von der leyen conte salvini

CAVOLETTI PER BRUXELLES - OGGI URSULA VON DER LEYEN INCONTRA A ROMA GIUSEPPE CONTE - SALVINI PREPARA LA MOSSA PER LO SCONTRO: PROPORRE UN POLITICO PER LA COMMISSIONE UE (COSI' SE VENISSE BOCCIATO DAREBBE IL PRETESTO PER CONTRAPPORSI CON MAGGIORE DUREZZA ALLA COMMISSIONE GUIDATA DALLA TEDESCA, NON VOTATA DAL CARROCCIO) – GIORGETTI SI SFILA – IPOTESI FONTANA E CENTINAIO...

Marco Conti per “il Messaggero”

 

salvini

Molte caselle sono già occupate dagli uscenti e altrettante opzioni già consegnate nella mani della von der Leyen che oggi incontra a Roma il presidente del Consiglio Conte per avere il nome del commissario che l'Italia intende proporre. Malgrado sulla carta ci sia tempo sino al 26 agosto, Conte ieri l'altro ha cercato di stringere un po' i tempi e, in una pausa del consiglio dei ministri di mercoledì notte, ha sollecitato i due vicepremier - che si apprestavano a chiudersi in una stanza di palazzo Chigi - a discutere anche di questo.

 

L'IMPOSTO

Raccontano che Salvini non si sarebbe sbilanciato con l'alleato cercando invece di capire quale delega e portafoglio potrebbe spuntare Italia. L'ex ministra della Difesa tedesca arriva a Roma dopo un tour in molte capitali dell'Unione dove ha raccolto le desiderata di tutti i governi sul programma della sua Commissione che vorrebbe comporre con metà donne. L'obiettivo è ancora lontano visto che, per ora, su quindici nomi già proposti solo cinque sono donne.

 

URSULA VON DER LEYEN

Anche se all'Italia, Paese fondatore, difficilmente potrà essere imposto un nome in base al genere, non c'è dubbio che una donna permetterebbe a Conte di avere qualche vantaggio in più.

 

L'Italia si aspetta un portafoglio economico di peso e Conte, al termine del vertice del 2 luglio che sbloccò anche grazie all'Italia il pacchetto di nomine, parlò allora della delega alla concorrenza e di una vicepresidenza.

 

salvini

Malgrado il tam-tam sia stato in queste ultime settimane alimentato, è però molto, ma molto difficile che l'Italia possa contrapporre un nome in grado di mettere in discussione quello della commissaria uscente Margrethe Vestager che è stata riproposta dal governo danese.

 

Molto probabile, invece che all'Italia possa di nuovo spettare l'Industria o l'Agricoltura, e magari una vicepresidenza. Ieri pomeriggio Matteo Salvini ha spiegato che «nelle prossime ore» avrebbe dato al presidente del Consiglio il nome di «qualcuno che ha esperienza di governo, che si occupi di dossier economici, di vita reale, commercio, industria, concorrenza» e che potrebbe anche essere un esponente del governo. Poichè la notte porta consiglio, è però possibile che Salvini giochi la carta della sorpresa o del ora vedi chi comanda tenendo in sospeso sia Conte che la von der Leyen accusata ieri dal ministro Fontana di non aver voluto incontrare la Lega.

ursula von der leyen

 

Se così sarà, prende quota la linea di chi sostiene che Salvini intende liberarsi del cerino girandolo al presidente del Consiglio che dovrebbe convincere l'ex ministra tedesca su un nome «politico» che dovrà poi passare a Bruxelles il vaglio della commissione competente. Passaggio non facile per un nome della Lega, ma che - qualora venisse bocciato - darebbe a Salvini argomenti per contrapporsi con ancora maggiore durezza alla Commissione guidata da una tedesca non votata in aula dagli europarlamentari del Carroccio. Un rischio, quello di vedersi impallinare dal Parlamento europeo, che Giancarlo Giorgetti ha evitato di correre sfilandosi dalla corsa, ma che impone a Salvini di cercare non tanto un candidato, quanto un politico disposto alla battaglia e al sacrificio.

 

Tra i nomi circolati nelle ulrime ore quelli dei sottosegretari Massimo Garavaglia e Claudio Durigon e dei ministri per le Politiche comunitarie Lorenzo Fontana - che però ha il problema di essersi più volte schierato sulla famiglia su posizioni molto conservatrici - e Gianmarco Centinaio (Agricoltura). Sullo sfondo restano quelli dell'attuale ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e della Difesa Elisabetta Trenta che però la Lega non considera propri.

URSULA VON DER LEYEN

 

Conte vorrebbe poter contare anche su una donna, ma soprattutto su un candidato in grado di rappresentare per cinque anni l'Italia senza rischiare la bocciatura nella commissione e che confermi il sostegno dell'Italia alla von der Leyen. Ma se gli europarlamentari del M5S, malgrado siano in Europa ancora senza gruppo, hanno votato per l'ex ministro tedesca risultando alla fine decisivi visto che alla fine è passata con soli nove voti, la Lega ha votato contro subendo poi l'ostracismo - insieme a tutto il gruppo sovranista ed antieuropeo, da tutte le cariche interne al Parlamento.

GIUSEPPE CONTE

 

Una posizione, quella del Carroccio, fortemente contraria alla von der Leyen destinata a pesare nei colloqui di oggi durante i quali si parlerà anche del programma e della richiesta italiana di forte discontinuità rispetto al passato. Salario minimo, garanzia giovani, lotta alla disoccupazione, e ai cambiamenti climatici gli argomenti che la nuova presidente della Commissione intende inserire nel programma, insieme ad una riscrittura del trattato di Dublino che parta dal riconoscimento del fatto che chi sbarca in Italia, Grecia o Malta sbarca in Europa. Musica per Conte e il M5S, molto meno per Salvini che sinora ha disertato tutti i tavoli e le riunioni.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)