catiuscia marini

CATIUSCIA, TE NE VAI SÌ O NO? LA PRESIDENTE DELLA REGIONE UMBRIA SI DIMETTE (DI NUOVO) - LA GOVERNATRICE INDAGATA NELL'INCHIESTA SUI CONCORSI IN SANITÀ ANNUNCIA CHE LASCERA’ MA L'AVEVA GIÀ FATTO UN MESE FA, PRIMA DI VOTARE CON LA MAGGIORANZA PD LA FIDUCIA A SE STESSA - ZINGARETTI E GENTILONI: "IL PD DEVE ESSERE MOLTO CHIARO IN UN MESSAGGIO CONTRO LA CORRUZIONE"

Da www.ilfattoquotidiano.it

 

CATIUSCIA MARINI NICOLA ZINGARETTI

Altra capriola. Così il destino della Regione Umbria sembra più il gioco dell’oca per non dire una farsa. A ripassare dal via, altro giro altra corsa, è la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini che oggi ha confermato le sue dimissioni con una lettera inviata alla presidente del consiglio regionale Donatella Porzi. Solo due giorni fa, con il voto determinante della governatrice, l’assemblea umbra aveva approvato un documento della maggioranza che chiedeva alla Marini di ritirare le dimissioni.

CATIUSCIA MARINI

 

Ma era solo l’ennesima puntata di una vicenda quasi incredibile, con una serie di decisioni confermate e smentite un giorno dopo l’altro dalla governatrice: la prima volta in cui la Marini aveva comunicato di voler lasciare era il 16 aprile. Ora il nuovo annuncio con cui finalmente dovrebbe ora risolversi la crisi istituzionale della Regione Umbria. Per com’è andata finora, non è ancora detto: il consiglio regionale dovrà ratificare di nuovo questa nuova comunicazione della presidente. Marini, da parte sua, nella lettera alla presidente del consiglio regionale umbro parla di “percorso dettato esclusivamente da ragioni istituzionali, di correttezza e di rispetto per tutti i componenti dell’Assemblea, sia di maggioranza, sia di opposizione, e non certo da ragioni personali”.

 

 

CATIUSCIA MARINI E GIANPIERO BOCCI

Tutto nasce, come noto, dall’inchiesta sui concorsi all’ospedale di Perugia nella quale la presidente Marini è indagata. E si alimenta anche per una certa esitazione dei vertici nazionali del Pd che da una parte hanno richiesto, per voce del segretario Nicola Zingaretti, un “gesto di responsabilità” da parte della governatrice (che fino a quel momento non ne aveva alcuna intenzione), ma dall’altra non sono riusciti a dare una spinta incisiva nell’esecuzione. Tanto che dopo un vertice a Roma all’inizio della scorsa settimana il capogruppo democratico in consiglio regionale aveva potuto dire che il Nazareno aveva ribadito “l’operato della giunta positivo“, lasciando ai dirigenti regionali il modo per uscire dall’impasse. E invece i dirigenti regionali avevano trovato uno stratagemma per congelare l’impasse votando la fiducia alla Marini e comprendendo in questa operazione in consiglio regionale perfino la presidente dimissionaria.

 

Catiuscia Marini

 

Zingaretti ha poi impiegato un’altra mezza giornata per dire che si trattava di “un errore politico“, precisando che “nel Pd che abbiamo in testa non c’è alcuno spazio per raccomandati o anticipazioni di domande per i concorsi”. E ancora oggi, poco prima dell’annuncio di dimissioni forse definitivo della presidente, il presidente del partito Paolo Gentiloni aveva sottolineato che “quando una si dimette, e per ragioni serie che non hanno nulla a che fare con le verità giudiziarie che verranno dalle indagini della magistratura ma che sono una scelta politica a tutela della Regione e del partito, che un mese dopo ci si ripensi mi sembra incomprensibile” anche perché il Pd deve essere “molto chiaro in un messaggio contro la corruzione”.

Catiuscia Marini matteo renzi catiuscia marini CATIUSCIA MARINI PIERO FASSINO CATIUSCIA MARINI Catiuscia Marini

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...