marco travaglio giuseppe conte goffredo bettini

IL CONTE DIMEZZATO TRA TRAVAGLIO E BETTINI – QUEL CACADUBBI DEL PRESIDENTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE È STRETTO TRA L’ALA DURA E PURA DI MARCOLINO E I CONSIGLI DEL “CORPACCIONE DEM” – IL DIRETTORE DEL “FATTO”, COME LA BASE STORICA DEL M5S, SPINGE PER SFANCULARE L’ALLEANZA CON IL PD, AL GRIDO “IL MOVIMENTO NON È MAI STATO DI SINISTRA”- MA CORRERE DA SOLI SIGNIFICHEREBBE NON AVERE PIÙ ALIBI DI FRONTE ALLE SCONFITTE: MEGLIO RIMANERE NELL’OMBRELLONE DEL CAMPO LARGO, COME SUGGERISCE GOFFREDONE… - GRILLO MEDITA IL CONTRATTACCO

MARCO TRAVAGLIO A OTTO E MEZZO

 

 

 

 

 

 

 

1. IL FALLIMENTO DI CONTE: ORA DEVE SCEGLIERE TRA BETTINI E TRAVAGLIO

Estratto dell’articolo di Lisa Di Giuseppe per “Domani”

 

conte travaglio

[…] Giuseppe Conte […] si trova stretto tra i consigli opposti di due ottimi amici, Goffredo Bettini e Marco Travaglio.

 

[…] Da un lato c’è il direttore del Fatto quotidiano, che dal giorno successivo al voto ligure insiste sull’opportunità di lasciarsi alle spalle l’alleanza stabile con il Pd. «Conte non ha stretto alleanze organiche col Pd: diversamente da qualche smemorato dei suoi, non ha neppure applicato ai Cinque stelle l’etichetta di centrosinistra» ha scritto Travaglio, suggerendo che Conte «ha sbagliato a donare il sangue a candidati invotabili in Liguria, Abruzzo e Basilicata».

 

giuseppe conte goffredo bettini

Meglio invece, continua il direttore, valutare di volta in volta, e soprattutto ancorare le priorità in un contratto di governo. Insomma, per Travaglio c’è bisogno di un argine più forte di un programma condiviso e di più candidati “stile Alessandra Todde”. Cioè scelti dal Movimento 5 stelle.

 

Una linea senza compromessi che si ispira alla tolleranza zero verso le alleanze a cui il Movimento deve i suoi successi più grandi, che però oggi si scontra con la realtà dei numeri. Se il cammino comune della coalizione di centrosinistra era già stato accidentato nell’ultimo mese, il 5 per cento scarso della Liguria riduce ulteriormente lo spazio di manovra per Conte, che si ritrova di fronte un Pd che riesce addirittura ad aumentare i voti rispetto all’ultimo appuntamento elettorale.

 

Presentare oggi una strategia a corrente alternata, in cui per i prossimi tre anni l’alleanza andrà avanti a seconda delle circostanze (leggi: se il candidato sarà espressione del Movimento) sembra poco sostenibile.

 

grillo travaglio felici

Sia di fronte ai gruppi, in stato di grande agitazione, sia in termini di materiale umano a disposizione: competere a livello locale prevede una potenza di fuoco di cui i gruppi territoriali ridotti al lumicino attualmente non dispongono. Oltre che un’identità riconoscibile di cui non resta traccia, visto che ormai anche il credito che Conte aveva guadagnato ai tempi del Covid sembra essersi consumato. E poi, se il M5s andasse da solo, addio alibi: la responsabilità di eventuali, probabili, fallimenti, graverebbe tutta sulle spalle del Movimento, nessuna colpa da attribuire alla scarsa attrattività della coalizione o del candidato. Difficile anche riproporsi al Pd in prossimità delle elezioni del 2027 dopo tre anni di tira e molla per fare fronte comune contro la destra.

marco travaglio contro beppe grillo - accordi e disaccordi

 

[…] Proprio su questi dubbi fanno leva le obiezioni dell’intellettuale di riferimento della sinistra romana, Goffredo Bettini, da sempre grande sostenitore della “cosa giallorossa” e amico fraterno dell’ex premier. Prima delle elezioni in Liguria aveva detto a Domani che Conte ora «non va pressato».

