CONTE TREMA: “DIBBA” IS BACK! – ALESSANDRO DI BATTISTA VA IN SENATO A CONSEGNARE LE QUASI 80MILA FIRME PER IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DELLA PALESTINA – IL "CHE GUEVARA DI ROMA NORD" DICE DI NON VOLER TORNARE NEL M5S EPPURE MOLTI GRILLINI, A PARTIRE DA VIRGINIA RAGGI (ARCI-NEMICA DI CONTE), VEDONO IN LUI IL FRONTMAN PER TORNARE AL MOVIMENTO ANTI-SISTEMA DEL "VAFFA" - UN'IDEA CALDEGGIATA DALLO STESSO BEPPE GRILLO...

Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

alessandro di battista in senato con le firme pro palestina. 3

«Non entravo in questi palazzi da cinque anni», dice quasi solenne Alessandro Di Battista. L'ex esponente dei 5 Stelle torna al Senato ma per consegnare le 80 mila firme raccolte per il riconoscimento dello Stato della Palestina. Giacca e cravatta, sole cocente, foto di rito in piazza Vidoni con 200-300 attivisti (forse più fan che attivisti) della sua associazione Schierarsi […] qualche ex del Movimento come Barbara Lezzi, Michele Sodano e Elena Fattori. […]

 

alessandro di battista virginia raggi

"Dibba" parla delle vittime innocenti di Gaza, rivendica la propria coerenza, «ho scelto di non ricandidarmi quando per il M5S c'era il vento in poppa» ripete da tempo agli amici e questo è oggettivamente vero. Ma adesso?  Virginia Raggi, che pure ha aiutato a raccogliere quelle firme, non c'è, pare perché in vacanza o molto più probabilmente per non alimentare voci spesso incontrollate di un'opa ostile in costruzione per riprendersi le vecchie 5 Stelle, lei alleata con l'unico ipotetico trascinatore di folle rimasto nella galassia del Movimento.

 

alessandro di battista in senato con le firme pro palestina. 4

In piazza doveva passare anche Stefania Ascari, deputata del M5S che si occupa della questione palestinese, invece poi non s'è vista. Anche qui, meglio evitare fraintendimenti. I due mondi restano formalmente separati e lontani, anche se in realtà invece un'interazione, perlomeno a livello territoriale e di sensibilità valoriali, c'è tutta. Di Battista, da parte sua, nega ogni retroscena. «Il Movimento è una storia chiusa per me, certe polemiche sanno di trapassato remoto», assicura. Ma le amicizie legate alla passata militanza rimangono ed è innegabile che esista un pezzo non organizzato di partito che rivede in Di Battista lo spirito del passato e la chiave per ridare fiato a un progetto in crisi di identità.

 

correnti nel m5s

Dopodiché mentre Di Battista porta avanti le proprie battaglie di principio fuori dal palazzo, dentro Giuseppe Conte lavora per puntellare la propria guida del Movimento. La costituente in programma tra settembre e ottobre sarà il primo vero congresso della storia dei 5 Stelle, si cerca il luogo adatto a Roma per ospitarlo ma soprattutto si lavora alle regole con le quali verrà celebrato. La funzione di un momento simile, al di là dei classici proclami sui "temi", sarà quello di sistemare una volta per tutte i rapporti con Beppe Grillo, il quale rimane comunque una scheggia impazzita.

 

[…] Sarà insomma l'ultimo atto della trasformazione del M5S in partito di Conte. E questo avverrà a meno che non si formi un correntone interno che logori da dentro la leadership dell'ex presidente del Consiglio.

 

alessandro di battista in senato con le firme pro palestina. 2

Non sarà facile perché anche gli scontenti sono attraversati al proprio interno da gelosie e interessi contrapposti: parlamentari al primo mandato e altri al secondo, vecchie glorie rimaste ai box e vecchie glorie ripescate negli staff, fautori del campo progressista e "isolazionisti", ognuno ha una ricetta e alla fine paradossalmente Conte è l'unico ancora oggi capace di tenere dentro tutto e tutti. Risolti i problemi interni dopo il pessimo 9,9 per cento delle Europee, resterà da capire da qui alle Politiche come rilanciare il Movimento. […]

 

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