alessandro di battista

DIBBA CHI? ESCE L'ENNESIMO E IMPERDIBILE LIBRO DEL ''CHE'' DI ROMA NORD, ''POLITICAMENTE SCORRETTO'', FARCITO DI ATTACCHI CONTRO IL MOVIMENTO TENDENZA DI MAIO. MA LUIGINO LO GELA: ''NON L'HO LETTO, MI OCCUPO D'ALTRO'' - DI BATTISTA SEMBRA GODERE ANCORA DELL' APPOGGIO DI DAVIDE CASALEGGIO, CHE LO ''INTERVISTERÀ'' A CATANIA. MA TRA I PEONES A 5 STELLE NON È COSÌ AMATO: ''NOI STIAMO IN UFFICIO A LAVORARE, NON A FARCI I SELFIE''

 

Alessandro Trocino per il “Corriere della sera

 

politicamente scorretto di alessandro di battista

Si sta preparando alle elezioni? La domanda aleggia nell' aria, in casa 5 Stelle. E, in effetti, la sensazione che Alessandro Di Battista stia scaldando i motori in vista di una possibile fine anticipata della legislatura si fa concreta dopo la lettura dell' anticipazione del nuovo libro, Politicamente scorretto, pubblicata dal Fatto Quotidiano . Una pagina nella quale l' ex deputato, attualmente senza incarichi, piccona il Movimento e spara contro «il M5S al governo» che, a suo dire, «ha avuto paura di dire la verità».

 

A parte l' uso disinvolto della parola «verità», l' attacco è diretto. Contro una linea troppo moderata che avrebbe portato il Movimento ad aver paura.

«Paura di sembrare politicamente scorretti, una volta diventati Istituzione»; «paura di attaccare la Lega»; «paura di prendere posizioni scomode in ambito internazionale e sull' Europa». «Abbiamo perso - spiega usando una prima persona plurale puramente formale - perché ci siamo trasformati in burocrati rinchiusi 18 ore al giorno nei ministeri.

Mentre Salvini al ministero non ci stava quasi mai». L' accento, più che sull' assenza del leader della Lega dal Viminale, viene posto sull' eccessiva presenza in ufficio dei governativi M5S.

 

alessandro di battista

Un attacco a Di Maio? O un gioco delle parti? Ogni volta che Di Battista esterna, si ripropone il duello, vero o costruito. Di certo c' è una dicotomia anche caratteriale tra i due e un' idea più movimentista e ribellista del Movimento in Di Battista. Impossibile, però, non notare la presa di distanza dall' M5S al governo e non ricollegarlo all' annuncio di ricandidatura di Di Battista, alle prossime Politiche, dove potrebbe esserci un cambio di testimone. Magari con una staffetta concordata: con Di Maio capo politico (può restare 10 anni, per statuto) e Di Battista candidato premier.

 

Ma l' uscita non è piaciuta ai piani alti. La reazione di Di Maio è gelida: «Non ho letto l' articolo. Sono concentrato sulle cose da fare, a partire dal salario minimo». Ma c' è di più. Si fa sapere, quasi a smentire l' immagine di un vicepremier in marsina e incollato alle poltrone ministeriali, che Di Maio è costantemente sul territorio: è andato in Sardegna, per le Comunali, e il prossimo weekend sarà alle assemblee regionali M5S.

ironia sul libro di alessandro di battista

C' è anche un' altra questione.

 

Di Battista non ha mai esplicitato la volontà di rientrare nel Movimento con un incarico. È vero che non gli è stato offerto ufficialmente, ma per lui si parla da tempo di un ruolo nella nuova segreteria in formazione. L' ex deputato sembra indeciso. E qualcuno ai piani alti si sta innervosendo: «O sta dentro o sta fuori».

 

Di Battista sembra godere ancora dell' appoggio di Davide Casaleggio, che lo «intervisterà» il prossimo fine a settimana a Catania, smettendo i panni del figlio del fondatore, anzi del «tecnico informatico», per indossare quelli di giornalista, in nome della disintermediazione. Il «giornalista» Casaleggio, naturalmente, non farà domande difficili.

 

ALESSANDRO DI BATTISTA IN GUATEMALA

Non è la prima volta che Di Battista è critico. Al suo ritorno dal Centro America, durante un incontro con i parlamentari, sbotta: «Basta farsi le foto in giacca e cravatta, con dietro le bandiere. Dobbiamo smetterla di farci foto in ufficio, come dei burocrati qualunque». Già allora i perplessi non furono pochi. E ancora di più furono dopo la sconfitta alle Europee. Il suo intervento in assemblea cade nel gelo più completo.

