caf_quirinale

MATTEO SALVINI E FRANCESCA VERDINI APPROFITTANO DEI GIARDINI DEL QUIRINALE PER LIMONARE: BACI SULLE LABBRA, CAREZZE, SGUARDI LANGUIDI E BICCHIERI DI VINO ROSSO - SONDAGGIO TRA GLI INVITATI DEL 2 GIUGNO: SUBITO CRISI ED ELEZIONI A SETTEMBRE. SALVINI NON VUOLE FARE COME L'EX BULLO RENZI (SBAGLIANDO A NON INCASSARE SUBITO LE EUROPEE) - CONTE MESTO E CASALINO PESTO: “L'ANNO SCORSO VENNI QUI DA VINCITORE, ORA…” - VIDEO

Foto LaPresse

 

1 – LUIGI E MATTEO, TIMIDO DISGELO E STRETTA DI MANO: «CI VEDIAMO?»

Mario Ajello per “il Messaggero”

 

matteo salvini francesca verdini 15

«Non parlo di politica». E giustamente, Matteo Savini è più impegnato a super-sbaciucchiarsi con Francesca Verdini, vestita in minigonna e forse vincitrice nella partita tra first ladies con Virginia Saba che indossa un abitino nero con troppi pizzi. Però a un certo punto, seduto nel tavolo sovranista sul prato del Colle con Savona, la Bongiorno, Bagnai e la Saltamartini, Salvini confida: «Ma come facciamo a giocare la delicatissima partita con l' Europa senza avere il ministro degli Affari europei? Questa è una priorità».

 

Da questa poltrona comincerà il rimpasto? Eccoci alla Festa del Grande Boh. Questo il senso del giugno nei giardini del Quirinale. Si vota? Non si vota? «Ah, saperlo», sorride Di Maio, molto cordiale con la sua Rai in giallo, da Salini l' ad a Carboni del Tg1: chiacchiere e risate tra loro ma molta attenzione a non farsi vedere troppo da Salvini seduto dieci metri più in là. E poi Luigi e il Capitano brevemente, tiepidamente, siglano la tregua dell' aiuola, senza neanche un brindisi, stringendosi la mano e dicendo: «Nei prossimi giorni ci vediamo? Lunedì o martedì?». Di Maio presenta a Salvini la fidanzata Virginia, ma Matteo ha lasciato seduta al suo posto la sua: «Ah, è rimasta al tavolo Francesca, vabbè Luigi te la faccio conoscere più tardi».

 

IL FUTURO

matteo salvini francesca verdini 11

Nel Grande Boh del 2 giugno, nessuno sa che cosa accadrà nelle prossime settimane, ma nessuno è pronto a scommettere sulla durata dell' esecutivo e della legislatura. Bonafede: «Combattiamo». La Bongiorno: «Ma abbiano fatto tante belle cose, perché non continuare?». Perché tutto sta precipitando, e mentre passa Roberto Fico nelle aiuole e qualcuno ironizza: «Starà preparando il curriculum con su scritto già presidente della Camera». Salvini ha l' aria di chi non s' appassiona al tema elezioni e guardando la sfilza di sottosegretari grillini sul prato ironizza: «Ma sono bravi ragazzi....».

 

Uno di loro, il pasdaran grillino Manlio Di Stefano, rivolto a Fico mentre sono circondati da anziani dignitari della Repubblica, vecchi burocrati ed eterni notabili: «Qui ci sbranano, qui non ci amano». Ma figuriamoci, gente così paciosa sul Colle.

 

matteo salvini francesca verdini 14

Salvini non si mischia tanto - ma nelle foto e nei selfie con i ragazzi del catering naturalmente non si risparmia - eppure si trova a suo agio. Confida: «Mi diverto a pensare che prima mi evitavano tutti e adesso vengono tutti da me a omaggiarmi. Ero un barbaro per loro e ora sono ben accetto nella buona società. Peccato però che io sono sempre lo stesso. Cerco di fare le cose, e le voglio fare ancora con questo governo». Ma strappando, esigendo, forzando. Quando reggerà questo filo sottile e continuamente stressato? Nei giardini si accettano scommesse e Zingaretti e Gentiloni parlano in coro: «Noi siamo pronti. Se non reggono, ce la combattiamo nelle urne». Intanto Salvini viene omaggiato dall' ambasciatore russo.

