gli uomini di putin

IL CREMLINO MAGICO - HAI VOGLIA A DIRE: DISTRUGGIAMO PUTIN. "MAD VLAD" NEGLI ANNI SI È CIRCONDATO DI UN GIRO DI FEDELISSIMI CHE BLINDANO IL SUO POTERE, TRA EX AGENTI DEL KGB, GIORNALISTI, POLITICI E IMPRENDITORI - GABANELLI: "DEVONO ALLO ZAR LA LORO RICCHEZZA, SONO TUTTI UNITI CONTRO L'OCCIDENTE EPPURE PROPRIO LÌ RICEVONO ONORIFICENZE E MANDANO I FIGLI A STUDIARE NELLE PIÙ PRESTIGIOSE UNIVERSITÀ" - DA CHI DETIENE I CODICI NUCLEARI AGLI AMICI STRETTI, TUTTI I NOMI E LE FOTO - VIDEO

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https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/putin-fedelissimi-affari-figli-onori-occidente/202895ea-a2ba-11ec-9cf0-42c4e5b7cf94-va.shtml

 

Domenico Affinito, Francesco Tortora e Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

milena gabanelli sugli uomini di putin 4

Chi sono gli uomini di Putin, quelli che eseguono, quelli con cui si consulta, e che blindano il suo potere? Poco più di una decina: ex agenti del Kgb diventati potenti e ricchissimi, giornalisti, politici e imprenditori fedelissimi.

 

Partiamo dai gradi più alti, quelli che insieme a Vladimir hanno i codici di lancio dei missili a testata nucleare. Sergey Shoigu, 66 anni, ministro della Difesa, origini ucraine da parte di madre, una carriera negli apparati sovietici prima e russi poi: non ha mai svolto il servizio militare (è ingegnere), ma indossa la divisa da quando è ministro.

 

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L’11 febbraio 2022, incontrando il Segretario di Stato per la difesa britannico Ben Wallace, ha dichiarato che la Russia non stava pianificando alcuna invasione dell’Ucraina. È l’uomo che al momento gode di maggior ascolto al Cremlino: secondo gli analisti è la personalità chiave del conflitto.

 

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Nel 2012 ha ricevuto presso l’ambasciata d’Italia a Mosca la Gran Croce dell’Ordine di Malta. Valery Gerasimov, 66 anni, capo di Stato Maggiore, ha partecipato alla Seconda Guerra Cecena, gestito l’intervento russo nella guerra civile siriana e l’occupazione della Crimea nel 2014.

 

La delegazione che tratta con Kiev

Nella delegazione che tratta con Kiev ci sono l’ex ministro della Cultura e capodelegazione Vladimir Medinsky, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, il presidente della commissione Esteri Leonid Slutsky, il viceministro della Difesa generale Aleksander Fomin, il viceministro degli Esteri Andrei Rudenko e l’ambasciatore russo in Bielorussia Boris Gryzlov. Lavrov, 71 anni, ha conosciuto Putin quando era viceministro degli esteri sotto Eltsin.

 

codici nucleari

La stampa internazionale ne elenca le proprietà: una palazzina di tre piani a Zhukovka al confine con la Bielorussia e un appartamento nel centro di Mosca per un valore, prima del crollo del rublo, di oltre 7 milioni di euro e, infine, 12 milioni di beni intestati alla sua amante, l’attrice Svetlana Polyakova. Slutsky, 54 anni, è proprietario, insieme alla moglie, di un edificio residenziale, tre appartamenti, immobili commerciali e gira con una Bentley. È amico personale di Alberto II di Monaco.

 

Medinsky, 52 anni, giornalista, è proprietario di due dacie e un attico a Mosca. La moglie ha un reddito di quasi un milione di euro che deriva dall’affitto di immobili commerciali per 3.000 mq nel centro di Mosca.

 

Gli ex del Kgb

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Sono i fedelissimi e consiglieri. Nikolay Tokarev, 71 anni, ex agente del KGB a Dresda come Putin, oggi a capo di Transneft, il più grande operatore mondiale di oleodotti: tutto il petrolio russo passa dai suoi tubi.