 

Il giorno successivo allo spoglio ha impugnato bastone e carota: «Le lacerazioni della coalizione hanno pesato negativamente. Stabilizzarla e allargarla, significa costruire un soggetto liberale e di centro, collocato nel campo democratico, che superi i residui e i conflitti del passato e guardi al futuro». E poi: «Il Movimento 5 stelle vive una fase di grandi difficoltà e di incerta transizione. Speriamo tutti che anch’esso chiuda la parte della sua storia ormai esaurita e abbia l’energia di costruirne una nuova».

 

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE CONTE - ELEZIONI REGIONALI IN LIGURIA - VIGNETTA BY ROLLI PER IL SECOLO XIX

Insomma, della gamba riformista in coalizione non si può fare a meno, ma ci vuole anche comprensione per i travagli interni dei Cinque stelle. Da un lato, l’appello all’intervento di un federatore che metta insieme quanto c’è a destra di Elly Schlein, dall’altro, l’auspicio che Conte traghetti il partito verso una nuova fase da satellite dei dem, con una sopravvivenza garantita proprio dal trend positivo del Pd. Con l’assicurazione che comunque – ha giurato in un’altra intervista Bettini – Conte ha compiuto una «scelta irreversibile» quando si è posizionato a sinistra. E se Travaglio la vede diversamente, pazienza.

 

2. I 5 STELLE E I PROSSIMI TEST L’ATTESA DI GRILLO (CHE POTREBBE ATTACCARE)

Estratto dell'articolo di Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

[…] Beppe Grillo […] aspetta il prossimo step elettorale: un cattivo esito del voto in Emilia-Romagna e Umbria (si vota in entrambe le Regioni il 17-18 novembre) per i Cinque Stelle potrebbe essere un assist in vista della Costituente. C’è chi assicura: «Beppe vuole risvegliare gli attivisti per il gran finale».

 

Forse proprio per tutelarsi dal garante e sollecitare gli attivisti, Giuseppe Conte si appresta a tornare in piazza per la campagna elettorale. Nel mirino soprattutto l’Umbria, per ribadire la centralità dei Cinque Stelle tra le forze d’opposizione. Con il garante lo scontro arriverà poi.

 

giuseppe conte beppe grillo

Le voci che circolano sulla riduzione dei poteri di Grillo (unite alla risoluzione del contratto di comunicazione) sono, nelle sostanza, un invito a uscire di scena. Il duello si sposterà proprio sulla base, su quanti iscritti seguiranno il nuovo corso. L’ala movimentista, però, continua a pungere.

 

Ieri Danilo Toninelli è intervenuto con una diretta social per commentare parola per parola l’attacco di Paola Taverna nei suoi confronti. «Tre anni e mezzo fa Conte parlava di nuovo corso, diceva ora ripartiamo dai territori. Ora dopo tre anni di gestione Conte-Taverna i territori non esistono», attacca l’ex senatore. E ancora: «Porsi il dubbio che state facendo un disastro, no? Porsi il dubbio magari che non sono Toninelli, Raggi e Grillo i nemici, ma che vi stanno dicendo “Ragazzi state sbagliando un po’ di cosette”, no? Ma è sempre colpa degli altri?».

meme travaglio contegiuseppe conte francesco rutelli goffredi bettini roberto gualtieri foto mezzelani gmtMARCO TRAVAGLIO E GIUSEPPE CONTEVIGNETTA KRANCIC - CONTE E TRAVAGLIOvideo di beppe grillo contro giuseppe conteBEPPE GRILLO INVECCHIATO DIGITALMENTE ASPETTA LE RISPOSTE DI CONTE - POST DEL 3 OTTOBRE 2024video di beppe grillo contro giuseppe contetravaglio contemarco travaglioABBIAMO ABOLITO GRILLO - LA PRIMA PAGINA DEL TEMPO SULLO SCAZZO CON CONTE

 

GRILLO E TRAVAGLIOmassimo d alema giuseppe conte goffredo bettini dario franceschinigiuseppe conte goffredo bettini francesco rutelli roberto gualtieri ritanna armeni foto mezzelani gmt025

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….