 

luigi di maio virginia saba

Il premier Conte mostra tutta la sua fragilità. E la esibisce perfino nel libro che si porta sotto al braccio per buona l' arte del ricevimento. Non è tanto importante il tema, la delinquenza, quanto il cognome dell' autore: Tregua (nome di battesimo Carlo Alberto). «Ecco, servirebbe darsi tutti una calmata e ricominciare», è il suo messaggio di (improbabile) tregua. Si vede a occhio nudo chi comanda traa lui e Salvini e naturalmente quest' ultimo nega: «Comando io? Macché, loro dicono che comandano loro!». Però la bella fidanzata Francesca porta delle scarpe dorate tacco 15 e gli amici ironizzano: «È la stessa percentuale dei voti grillini». E come tacco e alto ma come percentuale no. Ma ecco il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Gli si rivolge chiamandolo «presidente», e Salvini: «Al massimo posso fare il presidente di condominio».

 

luigi di maio matteo salvini

Lui e gli altri leghisti (da Centinaio a Bussetti) fanno di tutto per rassicurare quelli che in fondo considerano «parrucconi»: «Mica mordiamo!». I grillini, presenti in forza, inseguono Mattarella, gli alti magistrati e tutte le autorità che capitano a tiro per mettersi al riparo con loro, come a dire: noi siamo responsabili, facciamo squadra contro i barbari leghisti. Mai visti così cerimoniosi, e tremebondi, i 5 stelle. Salvini invece è a suo agio: incontra Conte e lo abbraccia: «Ci vogliamo bene». E poi saluta Mattarella saltando la fila.

 

bebe vio giovanni malago'

2 – LE FIDANZATE IN «GARA» E IL TEATRINO DEL DISGELO SALVINI SI CONFIDA: TANTO PRESTO SALTERÀ TUTTO

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

Roma Dal debutto è passato un anno esatto e quali siano gli animi di Conte, Salvini e Di Maio all' ombra dei palmeti quirinalizi lo confessa, con un sorriso mesto, il portavoce Rocco Casalino: «Il primo giugno del 2018 venni qui da vincitore, ora sono lo sconfitto». A due metri da lui il presidente del Consiglio, il cui ritardo ha allarmato non poco gli invitati a 5 Stelle, ha gli stessi ghiacciati pensieri nella testa mentre ride e scherza e si concede con pazienza ai cronisti.

maurizio landini

«Un brindisi, dobbiamo festeggiare!», alza il calice Conte, ma al cin cin non invita i suoi vice, bensì i giornalisti che lo assediano: «Niente vertice e niente Cdm, in agenda lunedì c' è solo la mia conferenza stampa». Ed è lì che il precario inquilino di Palazzo Chigi dirà «qualcosa di forte», perché non si può andare avanti con un vice che fa il premier ombra.

 

Matteo Salvini è dieci passi più in là, da oltre un' ora se ne sta seduto con la giovanissima e fascinosa fidanzata Francesca Verdini, miniabito nero con volant in similpelle, schiena nuda e tacchi 12 con borchie color oro. E sono baci sulle labbra, carezze e bicchieri di rosso, come due sposi al tavolo del banchetto nuziale e con buona pace dell' etichetta istituzionale. La parte dei testimoni e dei parenti la fanno i parlamentari della Lega ed è a loro, raccontano, che Salvini confida i suoi piani: «Due settimane e faccio saltare tutto».

 

mara carfagna

Finché l' aspirante premier, con uno scatto nervoso, si alza e raggiunge il presidente ancora in carica. L' imbarazzo si taglia a fette, ma la tragicommedia del disgelo ha il suo copione e va recitato per intero. «Vieni Matteo, vieni che c' è la stampa», lo accoglie Conte e subito Salvini lo spiazza col suo possente abbraccio: «Ci amiamo, ci vogliamo bene, benissimo». Così bene che il ministro dell' Interno presenta la fidanzata a Conte, il quale vorrebbe fermare l' attimo: «Chiamate anche Luigi».

