cassa depositi e prestiti cdp meloni salvini tajani

CHE FIGURACCIA DEL CENTRODESTRA SU CASSA DEPOSITI E PRESTITI! – IL RINNOVO DEL CDA DI CDP È BLOCCATO DA SETTIMANE PERCHÉ FDI, LEGA E FORZA ITALIA INDICANO SOLO UOMINI DA PIAZZARE NEL CONSIGLIO, MENTRE LO STATUTO PREVEDE LA PRESENZA DI ALMENO QUATTRO DONNE – L'UNICA SOLUZIONE TROVATA È MODIFICARE LO STATUTO PER RIDURRE LE “QUOTE ROSA”. IL PD HA GIOCO FACILE AD ATTACCARE LA MELONI: “I PARTITI GESTISCONO IL POTERE COME COSA TRA MASCHI. E MENO MALE CHE LA PREMIER È DONNA”

Estratto dell’articolo di Andrea Greco per "la Repubblica"

 

CASSA DEPOSITI E PRESTITI - CDP

L’ipotesi che il Tesoro riduca le quote rosa nel vertice di Cdp fa infuriare l’intera opposizione. Che con decine di interventi, ma univoci, ieri ha chiesto al governo di chiarire, e ripensare, l’anticipazione di Repubblica. Dal Pd a M5s, da Iv ad Azione, da Avs a Svp e al sindacato Cgil, molte e dure critiche. […]

 

L’idea, comunicata ai nove consiglieri della Cassa in un cda lampo riunito domenica, sarebbe modificare lo statuto agli art. 15 e 27 (che riguardano la composizione del cda e del collegio sindacale). Per farlo serve un’assemblea straordinaria, da indire almeno otto giorni prima (art. 12). A ciò serviva il cda domenicale: del resto, l’assemblea ordinaria del 15 luglio per nominare il cda, rinviate ben quattro volte dal 24 maggio, era convocata dal 2 luglio.

 

giovanni gorno tempini e dario scannapieco foto di bacco 2

Il Tesoro, che ha l’82,7% in Cdp, non parla, e fino all’ultimo non lo farà. La sensazione è che provi a far “planare” il dossier, nel rispetto delle norme e per un numero almeno uguale di donne negli organi (oggi sono quattro). Ma il diavolo è sempre nei dettagli: finora le quote rosa valevano per il solo cda di nove membri, la misura allo studio le estende al cda della Gestione separata Cdp, finora esente e formato da cinque membri maschi. Nel collegio dei sindaci (che però scade tra un anno) le donne invece sono già due su cinque.

 

La modifica — ammesso che ora non sia rivista — ridurrebbe il minimo del genere “meno rappresentato” dal 40 al 33%, soglia che implica almeno quattro donne, spalmate però sulle 14 poltrone dei cda di Cdp e Gestione separata. Un modo per dare più opzioni per gli 11 nomi che il Tesoro cerca […]

antonio tajani matteo salvini giorgia meloni

 

 Le voci di candidature femminili finora riguardano Manuela Gelera (consigliere Inps), Alessandra Bruni (presidente di Enav) e la ad di Invimit, Giovanna Della Posta. L’opposizione intanto critica. «Si eliminano alla chetichella le donne perché la maggioranza propone tutti uomini — dice Beatrice Lorenzin, vicecapogruppo Pd al Senato, che ha fatto un’interrogazione al ministro Giorgetti — così merito e pari opportunità finiscono nel cestino di partiti che gestiscono il potere come cosa tra maschi. E meno male che la premier è donna».

 

CASSA DEPOSITI E PRESTITI - CDP

Su X Antonio Misiani, responsabile economico Pd, scrive: «Poiché i nomi ipotizzati dalla maggioranza per il nuovo cda Cdp sono tutti maschi, che si fa? Si cambia lo statuto. Un’autentica vergogna». L’europarlamentare M5s Carolina Morace parla di «ennesima dimostrazione di quanto la destra valorizzi le donne», e dice: «Questa modifica ha le gambe corte visto che entro fine giugno 2026 nei Paesi Ue andrà recepita la direttiva sulle donne nei cda, che prevede che il 40% dei posti. Cdp rischia una sanzione ».

 

Elena Bonetti, vicepresidente di Azione si augura «che non ci sia una decisione già presa, sarebbe un passo indietro inaccettabile. Le donne competenti ci sono, non possono pagare loro le logiche di occupazione del potere». […]

giovanni gorno tempini e dario scannapieco foto di bacco 1giovanni gorno tempini foto di bacco

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?