giuseppe conte matteo salvini

CAMUFFARE PER FERMARE IL DECLINO – LEGA E CINQUE STELLE ALLE AMMINISTRATIVE PARTECIPANO SOTTO MENTITE SPOGLIE: VIA I SIMBOLI, MEGLIO ACQUATTARSI DENTRO LE LISTE CIVICHE PER MASCHERARE ALLEANZE IMPROBABILI. COME QUELLA DEL CARROCCIO CON EMILIANO IN PUGLIA, O CON I GRILLINI A NISCEMI, IN SICILIA – IL NUOVO LOGO DEL CARROCCIO IN VISTA DELLA FEDERAZIONE, "PRIMA L'ITALIA", È PRESENTE SOLO IN 8 COMUNI SU 102, MENTRE PEPPINIELLO APPULO INAUGURA IL SUO NUOVO SIMBOLO A RIETI, GIUSTO PER VEDERE L’EFFETTO CHE FA

giuseppe conte

Emanuele Lauria e Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

Operazione camouflage . Nella difficoltà di organizzare liste proprie o nell'intento di mascherare eventuali risultati negativi, Lega e 5 Stelle si presentano alle Amministrative sotto mentite spoglie. Senza simbolo, nascosti all'interno di civiche che autorizzano anche alleanze poco presentabili.

matteo salvini con le armi 6

 

Si dirà, Matteo Salvini l'aveva annunciato: in queste elezioni comunali il Carroccio al Sud si manifesta con il nuovo simbolo "Prima l'Italia". Annuncio accolto senza urla di giubilo da parte dei non pochi ortodossi del partito. E alla fine, l'iniziativa decolla con numeri risibili. Sapete in quanti Comuni si presenta davvero "Prima l'Italia"? Otto. Su un totale di centodue medi e grandi centri interessati dal voto nel Meridione.

IL SIMBOLO DI PRIMA L'ITALIA

 

In Sicilia, culla del progetto, i Comuni dove la Lega debutta sotto le nuove e dichiarate vesti sono appena quattro: Palermo, Messina, Paternò e Acicatena. E nel resto dell'isola? La Lega sta dentro le civiche, appunto. E così maschera intese anomale: mentre Salvini e Di Maio litigano un giorno sì e l'altro pure, i loro partiti a Niscemi, popoloso centro del Nisseno, sostengono la stessa candidata sindaca, Valentina Spinello (locale coordinatrice del Carroccio).

 

IL SIMBOLO DELLA LISTA CONTE A RIETI

Ancora più originale lo scenario pugliese: "Prima l'Italia" c'è a Taranto e a Castellaneta, a Barletta sopravvive il simbolo della Lega mentre in altri centri i salviniani scendono a patti con i candidati di Michele Emiliano: capita ad esempio a Castellana Grotte, dove "Con" (il movimento di Emiliano) e una lista di leghisti appoggiano Domi Ciliberti, già candidato per Salvini alle Regionali 2020. Nello stesso centro, che esprime anche il deputato del Pd Ubaldo Pagano, i dem sono assenti. Gli altri due Comuni dove esiste il simbolo "Prima l'Italia" sono in Calabria: Catanzaro e Varapodio, non esattamente una metropoli con i suoi duemila abitanti.

 

COMIZIO DI MATTEO SALVINI A GORIZIA CON MASSIMILIANO FEDRIGA

In casa 5 Stelle in diversi casi si è optato per una presenza in chiaroscuro, senza il simbolo di partito. Vedi ad esempio a Verona: il candidato sindaco ed ex calciatore della nazionale Damiano Tommasi ha anche incontrato Giuseppe Conte a Roma, il ministro (veneto) Federico D'Incà è stato uno dei maggiori promotori dell'alleanza con il Pd nella città scaligera, eppure gli elettori del M5S che vogliono eleggere qualche proprio attivista se lo ritroveranno nella civica "Rete - Damiano Tommasi sindaco": due nomi per il consiglio comunale e due per una circoscrizione.

 

michele emiliano giuseppe conte

In Lombardia, a Como, il vecchio meetup si è praticamente disintegrato: il consigliere comunale uscente dei 5 Stelle Filippo Aleotti si candida a sindaco con una lista civica, "Como in Movimento - Stop inceneritore"; mentre il deputato locale Giovanni Currò sostiene la candidata sindaca del centrosinistra. A Rieti, poca fantasia nel camouflage : ci sarà una lista con un logo che comprende le care vecchie cinque stelle e il nome grande con due colori diversi, "Con" in bianco e "te" in giallo, Conte quindi, dove si candidano referenti del M5S locale.

 

Discorso simile a Oristano, in Sardegna (regione dove le liste di partito in corsa sono zero): simbolo con la classica stella di sfondo, la scritta grande "Mov" con la V del v-day, è il "Movimento Oristano", promossa dai 5 Stelle con altri civici a sostegno del centrosinistra. A Jesi, dove è arrivato Giuseppe Conte per offrire manforte in vista del voto, i 5 Stelle assieme ai verdi hanno dato vita a "Jesi respira", simbolone matrioska con dentro i due loghi dei partiti e la bandiera della pace in cima.

OSCAR DE PELLEGRIN LUCA ZAIA MATTEO SALVINI

 

Tornando in Sicilia, stesso discorso a Sciacca, lista congiunta M5S e Next; a Campobello di Licata simbolo e lista unici con il Pd; a Palma di Montechiaro, lista civica "Palma in Movimento". Infine ci sono i casi del "ci sono ma senza esserci": come a Belluno, dove sempre D'Incà nelle settimane scorse è arrivato per annunciare il sostegno del M5S al candidato dem Giuseppe Vignato, ma zero liste o candidati. Se il centrosinistra dovesse vincere, un pezzetto di cappello - quanto grande non si saprà mai - lo si potrà comunque mettere.

damiano tommasi foto di bacco

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…