giorgia meloni matteo salvini

DAGONEWS DALLA POLITICA ITALIANA - TRANQUILLI, LA LEGISLATURA DURERÀ FINO AL 2023, LE SCARAMUCCE PROPAGANDISTICHE SULLA PRESCRIZIONE SARANNO MESSE A CUCCIA DA MATTARELLA, CAPO DEL CSM CHE NE HA PARLATO CON ERMINI - SU ILVA C'È UN ACCORDICCHIO, MA ALITALIA RESTA UN BARATRO. LUFTHANSA TORNERÀ IN CAMPO - LA MELONI CRESCE, NEL DEEP STATE COME ALL'ESTERO, COME ALTERNATIVA PRESENTABILE ALL'INAFFIDABILE SALVINI. CHE, BERSAGLIATO DAI PM, È CONVINTO DA VERDINI DI POTER PRENDERSI LA TOSCANA

 

DAGONEWS

 

alfonso bonafede

Che succede nella politica italiana? Ormai è abbastanza chiaro che la legislatura durerà fino al 2023, visto che al 99,9% di quelli che compongono la maggioranza non conviene far saltare un bel niente.

 

Renzi e Di Maio sono ai minimi storici, il Pd è cresciuto di qualche decimale ma è già nella migliore delle condizioni possibile, ovvero governare e decidere le nomine chiave del paese dal basso del suo 18%. Forza Italia è schiacciata tra Meloni e Salvini e chissà che fine farà.

 

MATTEO RENZI GIUSEPPE CONTE

Per questo la cagnara sulla prescrizione, spacciata come un tema da fine del mondo (non frega un cazzissimo a nessunissimo al di fuori di Roma e dai tribunali), sarà risolto con un compromesso. Nei giorni scorsi c'è stato un incontro riservato dei vertici del Csm, ovvero il vicepresidente Ermini e il presidente Mattarella. I due hanno convenuto che la legge Bonafede ha degli elementi molto deboli e altri decisamente incostituzionali.

 

Non solo gli avvocati, ma anche molte toghe si sono lamentate di quella che chiamano la riforma Travaglio-Davigo-Bonafede, e che solo di questo trio scalda gli animi. Le scaramucce propagandistiche tra renziani e grillini manettari si risolveranno in due modi: o con il rinvio di un anno (così vorrebbe Matteuccio) o con una norma che impone un limite massimo di cinque anni ai processi, alla fine dei quali far scattare la prescrizione.

 

Anche sull'Ilva sembrerebbe essere stato raggiunto un accordicchio con i franco-indiani di ArcelorMittal.

 

DAVIGO TRAVAGLIO

Il dente che resta dolentissimo è quello di Alitalia. Conte non ha nessuna soluzione in mano, ma qualcosa deve trovare entro giugno: la compagnia perde troppi soldi. L'idea è tornare al tavolo con Lufthansa, disposta a partecipare al salvataggio solo dopo che il governo italiano si sia fatto carico di parecchi esuberi, con scivoli a spese dello Stato. E solo con una ''modifica delle mappe''. Un modo soft per dire che Alitalia deve ritirarsi dai tragitti in cui operano anche i tedeschi.

 

Alla fine potrebbe rientrare in gioco anche Atlantia, come gesto di buona disposizione nella trattativa sulle concessioni. Ma finché De Micheli, Conte e Patuanelli non danno la risposta definitiva sulle autostrade, che dovrebbe includere l'addio al tratto ligure, la riduzione delle tariffe e investimenti miliardari, i Benetton non metteranno un euro.

 

SERGIO MATTARELLA DAVID ERMINI

La situazione generale è dunque di stallo, per tutti tranne che per Giorgina Meloni. L'invito trumpiano e gli sbaciucchiamenti con Orban sono la consacrazione della leader di Fratelli d'Italia come interlocutore affidabile nell'internazionale sovranista. Un bello schiaffo a Salvini, che l'aveva messa da parte in Emilia-Romagna e l'ha sempre trattata come una ruota di scorta.

 

Nel frattempo lui è stato scaricato sia da Trump che da Putin, e Merkel/Macron preferirebbero strapparsi le unghie con le tenaglie al sedersi a un tavolo con lui. Anche per questo, volenti o nolenti, non gli resta che puntare sulla Meloni.

 

GIORGIA MELONI VIKTOR ORBAN

Che inizia a essere ben vista anche da una parte del Deep State e dell'establishment, dove sono tutti piuttosto terrorizzati o traumatizzati da grillini e leghisti no-euro: al confronto la ex baby missina è un faro della democrazia occidentale. Che, e non è secondario, ha come sherpa Guido Crosetto, ex Dc ed ex Forza Italia, che garantisce per lei con Gianni Letta e l'ala moderata dei berluscones. Ma pure tra i tecnici del Quirinale, e persino in Vaticano, dove i vertici di FDI hanno incontrato il cardinal Parolin.

 

matteo salvini giorgia meloni 1

Il ragionamento è questo: l'elettorato di destra in Italia c'è ed è cresciuto in questi anni. Meglio ''aiutare'' la crescita una leader che ha dimostrato disponibilità al dialogo piuttosto che uno come Salvini che cerca sempre lo scontro. Lei come massima perversione fa i video in cui affetta pomodori e mette i bimbi sul seggiolino dell'auto, non va a citofonare né a sudare mojiti con le cubiste del Papeete.

 

Ma il lavoro del duo, il Gigante e la Bambina, non è improvvisato: va avanti da anni e ora arriva al punto più delicato proprio perché gli apparati statali si rendono conto di non aver trovato in Salvini un interlocutore ''stabile''.

 

giorgia meloni a washington national prayer breakfast

Il leghista vede allontanarsi la possibilità di una spallata al Conte-bis, e avvicinarsi le unghie affilate dei pm: le inchieste si sommano di settimana in settimana, tra Gregoretti, Open Arms, 49 milioni, Savoini/Metropol. L'unica consolazione, ora che sente il suocero Verdini con cadenza settimanale, è l'essersi convinto di poter prendere la Toscana, visto che Denis gli assicura il successo. Tutto da vedere.

 

Non bisogna mai dimenticare che il sogno perverso della sinistra, e in generale di chi appartiene alle istituzioni, è quello di scegliersi il rivale, alla ricerca di quella ''destra presentabile'' che in passato fu incarnata da Fini (e sappiamo come finì). Riuscirà la Meloni a mantenere il suo appeal popolare mentre si accredita a Washington e si fa intervistare da Bloomberg in inglese? Lo scopriremo presto.

 

Giorgia Meloni e Guido Crosetto CROSETTO MELONI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO