giuseppe conte erdogan

IL BULLETTO DEL MEDITERRANEO - ENNESIMO SCHIAFFO DI ERDOGAN ALL'ITALIA: LA CITTA' LIBICA DI MISURATA DIVENTA UNA BASE TURCA - ISTANBUL SARÀ GARANTITA DA UNA CONCESSIONE DI 99 ANNI. IN BASE ALLO STESSO ACCORDO L'AVIAZIONE MILITARE TURCA POTRÀ UTILIZZARE LA BASE AEREA DI AL-WATYA NELLA TRIPOLITANIA OCCIDENTALE. E L'ITALIA CHE FA?

Gian Micalessin per “il Giornale”

GIUSEPPE CONTE CON ERDOGAN

 

In Libia, una volta, eravamo la potenza di riferimento. Oggi siamo un sacco da boxe su cui Recep Tayyp Erdogan e la sua Turchia si divertono a scaricare, di tanto in tanto, un paio di destri. Con l'ultimo hanno messo a terra un'Italia che da quattro anni garantiva la presenza di un ospedale militare, protetto da 300 militari, in quel di Misurata. Un dispiegamento costoso per i contribuenti, pericoloso per i militari e prezioso per la Libia, ma su cui il governo Conte 2 non ha saputo a costruire uno straccio di azione politica, militare e diplomatica. Il risultato si vede.

 

BOMBE SU MISURATA LIBIA

Lunedì a Tripoli, nel silenzio del nostro ministro degli Esteri Luigi Di Maio, i responsabili della difesa turco Halusi Akar e e quello del Qatar Khalid al Attyha si son fatti firmare dal premier di Tripoli Fayez Al Serraj un accordo grazie al quale parte del porto di Misurata si trasforma in una base navale turca garantita da una concessione di 99 anni. In base allo stesso accordo l'aviazione militare turca potrà utilizzare la base aerea di al-Watya nella Tripolitania Occidentale.

 

GIUSEPPE CONTE ERDOGAN 1

Il Qatar finanzierà, invece, la ricostruzione e gestirà, assieme ad Ankara, la riorganizzazione dell'esercito. Con la firma di quegli accordi Qatar e Turchia mettono a segno l'obbiettivo perseguito fin dal 2011, quando - con l'appoggio di Francia e Nato - organizzarono e guidarono una «rivoluzione» che puntava non solo all'abbattimento del Colonnello, ma anche all'estromissione dell'Italia. A nove anni di distanza, complice l'insipienza del governo giallo-rosso, quell'obiettivo si va concretizzando.

 

LIBIA - LA CITTA DI MISURATA

E a garantirlo contribuisce, ulteriore umiliazione, quella Germania a cui - dalla Conferenza di Berlino di gennaio in poi - abbiamo delegato la guida dell'azione diplomatica in Libia. L'accordo per la definitiva trasformazione della Tripolitania in un protettorato di Turchia, Qatar e Fratellanza Musulmana è stato firmato mentre a Tripoli era in corso una missione del ministro degli esteri tedesco Heiko Maas. Ufficialmente il ministro tedesco puntava a un'intesa per la trasformazione in zone neutrali di Sirte e dell'aeroporto di Jufra occupati dalle forze del generale Khalifa Haftar e dai suoi alleati.

 

heiko maas angela merkel

Difficile però credere che Maas ignorasse l'intesa con Turchia e Qatar. Un'intesa che, oltre a estromettere l'Italia, vanifica le sanzioni promesse dalla Ue per bloccare l'espansionismo di Ankara nel Mediterraneo. L'acquiescenza tedesca non è certo una novità. Soggetta alle minacce esercitate da Ankara grazie all'arma migratoria e alle pressioni di una comunità turca forte di almeno tre milioni di individui (curdi esclusi), Berlino si è spesso piegata ai ricatti di Erdogan.

 

A questo punto il governo dovrebbe chiedersi come ribaltare la situazione di una Tripolitania in cui, prigionieri dell'egemonia turca, rischiamo non solo di perdere il controllo di petrolio e gas, ma anche di venir ricattati con l'arma migratoria, visto che gran parte della costa è nelle mani di milizie fedeli ad Ankara. Il nostro grande handicap è la recalcitranza di un'America restia a mettere con le spalle al muro la Turchia per non facilitare i giochi di una Russia schierata in Cirenaica con Egitto, Arabia Saudita, Emirati e Francia. In altri momenti avremmo potuto proporci come alleati capaci di prendere il posto della Turchia e re-insediare a Tripoli un autentico governo di unità nazionale. Ma prima dovremmo insediare un esecutivo degno di quel nome nella nostra Roma.

 

 

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?