salvini tremonti

LA DESTRA MALDESTRA - DOPO AVERLO TROMBATO, SALVINI SI ATTACCA ALLA GIACCHETTA DI DRAGHI CHIEDENDO UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO DI 30 MILIARDI. SENTITE COSA NE PENSA TREMONTI, CANDIDATO DELLA MELONI: “CON L'INFLAZIONE E LA SPECULAZIONE IN NETTA RIPRESA SAREBBE UNA MISURA MOLTO RISCHIOSA” – QUANDO GIULIETTO ERA MINISTRO: “CIÒ CHE PORTÒ ALLA CADUTA DEL GOVERNO BERLUSCONI, FU IL RISULTATO DI UNA FANATICA POLITICA DI AUSTERITÀ, DELLA SPECULAZIONE E DELL'AZIONE DI ALCUNI PROTAGONISTI ATTIVI CHE HANNO FATTA CARRIERA CON LA SECOLARE TENDENZA ALLA CHIAMATA DELLO STRANIERO” (FUORI I NOMI!)

Emanuele Lauria per “la Repubblica”

 

mario draghi giulio tremonti

Un intervento dell'Europa per far sì che gli Stati membri taglino le imposte sull'energia, con l'effetto di calmierare i prezzi. È la soluzione che l'ex ministro Giulio Tremonti, in corsa nelle liste di Fratelli d'Italia, antepone a quella di un tetto nazionale alle tariffe del gas. E anche a uno scostamento di bilancio che «con l'inflazione e la speculazione in netta ripresa sarebbe una misura molto rischiosa. C'è il pericolo di una recessione, con rilevanti conseguenze sociali e politiche ». 

MUSSARI TREMONTI DRAGHI GUZZETTI jpeg

 

Il governo, dice Tremonti, deve agire subito, prima del voto. Anche se il governo Draghi, dice, «non ha avvistato o voluto affrontare per tempo una crisi che si stava manifestando in tutta la sua gravità».

 

Lei parla di un "dramma" che si abbatte sull'Italia.

Meloni Tremonti

«Parlo di uno scenario che investe tutto l'Occidente. Alla crisi energetica si somma l'inflazione gravissima. In realtà, siamo davanti alla combinazione drammatica e pure prevedibile della fine della globalizzazione, che ha fra le conseguenze la guerra, e dello svanire dell'illusione finanziaria che ha dominato questo decennio. C'è il pericolo di una recessione, con rilevanti conseguenze sociali e politiche».

tremonti draghi

 

C'è chi, come Calenda, ritiene si debba sospendere la campagna elettorale.

«La proposta di per sé è responsabile, ma il problema non è solo questo: forse bisognerebbe chiedersi perché nei mesi passati, pur con le cause di crisi già presenti, sia stata nei fatti sospesa l'azione di governo».

 

Tassare gli extraprofitti delle imprese, non solo quelle energetiche, può contribuire ad alleviare la crisi?

«Guardi, è una misura che - estesa alle banche - fu presa già nel 2008, con la Robin Tax che fu dichiarata incostituzionale sette anni dopo, ma solo perché il suo carattere era passato da eccezionale a permanente.

 

Meloni Tremonti

Io credo che oggi serva un'azione europea comune, come quella contro la pandemia, che agisca non soltanto sugli extraprofitti delle imprese ma soprattutto sull'extragettito. In sostanza, bisogna scorporare dai costi le imposte di fabbricazione e l'Iva. È un'azione che si può fare subito. Prima ancora di parlare di tetto al prezzo del gas. Sotto il tetto, c'è una casa abitata da demoni».

 

Cosa intende?

giulio tremonti giancarlo giorgetti 5

«Ci sono Paesi come l'Olanda che traggono grandi profitti da questa situazione. Bisogna agire anche lì. Partendo da un ragionamento che finora è mancato: ciò che sta accadendo è la combinazione fra l'azione demoniaca della Russia, la speculazione dei mercati e le convenienze degli Stati che sfruttano questo stato di cose, applicando imposte sull'energia come se nulla fosse, salvo parziali e successive restituzioni. Va cambiato questo modo di procedere. Ma non in modo unilaterale, bensì con un'azione forte dell'Europa». 

Salvini Tremonti

 

Un eventuale governo di centrodestra, espressione di una coalizione già in disaccordo sulla flat tax , sarà in grado di affrontare questa emergenza?

«Guardi, la situazione attuale è la replica di quella del 2008. Oggi, finita la globalizzazione, il mondo è meno unito e la guerra ne è una conseguenza. Comunque, l'Italia guidata dal centrodestra nel triennio 2008-2011 ha costituito un modello apprezzato in Europa e dai mercati: per tre anni lo spread è stato bassissimo. 

 

silvio berlusconi giulio tremonti1

Bankitalia, guidata allora da Draghi, nella sue considerazioni del maggio del 2011, scrisse che la gestione delle finanze pubbliche era stata prudente, e le correzioni necessarie inferiori a quelle degli altri Paesi europei. Ciò che accadde dopo, e che portò alla caduta del governo Berlusconi, fu il risultato di una fanatica politica di austerità, della speculazione e dell'azione di alcuni protagonisti attivi che hanno fatta carriera con la secolare tendenza alla chiamata dello straniero».

 

Dicevamo: flat tax e coperture.

«La proposta contenuta nel programma del centrodestra è molto prudente. Credo si arriverà a una tassa incrementale, sull'aumento dei redditi». 

 

Sta dividendo il centrodestra il no del sindaco di Fdi alla costruzione del rigassificatore. Che ne pensa?

silvio berlusconi giulio tremonti

«Queste opere strategiche per il Paese andrebbero decise a livello nazionale, superando i veti dei territori. Purtroppo la riforma del titolo V della Costituzione, votata dal centrosinistra nel 2001, stabilì che anche le infrastrutture di interesse nazionale sono di competenza locale. Un grave limite».

 

Salvini giudica le sanzioni alla Russia sostanzialmente inutili, segnalando che l'avanzo commerciale di Mosca è aumentato di 70 miliardi negli ultimi mesi.

«Le sanzioni, una volta irrogate, vanno applicate. Il paradosso è che sanzioniamo un Paese da cui ci divide una guerra, ma con il quale abbiamo rapporti economici che generano la dipendenza sull'energia».

guido crosetto giulio tremonti (1)

 

Il possibile ritorno in Parlamento coinciderà con un suo ritorno al governo?

«Io mi occupo di idee, propongo scenari. E mantengo ottimi rapporti internazionali. Non mi chieda altro. Ho letto da qualche parte sul web che sarei fuori da tutto: tendo a rallegrarmene»

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”