 

Nessun applauso, nessun «grande Ale». Di Battista - «l' anguilla», come lo chiamano i suoi nemici - colpisce e sparisce. Come non c' era quando il governo ha giurato.

ALESSANDRO DI BATTISTA

 

«Sono a San Francisco - spiegò su Fb - ho scelto il viaggio, la strada, la scrittura, lo studio, la lettura e soprattutto l' assoluta libertà». Dopo 40 giorni di silenzio, annuncia: «Non mi candido alle Europee, non mi va». Fa sapere che andrà in India e che sta seguendo un corso da falegname. Poi torna, in piena campagna elettorale e comincia a sparare a zero.

ALESSANDRO DI BATTISTA

 

Di Maio e i suoi si irritano e chiedono di abbassare i toni. Da Floris, Di Battista è protagonista di un momento imbarazzante: «Che fate, non mi applaudite?». No. E così sparisce di nuovo. Per tornare dopo la sconfitta. E qui sono in molti, soprattutto tra i giovani, a irritarsi. «Prima se ne va, poi viene a farci la morale - dice un deputato -. Stiamo in ufficio a lavorare, non a farci i selfie».

alessandro di battista a porta a porta 14luigi di maio e alessandro di battista in auto 4luigi di maio e alessandro di battista in auto 3mimmo paresi, davide casaleggio, alessandro di battista, virginia raggialessandro di battista e luigi di maio 1

Ultimi Dagoreport

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO

elkann ferragni

CHIARA FERRAGNI E' FINITA SUL GOZZO A TUTTI - UN SONDAGGIO "YOUTREND" CERTIFICA CHE, DOPO IL PANDORO-GATE, L'80% DEGLI ITALIANI HA UN GIUDIZIO NEGATIVO DELL'INFLUENCER (SOLO L'8% SI FIDA DI LEI) - MALISSIMO ANCHE JOHN E LAPO ELKANN: IL 58% DEGLI ITALIANI HA UN'OPINIONE NEGATIVA DEL PRESIDENTE DI "STELLANTIS". PEGGIO SUO FRATELLO, MAL VISTO DAL 69% DEGLI INTERVISTATI - AVVISATE CUCINELLI: IL 64% DEGLI ITALIANI NON LO CONOSCE, NONOSTANTE IL SUO FILM DAL POMPOSO TITOLO "BRUNELLO, IL VISIONARIO GARBATO", COSTATO 4 MILIONI DI SOLDI PUBBLICI...

pier silvio marina berlusconi giudici toghe magistrati

FLASH! – E MARINA FINI' MARINATA DA PIER SILVIO - LA CAVALIERA AVREBBE CHIESTO UN IMPEGNO PIÙ INCISIVO DI MEDIASET PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, IN NOME DEL “CALVARIO” SUBITO DA PAPI SILVIO - MA “PIER DUDI”, CHE È MOLTO PIÙ AUTONOMO DALLA PRIMOGENITA DI QUANTO SI RACCONTI IN GIRO, IN NOME DEL PLURALISMO SI SAREBBE OPPOSTO – PERCHÉ SPINGERE CON UNA CAMPAGNA SPECIFICA, QUANDO BASTA MARTELLARE SUGLI ERRORI GIUDIZIARI (GARLASCO, TORTORA ECC.) SUI TALK SHOW E LE TRASMISSIONI CRIME?

donald trump ted sarandos david zaslav larry david ellison paramount

CASA BIANCA DELLE MIE BRAME (PICCOLI TRUMP CRESCONO) - COME MAI LA PARAMOUNT DELLA FAMIGLIA MULTI-MILIARDARIA DI LARRY ELLISON VUOLE WARNER BROS-DISCOVERY A TUTTI I COSTI? - DOPO IL NO ALL'ULTIMA OFFERTA DI 108 MILIARDI DI DOLLARI (25 IN PIÙ DI NETFLIX) L'EREDE DAVID ELLISON PORTA L'AFFARE IN TRUBUNALE - L’OBIETTIVO PRINCIPALE NON SONO I FILM O GLI STUDIOS, MA L'EMITTENTE ALL-NEWS, LIBERAL E ANTI-TRUMP CNN, TRAMPOLINO INDISPENSABILE PER SOSTENERE LA CANDIDATURA DI ELLISON JR ALLA NOMINATION REPUBBLICANA NEL 2028…(A DIFFERENZA DI TRUMP, NON HA BISOGNO DI FARSI FINANZIARE DA NESSUNA BIG TECH...)