PER CONDANNARE IL PD ALL’OPPOSIZIONE ETERNA NON C’E’ NULLA DI MEGLIO DI ELLY SCHLEIN – TRA IL RIFORMISTA BONACCINI E IL SINISTRATO PROVENZANO PRENDE QUOTA LA CANDIDATURA DELLA VICEPRESIDENTE (INDIPENDENTE) DELL’EMILA-ROMAGNA CON TUTTA LA SUA FUFFA BISEX-ARCOBALENO-PROGRESSISTA – “NON HA NEMMENO LA TESSERA”, FANNO NOTARE I PIDDINI CHE NON L'HANNO IN SIMPATIA E CHE LA PREFERIREBBERO CAPOGRUPPO A MONTECITORIO PER TOGLIERSELA DALLE SCATOLE...

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Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

ELLY SCHLEIN ELLY SCHLEIN

Ripartire, ma da chi? Appena Enrico Letta ha pronunciato la parola magica, «congresso», nel Pd è partita la rumba. Il grande riposizionamento. «Non parliamo di nomi», dicono un po' tutte le correnti democrat. «Prima il partito va rifondato». Ma i nomi si studiano eccome. La sensazione è che la vecchia mappa del potere del Nazareno, stavolta, sarà stravolta. I tempi saranno brevi, se il crono-programma che ha in mente Enrico Letta sarà rispettato. E cioè un voto a stretto giro di posta: congresso per gennaio.

 

In rampa di lancio c'è Stefano Bonaccini. Il presidente dell'Emilia Romagna è uno dei nomi di punta di Base riformista, la corrente guidata dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Se si candiderà, giurano però nell'entourage del governatore, non sarà un candidato di corrente, degli ex renziani (anche se i rapporti con Matteo Renzi sono rimasti buoni). Aggregherà anche altri mondi. Altri nomi.

BONACCINI BONACCINI

 

I rapporti con il sindaco di Milano Beppe Sala, per dire, sono buoni. Bonaccini ha già espresso riserve sulla gestione del Pd, definito nell'ordine «un po' smunto», «depresso», «scontento». Dichiarazioni rese ai taccuini in piena campagna elettorale, prima che il 25 settembre decretasse la débâcle.

 

L'area della sinistra pd potrebbe opporgli il vice-segretario Peppe Provenzano, che negli ultimi mesi si è avvicinato molto a Letta.

 

Un big come Andrea Orlando, che presidia questo fronte fra i militanti dem, potrebbe scendere in campo di nuovo - la prima volta era stata nel 2017, contro il Renzi bis - solo a patto di rappresentare uno schieramento più largo. Con chance di vittoria, insomma.

«Ma Elly che fa?», si chiedono un po' tutti, al Nazareno e dintorni. Lei è naturalmente Elly Schlein, 37 anni, ex europarlamentare, oggi vice-governatrice proprio di Bonaccini, candidata indipendente inserita in lista da Letta.

 

ELLY SCHLEIN ELLY SCHLEIN

I colleghi di scranno di Camera e Senato la guardano chi come l'araba fenice delle sorti dem, chi di malocchio. «Non ha nemmeno la tessera...», fanno notare quelli che non l'hanno in simpatia e che la preferirebbero magari capogruppo a Montecitorio, per scalzarla dalla corsa. Anche se l'ostacolo- tessera è facilmente aggirabile: per iscriversi bastano cinque minuti. C'è chi la ritiene fra i pochi nomi spendibili per recuperare consensi a sinistra: è giovane, è omosessuale, è donna. Un'anti-Meloni perfetta. Fra i supporter di Bonaccini, c'è chi sospetta che gli sponsor di Schlein possano essere Enrico Letta e Nicola Zingaretti.

 

Ma il primo si manterrà neutrale.

 

E il governatore uscente del Lazio è legato anche a Matteo Ricci, il sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci dem, che pare determinato a scendere in campo.

 

PROVENZANO 11 PROVENZANO 11

Nel blocco dei primi cittadini, che reclamano stavolta come non mai un peso e un ruolo nella catena di comando, potrebbero essere tentati dalla corsa Giorgio Gori (Bergamo), per l'area liberal, e Antonio Decaro, sindaco di Bari e capo dell'Anci. Un pensierino lo starebbe facendo Dario Nardella, sindaco di Firenze, vicino all'area Gentiloni, dato per papabile anche come volto trasversale fra le correnti.

 

ELLY SCHLEIN ELLY SCHLEIN

E si attendono le mosse di Dario Franceschini, kingmaker come pochi, finora. Capitolo alleanze: quasi nessuno, perfino Bonaccini che in passato era stato critico, esclude ormai un dialogo con i 5 Stelle di Conte. Toccherà fare di necessità virtù. A partire dalle regionali di Lazio e Lombardia, in calendario all'inizio dell'anno prossimo. Quando con buona probabilità sulla resurrezione del campo largo decideranno i dirigenti locali. Perché al Nazareno il posto da segretario sarà vacante.

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