donald trump

DONALD IN TRINCEA - MANCANO CINQUE GIORNI ALLA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DI JOE BIDEN E TRUMP ANCORA NON MOLLA: SECONDO LA “CNN” LA RICHIESTA DI IMPEACHMENT L’HA RESO FURIOSO MA NON HA INTENZIONE DI DIMETTERSI COME FECE NIXON - LA FIGLIA IVANKA L’HA CONVINTO A REGISTRARE UN VIDEO PER PLACARE I RIBELLI, ED È MOLTO PREOCCUPATO PER LE INCHIESTE E I GUAI FINANZIARI CHE GLI PIOMBERANNO ADDOSSO (PER QUESTO VOLEVA AUTO-GRAZIARSI PREVENTIVAMENTE…)

1 – USA: CNN, 'TRUMP FURIOSO, NON SI DIMETTERÀ'

donald trump

 (ANSA) - NEW YORK, 14 GEN - Donald Trump non si dimetterà. Lo riporta Cnn citando fonti dell'amministrazione Usa, che descrivono un presidente furioso per l'impeachment. Una furia che avrebbe scaricato sui suoi consiglieri nel corso di una discussione su Richard Nixon, l'ex presidente che si è dimesso in seguito allo scandalo del Watergate.

 

Trump, mette in evidenza Cnn, non avrebbe intenzione di dimettersi perché convinto che il vicepresidente Mike Pence non gli concederebbe la grazia. E per questo ha vietato a tutti i suoi consiglieri di fare riferimento o di paragonarlo all'ex presidente Nixon. (ANSA).

 

TRUMPOOL - BY PAT LUDO

2 – USA: 'TRUMP VIVRÀ A MAR-A-LAGO,ASSUMERÀ PARTE STAFF ATTUALE'

(ANSA) - NEW YORK, 14 GEN - Donald Trump intende lasciare Washington prima della cerimonia di insediamento di Joe Biden il 20 gennaio. Il presidente uscente, riportano i media americani, intende trasferirsi a Mar-a-Lago, in Florida, e assumere una piccola parte dello staff che lavora per lui alla Casa Bianca. Gli assunti continueranno a lavorare con Trump o Jared Kushner, il marito di Ivanka Trump. (ANSA).

 

donald trump meme

3 – SOLO, FURIOSO E ALLARMATO PER I GUAI GIUDIZIARI MA LA BASE È CON TRUMP

Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

Furioso coi «traditori» che l' hanno abbandonato come il leader dei repubblicani al Congresso, Mitch McConnell, ma anche con gli alleati che, dice, non l' hanno difeso con sufficiente vigore come la conduttrice della Fox Laura Ingraham, Donald Trump vive la sua ultima settimana in una Casa Bianca ormai semideserta, in un crescente isolamento.

 

Con l' agenda di governo vuota, dopo la missione al muro anti immigrati del Texas, impossibilitato a digitare, come di consueto, centinaia di tweet, il presidente passa il tempo al telefono, seguendo i programmi politici televisivi e studiando vendette nei confronti di chi gli ha voltato le spalle o non ha ottenuto i risultati promessi.

 

manifestanti assediano il campidoglio a washington

Il caso più grottesco è quello di Rudy Giuliani. L' ex sindaco di New York, oggi suo avvocato personale che, nel tentativo di ribaltare l' esito delle elezioni, ha condotto battaglie legali tanto ostinate quanto inconsistenti, con aspetti anche comici, non verrà pagato: Trump ha ordinato di sospendere la liquidazione della sua maxiparcella (20 mila dollari al giorno) e ha detto di voler esaminare personalmente tutti i rimborsi spese.

Sembrano gli ultimi giorni della tragica caduta di un impero. Superata, ormai, anche la fase del capo asserragliato nel bunker con gli ultimi fedelissimi: anche i pochi che gli sono rimasti fedeli non vedono l' ora che tutto finisca.

