vaccini italia arcuri conte

COSÌ VACCINO, COSÌ LONTANO - A OGGI POSSIAMO CONTARE, PER IL 2021, SU UNA QUANTITÀ DI DOSI SUFFICIENTI A VACCINARE SOLO IL 40% DEGLI ITALIANI - SIAMO DISTANTI DAI 42 MILIONI DA PROTEGGERE PER RAGGIUNGERE L'IMMUNITÀ DI GREGGE - PFIZER-BIONTECH, MODERNA, ASTAZENECA E JOHNSON&JOHNSON: SU QUALE BASE SI DECIDE CHI RICEVERÀ UN VACCINO INVECE CHE L’ALTRO? - I BRITANNICI HANNO DATO L’OK ALL’ANTIDOTO DI OXFORD, MA L’EMA VUOLE ULTERIORI DATI...

1 - SENZA L'ARRIVO DEI RINFORZI POTRÀ ESSERE VACCINATO SOLO IL 40% DEGLI ITALIANI

Mauro Evangelisti per “Il Messaggero

 

IL FURGONE CON LE DOSI DI VACCINO CONSEGNATE IL 26 DICEMBRE

Dopo la sigla iniziale del 27 dicembre, con le immagini delle prime 9.750 dosi di vaccino scortate dalle Forze dell'Ordine e dall'Esercito, la retorica si ridimensiona. Le nuove forniture, inviate dallo stabilimento Pfizer di Puurs (Belgio), ieri sono state consegnate in tutta Italia dai corrieri di Dhl. Un po' come succede a ognuno di noi quando fa acquisti online.

 

Al di là della sceneggiatura, ciò che conta è che ieri e oggi sono state distribuite altre 470.000 dosi di vaccini. Il 4 gennaio arriverà la seconda fornitura, con numeri simili, poco più alti. Buon segno, perché finalmente si parte sul serio.

 

DOSI DEL VACCINO PFIZER IN ITALIA

C'è altro: da ogni fiala, che formalmente contiene cinque dosi, se si fa attenzione se ne ricavano sei, dunque c'è un incremento del 20 per cento delle persone che possono essere vaccinate. Tutto bene, ma il problema è che con i numeri attuali il traguardo di una vaccinazione di massa è lontano.

 

Banalizzando: a oggi possiamo contare nel 2021 su circa 37 milioni di dosi, sufficienti solo per 18,5 milioni di italiani. Poi si aggiungeranno le 13 già ordinate a Pfizer, ma comunque arriviamo alla garanzia di vaccino per il 40 per cento di italiani. Siamo lontani dai 42 milioni da proteggere per raggiungere l'immunità di gregge.

 

domenico arcuri

Inoltre, dipendiamo da un unico forno (Pfizer-BioNTech), a cui presto se ne aggiungerà un altro, ma più piccolo (Moderna), e questo limita la portata delle forniture settimanali. Il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, rassicura: «Non c'è alcun segnale di allarme in merito a un allungamento dei tempi per la campagna vaccinale anti-Covid in Italia».

 

Però è indubbio che senza i rinforzi di AstraZeneca, il cui vaccino viene infialato ad Anagni e non richiede la catena del freddo (dunque è di semplicissima distribuzione) i conti non tornano.

 

il vaccino pfizer arriva allo spallanzani

LE PREVISIONI

Mettiamo in fila i numeri: a questo ritmo, a fine gennaio avremo vaccinato 1,5 milioni di persone. Ed è il migliore degli scenari. Il problema è che poi va somministrata la seconda dose: se a febbraio restiamo su quelle cifre, non significa che avremo alla fine di quel mese già 3 milioni di italiani che hanno completato il percorso vaccinale. Certo, se il 6 gennaio ci sarà l'autorizzazione da parte dell'Ema del vaccino di Moderna, avremo quantitativi maggiori.

 

Nel primo trimestre, salvo incidenti di percorso, l'Italia avrà a disposizione 10 milioni di dosi (Pfizer-BioNTech più Moderna) e avrà vaccinato più o meno 5 milioni di persone. Significa che non avremo completato la protezione neppure di tutti gli ultraottantenni. Ovviamente questo ragionamento calcola una adesione quasi unanime alla vaccinazione. Ma i numeri sono comunque eloquenti: solo gli operatori sanitari sono 1,4 milioni.

 

roberto speranza domenico arcuri

Si aggiungono 570mila tra personale e ospiti delle Rsa (le residenze per anziani) e 4,4 milioni di ultraottantenni. In queste tre categorie, le prime che secondo il piano vaccinale devono essere raggiunte dalla protezione anti Covid, rientrano 6,6 milioni di italiani. Sempre per il problema della doppia dose, a fine marzo alcuni di loro saranno ancora in attesa.

 

I dati dell'Istituto superiore di sanità, inoltre, mostrano che anche gli over60 sono a rischio e andrebbero difesi. Nell'età compresa tra i 60 e i 79 anni in Italia ci sono 13,4 milioni di cittadini, a cui si sommano 7,4 milioni di persone con comorbidità cronica. Siamo a quasi 21 milioni. A giugno, con i vaccini che ad oggi sono certi, tutte queste persone non le avremo protette.

