joe biden mark zuckerberg

CI SEI O CI FAKE? - MENTRE IL FIGLIO DI BIDEN ABBANDONA LA SOCIETÀ CINESE PER CUI LAVORA, ELIZABETH WARREN LANCIA UNA CAMPAGNA SU FACEBOOK CON LA FAKE NEWS DELL'ENDORSEMENT DI TRUMP DA PARTE DI ZUCKERBERG. E FACEBOOK GLIEL'HA ACCETTATA SENZA FARE PROBLEMI! ''QUELL'AZIENDA PRODUCE DISINFORMAZIONE A FINE DI LUCRO. FIRMATE PER OBBLIGARLA AD ASSUMERSI LE SUE RESPONSABILITÀ''

 

 

 

 

1 - HUNTER BIDEN LASCIA GLI AFFARI CON LA CINA

Dal “Corriere della sera

 

IL FAKE AD DI ELIZABETH WARREN SU TRUMP E ZUCKERBERG

Hunter Biden, figlio di Joe, l' ex vice presidente Usa, lascia la società cinese che gli è valsa gli strali di Donald Trump (che accusa Joe Biden di aver favorito il figlio a Pechino come in Ucraina). Hunter si impegna a non lavorare per società straniere nel caso in cui il padre diventasse presidente.

 

 

2 - «ZUCKERBERG APPOGGIA TRUMP» E WARREN LO SFIDA CON UNA FAKE NEWS

Massimo Gaggi per il “Corriere della sera”

 

«Facebook è una macchina che produce disinformazione a fine di lucro: firmate per obbligarla ad assumersi le sue responsabilità». L' appello di Elizabeth Warren per bloccare Facebook, preceduto da uno spot pubblicitario volutamente fake col quale la candidata democratica alla Casa Bianca prende di mira Mark Zuckerberg, segna lo scoppio ufficiale di una guerra che covava da tempo: quella tra il gruppo che domina il mondo delle reti sociali negli Usa e nel resto del mondo (ad eccezione della Cina) e la liberal americana considerata da molti la più probabile sfidante di Trump, ora che Joe Biden è stato azzoppato dalle insinuazioni del presidente sugli affari ucraini e cinesi del figlio Hunter.

 

Da tempo la Warren denuncia l' eccessivo potere delle società di big tech e propone lo smembramento di quelle che operano in condizioni di quasi monopolio o che hanno raggiunto una posizione dominante nei vari mercati. Bersaglio preferito proprio Fb per la spregiudicatezza commerciale mostrata anche nella gestione della pubblicità politica e per la scarsa efficacia dei suoi interventi per arginare la diffusione delle fake news. In effetti il gruppo californiano si è mosso in ritardo, avendo negato per anni l' esistenza del problema, e quando ha preso l' iniziativa lo ha fatto in modo poco convincente. Dapprima si è affidato a un filtro basato su algoritmi.

 

elizabeth warren

Poi, visti i risultati insoddisfacenti, ha assunto migliaia di «moderatori» in carne ed ossa e quando anche le loro scelte sono state contestate ha chiesto al governo di scendere in campo fissando quelle regole che in passato aveva rifiutato.

 

Un implicito riconoscimento del primato della politica visto da molti con scetticismo. Con qualche ragione, visto che una settimana fa il sito The Verge ha diffuso l' audio di una conversazione durante la quale Zuckerberg afferma che, in caso di elezione della Warren, Facebook deve essere pronta a dare battaglia anche chiedendo ai tribunali di bloccare le riforme che l' esponente della sinistra democratica intende promuovere.

joe biden elizabeth warren

 

Elizabeth ha affilato le armi ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata uno spot pubblicitario del partito repubblicano che accusa Joe Biden di aver promesso, quando era vicepresidente, un miliardo di dollari di aiuti all' Ucraina in cambio della rinuncia a indagare sulle attività della società petrolifera con la quale collaborava il figlio Hunter. La Cnn ha respinto l' inserzione sostenendo che la rete rifiuta di pubblicare notizie false o, comunque, diffamatorie. Facebook, invece, ha pubblicato: per le nostre politiche quel testo non può essere messo al bando.

 

Sabato la replica beffarda della Warren che ha sfidato Facebook inviando loro un' inserzione pubblicitaria pagata nella quale si afferma che Zuckerberg ha dato il suo endorsement a Trump per la rielezione alla Casa Bianca. Notizia palesemente e volutamente falsa - come la stessa Warren ha poi precisato - diffusa solo per sfidare Facebook e farle sperimentare le conseguenze nocive di quelle che la candidata democratica ha bollato come «pratiche illegali e anti competitive grazie alle quali Trump ha la libertà di mentire sulle più grandi piattaforme social».

 

joe biden con il figlio hunter

Facebook, colta in mezzo a un guado difficile, con Zuckerberg che dovrà comparire più volte davanti al Congresso di Washington anche per difendere il suo piano per la creazione di una criptovaluta privata, la Libra, ha cercato di difendersi con un comunicato: nel quale spiega che, in base alle regole che si è data nel 2018, le affermazioni di esponenti politici e gli annunci pubblicitari relativi a campagne elettorali non vengono sottoposti al processo di fact checking - cioè di verifica dei fatti - utilizzato per filtrare le informazioni diffuse in rete.

 

 

 

TRUMP ZUCKERBERG

 

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?