draghi cartelle

UN CONDONO CI STA SEMPRE BENE - IL GOVERNO DRAGHI VUOLE CANCELLARE 60 MILIONI DI CARTELLE ESATTORIALI, FINO A 5 MILA EURO, CHE SI SONO ACCUMULATE NEGLI ANNI - UNA MAXI SANATORIA CHE DOVRÀ RICEVERE IL SOSTEGNO DI FORZE DELLA NUOVA MAGGIORANZA GENERALMENTE CONTRARIE, COME PD E M5S - INTANTO FINO AL 30 APRILE (DATA FORMALE DELLA FINE DELLO STATO DI EMERGENZA PER IL COVID) LO STATO NON CHIEDERÀ SOLDI AI CONTRIBUENTI...

Da www.corriere.it

 

CARTELLE ESATTORIALI

Le modalità per far ripartire la riscossione delle cartelle e soprattutto cancellare i vecchi atti tiene impegnato a fondo il nuovo governo Draghi. Una discussione che tra l’altro si innesta sul nuovo decreto per gli aiuti alle attività economiche, il ribattezzato «Decreto Sostegno», di cui le misure sulle cartelle esattoriali dovrebbe essere una parte rilevante.

 

Stop all’invio di nuove cartelle e ai pagamenti della «pace fiscale»

Le idee di base sono due. La prima riguarda la data del 30 aprile, fino alla quale lo Stato non chiederà soldi ai contribuenti. Per le nuove cartelle esattoriali il governo pensa a un nuovo stop generalizzato fino al 30 aprile per l’invio di nuovi atti.

 

mario draghi 2

Anche i pagamenti già “accordati”, quelli relativi ciò alle rate della «pace fiscale» (rottamazione ter e saldo e stralcio) dovrebbero essere sospesi fino al mese di maggio. Si sta parlando di 50 milioni di atti. Il 30 aprile non è una data qualsiasi: è la data che segna, dal punto di vista legale, la fine dello «stato di emergenza» per il Covid.

 

Rinvio dei versamenti per rottamazione-ter e saldo e stralcio

Sempre al 30 aprile 2021 potrebbe essere rinviata formalmente la scadenza delle rate 2020 e delle prime rate 2021 di rottamazione-ter e saldo e stralcio: nei giorni scorsi il governo aveva provveduto a comunicare il rinvio, a poche ore dalla data limite.

 

La cancellazione delle cartelle sotto i 5 mila euro

Un altro capitolo dell’impianto fiscale predisposto dal nuovo Decreto Sostegno riguarda invece il nuovo stralcio delle cartelle esattoriali ferme da anni: l’ipotesi è di cancellare quelle tra il 2000 e il 2015 per importi massimi fino a 5 mila euro (comprese sanzioni e interessi).

 

CARTELLE ESATTORIALI

Si tratta di atti e di importi non pagati che si sono accumulati di anno in anno per un costo di due miliardi tra 2021 e 2022 (un miliardo per anno). L’intervento riguarderebbe una mole impressionante di cartelle esattoriali: sono 60 milioni. L’obiettivo è anche quello di alleggerire il lavoro dell’Agenzia delle Entrate-riscossione, schiacciata da un arretrato sulle cartelle di circa mille miliardi.

 

La sanatoria e le resistenze dei partiti

Queste 60 milioni di cartelle rappresentano quasi la metà (il 46%) dei 130 milioni di ruoli presenti nel magazzino di Agenzia delle Entrate - Riscossione (Ader). I contribuenti interessati sono persone fisiche, partite Iva, imprese e professionisti. Di fatto una maxi sanatoria da un miliardo di euro all’anno (per 2021 e 2022) che dovrà ricevere il sostegno di forze della nuova maggioranza generalmente contrarie ai condoni (Pd e M5S).

 

matteo salvini giuseppe conte luigi di maio

I precedenti

Lo «stralcio», una maniera dolce di riferirsi a un condono fiscale, era già stato proposto e approvato dalla maggioranza che sosteneva il primo governo Conte (M5S e Lega): i ruoli cancellati erano quelli fino a mille euro aperti tra il 2000 e il 2010. L’operazione ha interessato 5 milioni di cartelle che riguardavano 12 milioni di contribuenti. Ora però i contorni si fanno più ampi, visto che le cartelle esattoriali che potrebbero essere interessate dal provvedimento sono quelle fino a 5 mila euro (5 volte tanto) e per un periodo di tempo che va dal 200 al 2015 (15 anni).

 

MARIO DRAGHI PARLA ALLA CAMERA

Le cartelle sopra i 5 mila euro

E oltre la soglia dei 5 mila euro? Dovrebbe esserci una nuova forma di rottamazione con una dilazione delle rate su due anni senza dover calcolare interessi e sanzioni, pagando dunque solo il valore della cartella.

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