matteo salvini silvio berlusconi mario draghi catasto riforma

IL CATASTO È SOLO UN PRETESTO  - ANCORA UNO SLITTAMENTO PER L'APPRODO DELLA DELEGA FISCALE IN AULA: NON È STATO ANCORA TROVATO L’ACCORDO CON IL CENTRODESTRA SULLA RIFORMA DEL CATASTO - SALVINI PROVA A GETTARE ACQUA SUL FUOCO: “LA PATRIMONIALE PARE SVENTATA, LA SVOLTA È VICINA”, MA C’È IL RISCHIO CHE IL TESTO ARRIVI IN AULA SENZA MANDATO AL RELATORE. A QUEL PUNTO SI DOVREBBE PORRE LA FIDUCIA E LA TENUTA DELLA MAGGIORANZA NON È SCONTATA…

1 - FISCO:SALVINI,PATRIMONIALE SU CASA-RISPARMI PARE SVENTATA

MARIO DRAGHI 1

(ANSA) - "Chi la dura la vice, centrodestra compatto come avevamo richiesto. Ora vediamo, ci sono gli ultimi passi, però la patrimoniale sulla casa e sui risparmi pare sventata". Lo ha dichiarato all'ANSA il leader della Lega Matteo Salvini, dopo il vertice di centrodestra di governo sulla delega fiscale, spiegando che "sì", la svolta è vicina.

 

2 - CATASTO, RIFORMA A RISCHIO: SENZA ACCORDO LA DELEGA FISCALE SLITTA. COSA SUCCEDE ORA

Massimiliano Jattoni Dall’Asén per www.corriere.it

 

riforma del catasto 9

La riforma del catasto è necessaria e si farà. Il premier Mario Draghi in tutti questi mesi non è mai arretrato di un solo passo da questa affermazione. Ma l’accordo con i partiti di centrodestra che compongono la maggioranza non si trova.

 

E, infatti, arriva un nuovo slittamento (il terzo da fine marzo) dell’approdo della delega fiscale in Aula: la nuova data doveva essere il 9 maggio, ma chi sta lavorando alacremente per una mediazione spinge per un ulteriore slittamento, che a quanto pare ha trovato d’accordo il governo.

SALVINI MELONI BERLUSCONI

 

«Il rinvio origina dalla necessità di chiudere un pacchetto che possa essere votato da tutti serenamente», ha confermato nella serata del 4 aprile il sottosegretario all’Economia, Federico Freni. Sulla nuova data «è competente la conferenza dei capigruppo, dove il ministro D’Incà indicherà le tempistiche». Alla luce di tutto questo, difficilmente il provvedimento sarà approvato dal parlamento prima del 30 giugno, termine fissato dal cronoprogramma del Pnrr.

matteo salvini silvio berlusconi meme by carli

 

Cosa dice il testo

Il nodo del contendere, come ormai si sa, è la presunta tassazione degli immobili. Fin da subito il centrodestra ha infatti tacciato la riforma del Catasto di essere una “patrimoniale camuffata” e a nulla è servito che Draghi rassicurasse che non ci sarà alcun aumento delle tasse.

 

La riforma del Catasto, che dal punto di vista normativo è prevista nell’ambito della riforma fiscale, si focalizza sull’articolo 6 del disegno di legge delega, che prevede due cose distinte. La prima è contenuta nel comma 1 (che - va detto - è di fatto condiviso dall’intero Parlamento), dove vi si dispone la modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili.

 

catasto riforma

In particolare, la norma mira a facilitare e accelerare l’individuazione e il corretto classamento degli “immobili fantasma” (quelli che a oggi non sono censiti) o che non rispettano la reale consistenza di fatto o di destinazione d’uso. Idem per gli immobili che non rispettano la categoria catastale attribuita, i terreni edificabili accatastati come agricoli e tutti quelli che rientrano nella categoria di “immobili abusivi”.

Il secondo comma dell’art. 6 - quello che spacca in due la maggioranza - prevede la revisione del catasto dei fabbricati con una qualificazione patrimoniale. Il Catasto italiano, infatti, ha per tradizione una natura reddituale (dell’immobile cioè, si considera la potenziale capacità di produrre reddito. E questo al centrodestra non piace.

 

salvini meloni berlusconi

Il nodo della tassazione

Lega e Forza Italia sono sulle barricate da mesi, per loro quello patrimoniale è un punto sul quale non vogliono discutere: per loro la variazione di gettito non può che significare un aumento delle tasse sulla casa. Il rischio dunque è ora che il testo arrivi all’appuntamento dell’Aula senza mandato al relatore e che, dunque, si debba porre la fiducia.

riforma del catasto 5

 

Sarebbe la resa dei conti finale, un giocarsela tutta e rivivere i brividi di fine marzo, quando il governo si era salvato per un soffio, con la commissione Finanze della Camera che per un solo voto (23 contro 22) bocciava l’emendamento del centrodestra che chiedeva lo stralcio dalla Delega dell’intera riforma del Catasto.

 

Le richieste di Lega e M5s

riforma del catasto 3

Il centrodestra ormai ne ha fatto una questione di principio (e anche di credibilità verso il suo elettorato): l’ultima richiesta è che se non si vuole stralciare l’intera riforma, si eliminino almeno i riferimenti ai valori di mercato. Il governo, come detto, ha ampiamente assicurato che le tasse non saliranno e Draghi non vuole fare un passo indietro. L’ultima mediazione puntava allora ai riferimenti a valori Omi, che sono stime relative al valore commerciale e alla rendita degli immobili.

 

FLAT TAX

Ma anche questa possibilità si è rivelata un nulla di fatto. Insomma, la via della mediazione è ancora impervia. Ma tutti sanno che senza accordo, il testo che andrebbe in Aula sarebbe quello base della Delega, ovvero quello dove mancano il cashback (cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle) e la nuova versione della flat tax targata Lega.

 

Inoltre, Salvini non ha mai rinunciato alla Pace fiscale e alla rottamazione delle cartelle esattoriali, così come punta i piedi anche sul sistema duale sul quale poggia la riforma, in cui i redditi da capitale sono tassati in modo proporzionale, mentre quelli da lavoro con l’Iperf progressiva. Sistema che per la Lega si tradurrebbe in aumento della tassaione sugli affitti. Insomma, in Aula il 23 a 22 dell’ultima volta potrebbe davvero ribaltarsi.

riforma del catasto 2riforma del catasto 1riforma del catasto 4

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?