPO DELLO STATO - L’ARTICOLO DELL’”ECONOMIST” (“DRAGHI AL COLLE È UN MALE PER L’ITALIA”) HA FATTO LETTERALMENTE INFURIARE SUPERMARIO - DITE A DRAGHI CHE IL SUO PEGGIOR NEMICO NON SONO I PARTITI BENSÌ UNA MAREA DI FRANCHI TIRATORI CHE NESSUN LEADER RIESCE A CONTROLLARE, A PARTIRE DAI PENTASTELLATI - FINALMENTE OGGI IL GRANDE GESUITA HA CAPITO DUE COSE DELLA POLITICA… 

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MATTEO SALVINI MARIO DRAGHI MATTEO SALVINI MARIO DRAGHI

DAGOREPORT

- Mai si era vista una tale scorrettezza istituzionale che vede un candidato al Quirinale (Draghi) impegnato a fare un giro di consultazioni con i leader dei partiti per il futuro governo, come se fosse già Capo dello Stato.

 

- L’articolo dell’”Economist” (“Draghi al Colle è un male per l’Italia”) ha fatto letteralmente infuriare Mariopio. Non se l’aspettava da quello che considerava il suo mondo.

 

L ECONOMIST CONTRO L'AUTOCANDIDATURA DI MARIO DRAGHI AL QUIRINALE L ECONOMIST CONTRO L'AUTOCANDIDATURA DI MARIO DRAGHI AL QUIRINALE

- Dite a Draghi che il suo peggior nemico non sono i partiti bensì una marea di franco tiratori che nessun leader riesce a controllare, impegnati  a concludere la legislatura per intascare il vitalizio parlamentare. In primis, i pentastellati: Giuseppe Conte controllerebbe la miseria di una settantina di voti. E votare scheda bianca sta lì a significare la paura dei partiti di essere sconfessati indicando un nome.

 

- Finalmente oggi Draghi ha capito due cose. Primo: dei partiti non può fare a meno, quindi ha dismesso la maschera da gradasso del Marchese del Grillo e ha incontrato i vari leader. Secondo: che deve dire ai partiti a chi affiderà l’incarico come premier, nell'eventuale trasloco sul Colle. 

 

- Nell’incontro di oggi con l’ex Bce, Salvini ha sottolineato il suo no a un premier tecnico a Palazzo Chigi (Colao, Cartabia), perché vuol semplicemente dire: “Draghi, un uomo solo al comando” e la conseguente estinzione del sistema italiano fondato sui partiti e non sul semipresidenzialismo. Da parte sua,  Mariopio ha replicato: “Se io devo restare a Palazzo Chigi, devo sapere chi sceglierete come presidente della Repubblica. Non sono un uomo per tutte le stagioni”.

GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

 

- Il nome di Elisabetta Belloni, responsabile dei servizi segreti, l’ha messo in giro Luigino Di Maio in modalità guastatore, piccato che non sia stato coinvolto negli incontri al vertice di questi giorni. Ovviamente Salvini, la capa delle barbefinte non l’accetterà mai. Nei Palazzi ha sorpreso molti il fatto che la Belloni non abbia sconfessato la candidatura al Colle

 

- Il lancio da parte di Gigiona Meloni dell’ex magistrato Carlo Nordio, strenuo nemico del pool Mani pulite, è la prova provata che la coalizione del centrodestra appartiene ai giornali di ieri. Infatti, non solo il Pd e i 5Stelle non l’accetteranno mai, ma neanche Forza Italia e la Lega acconsentiranno a dare la loro disponibilità a un candidato della Meloni.

luigi di maio elisabetta belloni luigi di maio elisabetta belloni

 

- Telefonata molto cordiale tra Salvini e Berlusconi, con quest’ultimo impegnato a tenere in piedi Forza Italia, partito che si sta balcanizzando ogni giorno che passa. E il Banana ha ripetuto all’ex Truce che un Draghi al Colle vuol dire voto anticipato poiché la coalizione di governo si regge sullo sputo.

BERLUSCONI MELONI 3 BERLUSCONI MELONI 3 annalisa chirico carlo nordio annalisa chirico carlo nordio

 

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politica

QUEL “NO” DI DRAGHI CHE HA APERTO LA STRADA AL MATTARELLA BIS – DUE EPISODI SPIEGANO COME SI È ARRIVATI ALLA RIELEZIONE DI SERGIONE: IL 12 MAGGIO 2021 ELISABETTA BELLONI È NOMINATA ALLA GUIDA DEI SERVIZI AL POSTO DI VECCHIONE. CONTE VIVE LA SCELTA COME UNA MOSSA DI “OSTILITÀ” E DICHIARA GUERRA A MARIOPIO – IL 24 GENNAIO 2022, PRIMO GIORNO DI VOTAZIONI, SALVINI FA UN DISCORSO A DRAGHI: “IO TI APPOGGIO PER IL QUIRINALE, MA CI DEVI AIUTARE A FARE UN NUOVO GOVERNO”. L’ALLORA PREMIER RISPONDE CON UN “NO” E LE SUE CHANCE DI SALIRE AL COLLE FINISCONO LÌ…

LA MELONI NON FA IN TEMPO A RECIDERE LE VECCHIE RADICI DA EURO-SCETTICA E SOVRANISTA CHE ARRIVA L’ARTICOLO DI “THE ECONOMIST” A INCENSARLA, CELEBRANDO I PRIMI 100 GIORNI A PALAZZO CHIGI: “IL GOVERNO È IN OTTIMA FORMA E HA RICEVUTO L’APPROVAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA E DEL VATICANO. FINORA HA NAVIGATO IN ACQUE RELATIVAMENTE TRANQUILLE. MA ALL'ORIZZONTE SI VEDONO ALMENO TRE NUVOLE SCURE. LA PRIMA INCOMBE SUL RECOVERY FUND. LA SECONDA SULLA DISUNIONE ALL'INTERNO DELLA SUA COALIZIONE. E LA TERZA…”