belpietro salvini

CHI TIFA PER LA “COALIZIONE URSULA” NON HA CAPITO LA LEZIONE MONTI - BELPIETRO AVVISA I SOSTENITORI DELL’INCIUCIONE PD-M5S: “DARE VITA A UN ESECUTIVO GENETICAMENTE MODIFICATO, RISCHIA INFATTI DI REGALARE ALLA LEGA, O A QUALSIASI ALTRO MOVIMENTO CHE SI METTESSE DI TRAVERSO PER IMPEDIRE L'AMMUCCHIATA, UN CONSENSO ENORME, CONTRIBUENDO ANCORA PIÙ A DELEGITTIMARE LE ISTITUZIONI…”

Maurizio Belpietro per “la Verità”

 

maurizio belpietro con matteo salvini (3)

I politici non imparano mai niente. Seduti nei loro salottini, in un mondo che non ha contatto con la realtà, proseguono imperterriti a fare gli errori di sempre. Che si chiamino Matteo Renzi, Pier Ferdinando Casini, Massimo D' Alema, Romano Prodi o Gianni Letta, fanno e disfano a seconda della loro convenienza e mai in base alla convenienza degli italiani.

 

E così, eccoli ora pronti a varare il governo «Ursula», che già dal nome si preannuncia un obbrobrio. Ursula è la strega del mare nella fiaba della Sirenetta di Disney, una fattucchiera che dispone di 1.000 tentacoli e vive in un buio reame sottomarino. Pensando a un governo Ursula, di certo non viene in mente il pur discusso volto dell' ex ministra della Difesa di Angela Merkel, Ursula von der Leyen, da poco divenuta presidente della Commissione Ue.

 

giorgio napolitano mario monti

Al contrario, nella mente della maggioranza delle persone si fa largo l'immagine di una maga grassa, avida e cattiva, che vive in un bosco sott'acqua, pronta a ogni incantesimo: un personaggio che non suscita sentimenti positivi. Già era difficile mandare giù definizioni come ammucchiata, ribaltone o inciucio, ma avergli affibbiato il nome Ursula rende il probabile governo Pd-5 stelle ancora più indigeribile.

 

Tuttavia, non c'è solo la forma, cioè il nome, che rende inaccettabile l'operazione di trasformismo di partiti sconfitti che vogliono rimanere vincitori a dispetto della volontà degli elettori (il Pd è stato bocciato alle politiche di un anno fa, i 5 stelle alle europee di tre mesi fa), ma anche la sostanza.

 

ursula von der leyen incontra giuseppe conte a palazzo chigi 1

Ed è proprio quest'ultima che dimostra come Renzi, Casini, D' Alema, Prodi e Letta continuino a non imparare niente dagli errori. Ricordate l' estate del 2011, quando a Palazzo Chigi c' era Silvio Berlusconi? Anche allora una classe di sconfitti dalla storia capitanata da Giorgio Napolitano tenne a battesimo un ribaltone.

 

A sponsorizzarlo erano le cancellerie europee, in prima fila quelle di Parigi e Berlino. Risultato, il Cavaliere fu disarcionato e al suo posto venne messo sul dorso degli italiani tal Mario Monti, un professore sconosciuto alla maggioranza degli elettori, che i giornali mainstream presentarono avvolto in un fiume di saliva come se fosse il salvatore dell' Italia.

 

letta gentiloni renzi

A sostenerlo erano tutti o quasi i partiti dell' arco costituzionale, eccezion fatta per la Lega. La conseguenza fu che, appena un anno dopo, quando la parola venne restituita agli italiani, i partiti che avevano votato l' ex rettore della Bocconi furono bocciati nell' urna e all' improvviso, senza che nessun sondaggista o politico lo avesse previsto, il Movimento 5 stelle balzò al 25 per cento.

 

All' epoca, Napolitano e Bruxelles imposero all' Italia i compiti a casa, cioè misure durissime, ignorando la volontà dei cittadini e negando la legittima aspirazione a scegliere il proprio futuro e i propri rappresentanti. Fu un' operazione di Palazzo, fatta da una classe politica delegittimata e decisamente antidemocratica. Qualcuno parlò addirittura di un golpe bianco. A distanza di soli 15 mesi, il responso degli elettori fu netto e disintegrò il sofferto bipolarismo italiano.

 

NAPOLITANO GENTILONI RENZI

All' insaputa di tutti era nato il Movimento 5 stelle, un partito che si proponeva di aprire il parlamento come una scatola di sardine. Nonostante il sorprendente risultato, i poteri forti tirarono diritto come se niente fosse successo, imponendo prima Enrico Letta, poi Renzi e infine Paolo Gentiloni alla guida del Paese.

 

Tre presidenti del Consiglio e nemmeno uno che fosse stato scelto dagli italiani. Il voto del 4 marzo dello scorso anno ha poi fatto giustizia di ogni inciucio e scelta calata dall' alto.

Il M5s, dal 25 per cento salì al 33, la Lega dal 4 al 17. E i partiti che avevano sostenuto i governi non votati dal popolo? Spariti o quasi.

 

ROMANO PRODI E MARIO MONTI

Dissolto il Ncd, dimezzato il Pd, ridotto a quarto partito italiano Forza Italia, sciolta per mancanza di voti la sinistra radicale. Una lezione del genere dovrebbe bastare a chiunque, ma evidentemente non è sufficiente per Renzi, Casini, D' Alema, Prodi, Letta e via inciuciando.

 

Dunque, la storia si ripete. Ora non c' è Monti e neppure Gentiloni. No, c' è Ursula, la nuova strega del mare, una fattucchiera che con i suoi incantesimi vorrebbe ammaliare gli italiani, ma che probabilmente riuscirà solo a farli incazzare ancora di più. La pozione magica con cui si intende dare vita a un esecutivo geneticamente modificato, rischia infatti di produrre una di quelle reazioni incontrollate, regalando alla Lega, o a qualsiasi altro movimento che si mettesse di traverso per impedire l' ammucchiata, un consenso enorme, contribuendo ancora più a delegittimare le istituzioni.

 

Renzi, Casini, D' Alema, Prodi e Letta parlano di deriva populista e lanciano allarmi, paventando una dittatura salviniana, senza accorgersi però che - se una deriva esiste - loro sono i primi ad alimentarla. Decenni di errori infatti non gli hanno insegnato niente.

Neppure a sparire.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA : CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?