 

DONALD TRUMP SILENZIATO

Nel giorno del secondo impeachment Trump è stato convinto dalla figlia Ivanka, dal genero Jared Kushner, dal vice capo di gabinetto Dan Scavino e dal vicepresidente Mike Pence (col quale ha ripreso a parlare dopo la rottura dei giorni scorsi) a registrare un video nel quale invita i ribelli che ha aizzato la settimana scorsa a non commettere violenze né atti illegali.

manifestanti picchiano un poliziotto con una bandiera americana a washington

 

Parla di riunificazione del Paese e pacificazione con un linguaggio che sembra quello di Biden, non il suo. E non menziona mai l' impeachment. L' ha registrato, anche se in privato continua a dire che le elezioni gli sono state rubate e Biden sarà un presidente illegittimo, perché chi è rimasto vicino a lui l' ha convinto che era l' unico modo per non perdere il consenso dei repubblicani.

 

donald trump autografa il muro con il messico ad alamo

Anche se è sempre ossessionato da una sconfitta elettorale che lo fa apparire come un loser e dall' umiliazione dell' abbandono della Casa Bianca, Trump comincia a rendersi conto che presto dovrà fronteggiare anche altri problemi: un impeachment che, se una pattuglia di senatori repubblicani si rivolterà contro di lui, potrebbe costargli la possibilità di ricandidarsi nel 2024 e la perdita di tutti i benefit di cui godono gli ex presidenti, a cominciare dalla sicurezza.

 

donald trump con la figlia ivanka e il genero jared kushner

Ma la cosa che Donald desidera di più è riconquistare l' account Twitter. Il suo trasferimento su Parler è stato vanificato dall' oscuramento di questa piattaforma e Kushner e gli altri gli hanno consigliato di non entrare nel dark web.

 

In vista anche guai finanziari (pure Deutsche Bank, uno degli ultimi finanziatori del suo gruppo, ha rotto con lui) e giudiziari, con le accuse di incitazione a rivolte violente che hanno provocato morti che si sommano a quelle, dall' evasione fiscale alla violazione delle norme sull' uso dei fondi elettorali, già pronte a diventare procedimenti civili e penali appena avrà perso l' immunità presidenziale. Guai che non verranno azzerati nemmeno da un eventuale «autoperdono». Sembrano le storie di un leader precipitato definitivamente nella polvere, già condannato dalla storia, ma non è così.

donald trump deutsche bank 2

 

Jason Miller, il più estremo e fedele dei suoi collaboratori, sostiene che Trump è isolato a Washington ma non nel Paese. Al netto delle sue tipiche espressioni minacciose nei confronti dei repubblicani che hanno votato per l' impeachment, Miller dice una cosa vera: Trump continua a godere di una vasto consenso nell' America conservatrice: i sondaggi dicono che, nonostante abbia alimentato il fuoco della rivolta che ha portato all' assalto del Congresso, il 64% dei repubblicani continua ad approvare i suoi comportamenti e il 57% lo vuole ancora candidato alle presidenziali 2024.

donald trump by pat ludo 2

 

jake angeli supporter di trump si fa le foto al posto dello speaker al congresso assalto al congresso usajared kushner con ivanka e donald trumpmanifestanti pro trump assaltano il congresso

 

supporter di trump si fa una foto con la statua di gerald ford donald trump e l assalto al congresso memedoug jensen 2doug jensen manifestanti assediano il campidoglio a washington donald trump by pat ludotweet dall italia sull assalto al congresso usajake angeli al congresso un manifestante con uno striscione per l impeachment a trump assalto al congresso usa by oshodonald trump by pat ludo manifestanti pro trump assaltano il congresso tweet dall italia sull assalto al congresso usa 1tweet dall italia sull assalto al congresso usa 7assalto al congresso meme 15tweet dall italia sull assalto al congresso usa 4donald trump in mamma ho riperso l'aereo

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...