S alvini saluta e se ne va, ma ecco che lo spot della pace ritrovata impone il bis. La scenografia non cambia, adesso però al centro dell' inquadratura c' è Luigi Di Maio che tiene per mano Virginia Saba, tubino nero in pizzo velato e scollato. E c' è Salvini che di nuovo rompe l' iceberg che li separa e si presta alla gag, con la maliziosa regia di Enrico Mentana.

 

stefania sandrelli

«Si odiano, ma a volte ci sono coppie scoppiate che durano secoli», dirà il direttore del Tg di La7 sparando per primo su Instagram la foto di Matteo&Luigi. E perché l' apparente lieto fine sia perfetto, negli smartphone degli ospiti finisce anche il primo incontro tra le due vice first lady. «Sono sempre le donne che risolvono i problemi», la butta lì Di Maio. Chi è la più bella? Chi la più elegante? Sul Colle il dilemma è (anche) questo. Francesca Verdini si sfila dall' ennesimo selfie e confida il disagio del confronto: «Che stress, una cosa terribile».

 

matteo salvini francesca verdini

Roma dalla terrazza è più bella che mai, ma Salvini è stufo e prima di affacciarsi con Francesca dal parapetto presidenziale per una foto da cartolina di Peynet lascia cadere l' ultimo avvertimento: «I 5 stelle sono nervosi? Io sono rilassatissimo. Sono i fatti a decidere. C' è lo sblocca cantieri, l' autonomia, la flat tax, il sicurezza-bis, la Tav. Io ho già deciso, vado avanti». Comanda lei? «Il 90% delle leggi sono quelle fatte da loro, dicono».

 

renzo arbore

Dietro il sipario, il duello continua. Il sottosegretario a Palazzo Chigi, Vincenzo Spadafora, vuole convincersi che il governo andrà avanti: «Almeno oggi si sono salutati, è già qualcosa». Da ricordare, in questa serata da teatro dell' assurdo, i capelli azzurri fluo di Marisa Laurito, il baciamano di Salvini alla fidanzata di Di Maio, l' omaggio del segretario della Lega a un arcinemico come Mario Monti, il vicepremier leghista che fa il modesto («Chiamatemi al massimo presidente di condominio»), l' ex ministro Siniscalco che suggerisce a Conte di togliersi le pietre dalle scarpe «a mercati chiusi per non far impennare lo spread» e la sorprendente ammissione di Lino Banfi, nominato all' Unesco mesi fa: «Mi hanno detto che fra poco dovrò cominciare...».

lino banfi luigi di maio

 

Con un sorriso preoccupato, Roberto Fico si gode la pièce: «Salvini? In questo anno l' ho incontrato una volta soltanto». Il governo regge, presidente? «I governi vanno e vengono, ma lo Stato resta perché è solido».

roberto vecchioni francesco rutelli 1gennaro sangiuliano con la moglie federica corsiniluigi di maio virginia saba 5luigi di maio virginia saba 1roberto giachettialessandro ruben mara carfagnagiancarlo magallivirginia raggiroberto vecchioni francesco rutellimara carfagna 2matteo salvini francesca verdini 2matteo salvini francesca verdini 3luigi di maio virginia saba 6luigi di maio virginia saba 4marco durante e la moglie theamara carfagna 1matteo salvini francesca verdini 1matteo salvini francesca verdini 18fabrizio salinimarco bussettimatteo salvini francesca verdini 12matteo salvini francesca verdini 13leoluca orlandomatteo salvini francesca verdini 10marcello foafausto bertinotti e la moglie lellamatteo salvini francesca verdini 8marco bussetti 1matteo salvini francesca verdini 9maurisa laurito renzo arborestefano buffagnibebe vionicola zingarettimatteo salvini francesca verdini 5matteo salvini francesca verdini 17matteo salvini francesca verdini 16giulia grillomatteo salvini francesca verdini 4roberto vecchioni paolo gentiloniluigi di maio virginia saba 2matteo salvini francesca verdini 7nicola zingaretti 1matteo salvini francesca verdini 6giulia grillo 1giulia bongiornoluigi di maio virginia saba 3alfonso bonafedepaolo savonasimona bonafe'

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...