 

Igor Panarin, politologo 63 anni, ex agente del Kgb, sostenitore della «dedollarizzazione» dell’economia russa e dell’alleanza con la Cina. Nikolai Patrushev, 70 anni, ex direttore dell’Fsb dopo Putin. Tutti e tre fidati consiglieri.

 

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E poi Sergey Chemezov, 69 anni, ex generale del Kgb di stanza in Germania dell’Est e ora membro dell’establishment militare e dell’intelligence russo: è amministratore delegato di Rostec Corporation, holding statale con sede a Mosca, specializzata nel consolidamento di aziende nazionali strategiche nel settore della difesa e dell’hi-tech.

 

L’inchiesta giornalistica Pandora Papers ha rivelato nell’ottobre 2021 che la sua famiglia è proprietaria di diverse proprietà immobiliari di lusso in Spagna e di un vasto network di società offshore con almeno 400 milioni di dollari di patrimonio che fanno capo, soprattutto, alla seconda moglie Ekaterina e alla figliastra Anastasia.

 

Gli amici stretti

amici stretti

Nella rosa degli oligarchi che hanno accesso al cuore del Cremlino c’è Gennady Timchenko, 69 anni, proprietario del gruppo di investimenti Volga Group e amico intimo di Putin fin dagli inizi degli anni ‘90 quando faceva trading di carburanti a San Pietroburgo.

 

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Nel 1991, come capo del Comitato per le relazioni con l’estero della città di San Pietroburgo, Putin gli concesse una licenza per l’esportazione di carburanti che diede origine alla sua fortuna economica. Ha anche la cittadinanza armena e finlandese. È nella lista delle sanzioni statunitensi dal 2014 e ha un patrimonio di oltre 22 miliardi di dollari.

 

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Yevgeny Prigozhin, 60 anni, è il fondatore della società privata di sicurezza Wagner, utilizzata nell’occupazione della Crimea, nel Donbass, in Libia e Siria. Proprietario della Megaline che costruisce e restaura basi militari. Tre sue società sono accusate di ingerenza nelle elezioni statunitensi del 2016 e del tentativo di influenzare le elezioni di medio termine negli Stati Uniti del 2018.

 

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Dmitry Peskov, 54 anni, ex diplomatico è il portavoce di Putin. L’ultima moglie, l’ex campionessa olimpica di danza sul ghiaccio Tatiana Navka, è stata proprietaria di una società registrata nelle Isole Vergini britanniche, la Carina Global Assets, con un patrimonio di oltre 1 milione di dollari liquidata dopo le nozze.

 

Sergei Roldugin, 70 anni, imprenditore nel campo petrolifero e dei media. È considerato il miglior amico di Putin: è stato lui a presentargli la moglie Lyudmila ed è padrino della loro figlia maggiore Maria.

 

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Secondo l’inchiesta Panama Papers è il custode segreto della ricchezza nascosta di Putin, mentre The Guardian lo ha accusato di essere, dietro un compenso di 69 milioni di dollari, l’architetto di un network di 75 società offshore che avrebbero riciclato 9 miliardi di dollari dell’elite russa.

 

Igor Shuvalov, politico 55enne, è stato vice primo ministro e poi presidente della statale Veb, una delle più grandi società di investimento e principale istituto di sviluppo in Russia con asset per 50 miliardi di dollari nel 2020.

 

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La moglie Olga Viktorovna è proprietaria di diverse società che operano nella compravendita immobiliare di terreni e nel commercio di azioni di società di materie prime russe. In realtà la signora si dedica solo all’allevamento dei cani Corgi e tutti gli affari sono riconducibili al marito. E poi ci sono i fratelli Rotenberg, Arkady e Boris: rispettivamente compagno di allenamento e allenatore di Judo di Putin.

 

Sono i proprietari Stroygazmontazh il principale costruttore russo di oleodotti e gasdotti e della banca Smp. Patrimoni valutati in miliardi di dollari, Boris ha da tempo anche cittadinanza finlandese e, a differenza del fratello, non è sottoposto alle sanzioni dell’Ue.