 

VACCINO PFIZER 1

Possiamo considerare sicure le forniture di Pfizer-BioNTech e probabili quelle di Moderna. In totale, nel secondo trimestre, dunque tra aprile e giugno, arriveranno da programma e salvo contrattempi altre 8 milioni di dosi Pfizer-BioNTech e 4,7 di Moderna. Totale meno di 13 milioni. E serve sempre la doppia somministrazione: in sintesi, se non ci saranno rinforzi saranno stati protetti solo altri 6,5 milioni di italiani, dunque appena la metà degli ultrasessantenni. Se poi si guarda all'obiettivo della vaccinazione di almeno il 70 per cento della popolazione (42 milioni), le dosi totali previste dal primo acquisto di Pfizer-BioNTech e Moderna sono insufficienti, visto che sono 37,8 milioni.

 

VACCINO PFIZER 2

Ci salveranno i nuovi contratti annunciati dalla Commissione europea? Saranno molto utili. Arriveranno altre 13,4 milioni di dosi di Pfizer-BioNTech. Anche da Moderna, in attesa del via libera, sono state opzionate fiale aggiuntive, ma il problema è che ancora non sappiamo quando le avremo.

 

Per questo si guarda con impazienza all'autorizzazione dei vaccini di AstraZeneca (40,3 milioni di dosi già prenotate) e di Johnson&Johnson (opzionate 53,8 milioni di dosi, se tutto filerà liscio e se ci sarà il via libera di Ema le consegne cominceranno ad aprile con 14 milioni nel secondo trimestre).

 

Ampliare il ventaglio dei vaccini disponibili sarà importantissimo, ma introdurrà un'altra domanda, alla quale dovrà dare risposta Aifa (l'agenzia del farmaco): su quale base si deciderà chi riceve il vaccino Pfizer-BioNTech, chi Moderna, chi AstaZeneca e chi Johnson&Johnson?

 

2 - ECCO PERCHÉ I BRITANNICI DANNO L'OK AD ASTRAZENECA, MA L'EMA ASPETTA ALTRI DATI

Paola De Carolis per il “Corriere della Sera

 

boris johnson 1

Si chiama Vaccino Covid-19 AstraZeneca. Via il nome di Oxford, via le sigle, via i numeri, quasi a semplificare il messaggio, ovvero che per il virus esiste un antidoto. È il secondo ad arrivare al traguardo, e per ora il via libera riguarda solo il Regno Unito, dove la Medicine and Healthcare Regulatory Agency ha approvato il farmaco ieri mattina, e l'Argentina, primo Paese in America Latina a dare l'ok, in serata.

 

Il vaccino ha caratteristiche che renderanno più facile il trasporto e la campagna vaccinale. A differenza della formula Pfizer, può essere conservato, stando ai documenti rilasciati dall'agenzia britannica, a temperature dai 2 agli 8 gradi per sei mesi e a temperatura ambiente per due ore. Tra i due c'è anche una differenza di prezzo non indifferente. Il nuovo vaccino costa meno e AstraZeneca si è impegnata a metterlo a disposizione sino al termine del 2021 al costo di produzione (circa 3 euro a dose).

 

ASTRAZENECA

Per Boris Johnson si tratta «di un risultato straordinario per la scienza britannica», un tocco di patriottismo al quale il premier ha diritto, anche se la squadra del Jenner Institute, come ha più volte sottolineato la direttrice Sarah Gilbert, è formata da ricercatori provenienti da tutto il mondo.

 

Se l'autorizzazione per ora coinvolge solo il Regno Unito, Andrew Pollard, direttore del gruppo vaccini di Oxford, si è detto ottimista che sarà presto approvato in altri Paesi. «La ricerca va avanti, continuiamo a lavorare per capire meglio il virus e imparare a combatterlo».

 

boris johnson

La formula utilizzata dalla MHRA corrisponde a «un'autorizzazione temporanea», come quella già adottata a inizio dicembre per il vaccino Pfizer. Si basa sulla documentazione relativa a «qualità, sicurezza ed efficacia» depositata «nel periodo tra il 24 e il 29 dicembre».

 

È più rapida e flessibile: AstraZeneca ha il dovere di presentare ogni dato aggiuntivo e l'agenzia si riserva il diritto di revocare l'autorizzazione. L'Ema, l'ente europeo per i medicinali, ha bisogno invece di ulteriori dettagli prima di siglare l'approvazione, in particolare sulla metodologia della sperimentazione e sul dosaggio legato all'efficacia.

 

Come per il vaccino Pfizer-BioNTech servono due dosi. In Gran Bretagna l'autorizzazione prevede la somministrazione del richiamo tra le 4 e le 12 settimane dalla prima inoculazione. Su indicazione della commissione vaccini, il Regno Unito ha deciso di estendere al massimo il lasso di tempo tra le due dosi per permettere di vaccinare un numero maggiore di persone, pratica che sarà ora applicata anche al vaccino Pfizer (inizialmente, invece, erano stati osservati i 21 giorni di intervallo).

 

astraZeneca

Il tempo è nemico. In Gran Bretagna ieri sono stati registrati 50.023 nuovi casi. Il bollettino dei decessi è tornato a livelli tragici: in 24 ore sono morte 981 persone. Quanto sia efficace il nuovo vaccino è ancora da appurare. Le sperimentazioni indicano un livello del 62% con due dosi piene (0,5 ml), meno di quello Pfizer, che invece è efficace al 94%. Con dosi diverse l'efficacia aveva raggiunto il 90% ma l'agenzia britannica ha sottolineato che non ci sono dati a sufficienza per questa autorizzazione. La seconda incognita riguarda la durata della protezione. Su questo l'agenzia britannica è molto chiara. «Non si sa ancora»

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)