nomine matteo salvini gianni letta giorgia meloni flavio cattaneo stefano donnarumma roberto cingolani giuseppina di foggia giuseppe zafarana paolo scaroni

IL DOPPIO SCHIAFFO (BANCHI VUOTI E UCRAINA) CHE SALVINI HA STAMPATO SUL VOLTO DI GIORGIA È SOLO L’INIZIO DI UNA PARTITA DI POKER DOVE, CHI HA PIÙ SANGUE FREDDO, VINCE - LA STRATEGIA DELLA DUCETTA È CHIARA: ALLUNGARE IL BRODO DELLE NOMINE FINO ALL’ULTIMO E POI, SUL FILO DI LANA, FARE IL COLPACCIO. COSÌ È PARTITO IL SALVINIANO “AVVISO DI SFRATTO” A UN PREMIER CHE VA RIPETENDO AI SUOI: “IO HO PRESO IL 26% CONTRO L’8,7 DELLA LEGA: CHE CAZZO PRETENDE SALVINI?”. E LA SUA REAZIONE ‘’SARÀ DURISSIMA”. IL BOSS LEGHISTA FA SPALLUCCE: “SIAMO INDISPENSABILI: SENZA DI NOI NON ESISTE IL GOVERNO” - IN TALE CLIMA, OGGI SONO DECOLLATI UN PAIO DI SILURI CARICHI DI VELENI PER FAR FUORI L’ARRIVO DI STEFANO DONNARUMMA ALL’ENEL, CARO A GIORGIA. SUL FRONTE POSTE L’INCONTRO MELONI-DEL FANTE-LASCO HA FATTO IMBUFALIRE L’EGO ESPANSO DI FLAVIO CATTANEO. ANCHE PERCHÉ I DIOSCURI DI GIORGIA, FAZZOLARI E MANTOVANO, NON VOGLIONO AVERE TRA I PIEDI IL MONDO TRASVERSALE DI SCARONI E CATTANEO, DETESTANO BISIGNANI, PER NON PARLARE DELL’ODIO VERSO IL “RITO ROMANO DEL POTERE” GESTITO DAL RESUSCITATO GIANNI LETTA

L ASSENZA DI SALVINI ALLA CAMERA VISTA DA ELLEKAPPA

DAGOREPORT

Il doppio schiaffo che Matteo Salvini ha stampato sul volto di Giorgia Meloni è solo l’inizio di una partita di poker dove, chi ha più sangue freddo, vince. I banchi vuoti dei leghisti che hanno indebolito il discorso sull’Ucraina della Ducetta (in partenza per il Consiglio europeo), fino al colpo fatale sparato con l’intervento in modalità 5stelle del capogruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo contro “la tirannia del pensiero dominante” rappresentano un rombante altolà di Salvini alla strategia piglio-tutto-io sulle nomine delle Partecipate.

 

Che l’accordo sia lontano lo si è capito nella prima riunione di lunedì dove ha trionfato il bla-bla perculante. Meloni ha parlato di una scelta di “persone capaci”, “possibilmente donne”, che “bisogna tenere presente le rose dei nomi dei “cacciatori di teste” messi in moto dal Mef, bla-bla. 

MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY ALTAN

 

Salvini, capita l’antifona, è stato al gioco e ha detto che Giorgia ha sempre ragione. Ma ovviamente nessuno ha tirato fuori un nome per evitare di bruciarlo col gioco dei veti. La strategia della Ducetta ormai è chiara: allungare il brodo del bla-bla fino all’ultimo giorno possibile e poi, sul filo di lana, fare il colpaccio con la sua lista di potere. 

 

Così è partito il salviniano “avviso di crisi” a un premier che va ripetendo ai suoi: “io ho preso il 26% contro l’8,7 della Lega: che cazzo pretende Salvini?”. E dall’entourage meloniano si viene a sapere che la sua reazione al doppio schiaffo ‘’sarà durissima”. Il boss leghista fa spallucce: “Siamo indispensabili: senza di noi non esiste il governo”.

 

In tale clima, oggi sono decollati un paio di siluri carichi di veleni per far fuori l’arrivo di Stefano Donnarumma all’Enel, super-candidato numero due della Meloni, l’altro è l’inamovibile Claudio Descalzi. Intanto, è da registrare sul fronte Poste l’incontro Meloni-Del Fante-Lasco, cosa che ha fatto imbufalire il neo-salviniano Flavio Cattaneo. Che ogni giorno vede chiudersi le porte della sua ambizione espansa: dall’Enel alle Poste, passando per Leonardo.

 

flavio cattaneo salvini

Anche perché i dioscuri di Giorgia, ideologi di Fratelli d’Italia, Fazzolari e Mantovano, sono due tipi tostissimi che sono d’accordo solo su ciò che non vogliono. Ad esempio: non vogliono avere tra i piedi il mondo trasversale di Scaroni e Cattaneo, detestano Bisignani, per non parlare dell’odio verso il “rito romano del potere” gestito dal resuscitato Gianni Letta. 

giovanbattista fazzolari giorgia melonialfredo mantovano giorgia meloni

STEFANO DONNARUMMAGIANNI LETTA ACCANTO A EDVIGE FENECH ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI BISIGNANI NELL OTTANTOTTO luigi bisignani foto di baccoGiuseppe Lasco e Matteo Del FanteMATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…