 

Arkadi è stato ministro dei Trasporti dal 2004 al 2012 e dopo l’annessione della Crimea del 2014 sono stati congelati i suoi beni, anche quelli in Italia, posseduti tramite la società cipriota Olpon Investments Limited e valutati 40 milioni di euro: il Berg Luxury Hotel di Roma, due ville in Costa Smeralda e una nel sud della Sardegna, una villa a Tarquinia, ma si sospetta possieda tramite società offshore anche due ville al mare in Toscana.

 

giornalisti

I garanti della propaganda

Tra i giornalisti più vicini al presidente russo c’è Vladimir Soloviev, 58 anni, presentatore televisivo del talk show «The Evening». Secondo la fondazione anti-corruzione di Aleksej Navalny, Soloviev possiede in Russia un patrimonio immobiliare di oltre 17 milioni di dollari, e due ville sul Lago di Como. Prima che fossero imposte le sanzioni, beneficiava di un diritto di soggiorno permanente in Italia.

 

Margarita Simonyan, 42 anni, consigliera di Putin: frequenta la High School a Bristol, negli Usa, tornata in patria a 18 anni copre la seconda guerra contro la Cecenia (2000) come giornalista.

 

Ad appena 25 anni prende il comando del canale in lingua inglese filo-Cremlino Russia Today. Nel 2017 è stata indicata da Forbes come la 52esima donna più influente del mondo.

 

collaboratori

Disprezzo per l’Occidente, ma ci mandano i figli a scuola

Tutti compatti nella crociata contro quello che il presidente ha definito «l’Impero della Menzogna». Salvo prenderne i benefici che Mosca non dà. La figlia più grande del presidente Commissione Esteri Leonid Slustky si è laureata ad Harvard, mentre Lida, la più piccola, 11 anni, frequenta dallo scorso settembre la American School in Switzerland (Tasis), retta da 88 mila dollari, mentre lui dichiara nel 2020 un reddito da 77 mila.

 

dmitry peskov

Maya, la figlia del consigliere Nicolai Tokarev, vive a Cipro e ha cittadinanza cipriota. Con il marito Andrei Bolotov è proprietaria di diverse società in ambito immobiliare a Mosca, in Lettonia e in Croazia.

 

Ekaterina, figlia del ministro degli esteri Lavrov, laureata alla Columbia University, è sposata con Alexander Vinokurov, laurea in economia a Cambridge, oggi presidente di Marathon Group, gruppo di investimento russo che ha in gestione il marchio americano Kfc in Russia.

 

elizaveta peskova

Yelizaveta, figlia del portavoce Peskov, si è laureata a Parigi ed è stata assistente al Parlamento europeo di Aymeric Chauprade, eurodeputato francese di estrema destra.

 

Alexander, uno dei figli del giornalista Soloviev, ha studiato al London College Communication e lavora a Londra come regista tv. Il figlio maggiore di Boris Rotenberg, Roman, ha studiato alla European Business School di Londra e oggi è vicepresidente di Gazprombank.

 

Mentre sua cugina Lilija, figlia dello zio Arkadj, è medico, risiede in Germania, ma è anche comproprietaria del TPS Nedvizimost, gruppo di investimento che possiede centri commerciali e complessi di intrattenimento nelle città di Mosca e Soci.

 

Destinazioni preferite: Londra e Svizzera

Victoria, figlia di Leonid Mikhelson (principale azionista di Novatek), ha studiato a New York e a Londra. Anche Maria, figlia di Igor Komarov (uomo d’affari e prima a capo dell’agenzia spaziale russa), ha studiato nella capitale inglese dove vive e fa la stilista, così come Elena e Olga Luzhkova, figlie dell’ex sindaco di Mosca: Elena ha una proprietà da 25 milioni di sterline a Holland Park.

 

Vladimir Putin 22 febbraio 2022

Elsina, modella figlia del parlamentare putiniano Rinat Khayrov, ha un appartamento da 10 milioni di sterline in un complesso a Knightsbridge, e una casa di campagna da 22 milioni di sterline nel Surrey.

 

Come Natalia Rotenberg, ultima moglie di Arkadi: vive tra una villa del Surrey da 35 milioni di sterline e un appartamento da 8 milioni di sterline a Londra insieme ai due figli avuti dal magnate russo.

 

Londra è anche la casa di Anastasia, stage alla Bbc: è la figlia dell’ex vicepresidente della Duma Sergei Zheleznyak, coautore della legge del 2012 sugli «agenti stranieri», che colpisce le Ong che accettano finanziamenti esteri.

 

Vladimir Putin 10 marzo 2022

Due delle sue figlie hanno studiato in Svizzera, come i figli e i nipoti dell’ex ad delle ferrovie russe Vladimir Yakunin e i nipoti di Vladimir Zirinovskij, deputato ed ex vicepresidente della Duma.

 

Studi a Oxford, anche per la figlia di Leonid Fedun, vicepresidente del gruppo Lukoil, principale produttore petrolifero russo. Mentre Pavel Astakhov, ex delegato per i diritti dei bambini della Presidenza russa, ha un master in legge conseguito nel 2002 all’università di Pittsburgh negli Usa: dal 2013 la moglie e i tre figli vivono a Monaco e il più grande Anton ha studiato all’Oxford College e alla New York School of Economics.

 

L’esclusivo College Le Rosey a Ginevra (retta 130.000 dollari all’anno), è la destinazione più popolata dei rampolli russi, e non necessariamente meritevoli. Oggi sono almeno un migliaio i figli della nomenclatura e classe dirigente russa iscritti nei più prestigiosi e costosi college occidentali.

 

Sarebbe un gesto coerente da parte di queste Università, figlie dell’impero della menzogna rimandarli a studiare in Patria. È una sanzione che potrebbe spingere i loro padri a prendere posizione contro il presidente Putin.

 

Le onorificenze italiane

onorificenze del quirinale

Altrettanto coerente sarebbe per la Francia il ritiro della Legion d’Onore a Putin, e da parte del nostro paese le onorificenze conferite a banchieri, imprenditori, politici e ministri russi.

 

Si va dall’Ordine al merito della Repubblica italiana, il più alto degli ordini della Repubblica italiana, conferito dal Presidente della Repubblica per ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione, all’Ordine della stella d’Italia, concessa a cittadini che hanno acquisito particolari benemerenze nella promozione dei rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e il Paese in cui operano. Dal 2014, anno di invasione della Crimea e delle prime sanzioni alla Russia, l’Italia ne ha distribuite 30 ai maggiorenti del regime russo.

 

onorificenze straniere

Tra queste, nel 2016, quella di commendatore ad Alisher Usmanov, proprietario del colosso industriale Metalloinvest e del quotidiano Kommersant. La stessa conferita nel 2017 al portavoce di Putin Dmitry Peskov e all’ex Kgb Igor Sechin, oggi a capo della compagnia petrolifera Rosneft.

 

Nel 2020 Alexander Grushko, viceministro degli Esteri è diventato Grande Ufficiale, Herman Gref, ex ministro dello Sviluppo Economico e oggi amministratore delegato di Sberbank Commendatore, come Oleg Belozerov, ex viceministro dei Trasporti e amministratore delegato delle ferrovie russe. Premiati anche il ministro dell’Industria e del Commercio Denis Manturov (Cavaliere di Gran Croce) e il suo vice Viktor Evtukhov (Commendatore) e il primo ministro russo Mikhail Mishustin (Cavaliere di Gran Croce).

 

Le ultime le abbiamo conferite a dicembre 2021, a un passo dalla guerra. Andrebbero revocate subito, almeno a chi non si è pubblicamente dissociato dall’invasione russa. La Norvegia aveva conferito al ministro degli Esteri Lavrov la laurea honoris causa, Il Cio il collare d’oro dell’ordine olimpico a Putin: revocate il 28 febbraio.

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