draghi americano guerra ucraina

DRAGHI EXIT! – BELPIETRO: “VISTA LA SITUAZIONE, IN MOLTI SONO CONVINTI CHE IL PREMIER ABBIA MESSO A PUNTO UNA SUA VIA D'USCITA CHE GLI CONSENTA DI SFILARSI PRIMA CHE LE COSE SI FACCIANO TROPPO COMPLICATE” – “LIBERATOSI DAGLI IMPICCI DI PALAZZO CHIGI, DRAGHI AVREBBE LA STRADA SPIANATA PER SOSTITUIRE JENS STOLTENBERG ALLA NATO. SARÀ PER QUESTO CHE L'ALTRO IERI HA ANNUNCIATO UNA SUA PROSSIMA VISITA A KIEV PER POI VOLARE A WASHINGTON? FORSE SI TRATTA DI VIAGGI OBBLIGATI PRIMA DI SPICCARE IL VOLO…”

Maurizio Belpietro per “La Verità”

maurizio belpietro

 

In un'intervista concessa una settimana fa al direttore del Corriere della Sera, Mario Draghi ha negato di essere stanco e di voler lasciare la guida del governo. Anzi, oltre a smentire voci che lo darebbero in fuga da Palazzo Chigi verso incarichi internazionali, il presidente del Consiglio ha lasciato intendere di voler arrivare fino al termine naturale

della legislatura, cioè alla primavera del prossimo anno.

 

joe biden mario draghi

Salvo poi precisare di non avere intenzione di candidarsi alle prossime elezioni, né di voler proseguire il mandato dopo il voto. Da uomo delle istituzioni quale l'ex governatore della Banca centrale europea è, non ci si poteva aspettare nulla di diverso. In un colloquio da pubblicarsi nell'edizione pasquale del principale quotidiano italiano, il premier poteva regalarci la sorpresa di dire che delle divisioni nella maggioranza non ne poteva più e non vedeva l'ora di mandare al diavolo partiti e partitini della strana coalizione che lo sostiene?

 

giuseppe conte mario draghi

Ovvio che questo non era possibile, perché una semplice critica a Giuseppe Conte, a Matteo Salvini, a Silvio Berlusconi o a Enrico Letta avrebbe significato l'apertura di una crisi, per di più in un momento complesso come quello attuale, con una crisi globale economica globale e una guerra alle porte. L'ex banchiere da un anno prestato alla politica, in pratica, non poteva dire niente di più o niente di meno di quello che ha detto.

 

mario draghi sergio mattarella

Non perché avesse intenzione di mentire, ma perché - visto il ruolo ricoperto - non poteva che rispondere come ha risposto. Tuttavia, chiunque conosca il presidente del Consiglio e abbia occasione di frequentarlo ha ricavato l'impressione che Draghi non veda l'ora di togliersi dai guai mollando il governo al proprio destino.

 

Il suo sogno, come ormai tutti sanno, era di passare direttamente da Palazzo Chigi al Quirinale, ma purtroppo Sergio Mattarella gli ha giocato un brutto tiro, lasciandogli credere di essere pronto a farsi da parte quando in realtà era prontissimo a imbullonarsi alla poltrona. Risultato, il premier è rimasto con il cerino in mano di un esecutivo le cui forze di maggioranza sono divise su tutto e nei prossimi mesi, in vista della campagna elettorale, lo saranno ancora di più.

 

MARIO DRAGHI IN COLLEGAMENTO CON I MINISTRI DA REMOTO

Le fibrillazioni che si sono viste sia sul tema delle armi all'Ucraina che sulla riforma del catasto e della giustizia sono niente rispetto a quelle che verranno. Provate a immaginare che cosa succederà quando gli effetti delle sanzioni alla Russia cominceranno ad avere un impatto sulla nostra economia.

 

Per ora abbiamo visto solo che cosa succede con l'aumento dei prodotti combustibili, ma se il conflitto in corso durerà - e purtroppo pare proprio non destinato a concludersi in fretta - sarà peggio, perché oltre alla corsa dei prezzi di gas e carburanti, avremo anche quella delle materie prime, con un aumento dell'inflazione e una diminuzione del potere d'acquisto delle famiglie. Detto in parole povere, in autunno saranno guai ai quali non sarà facile nemmeno per un banchiere esperto come Draghi porre rimedio.

mario draghi 3

 

Vista la situazione, in molti, anche dentro il governo, sono convinti che il premier abbia messo a punto una sua exit strategy, ovvero una via d'uscita che gli consenta di sfilarsi prima che le cose si facciano troppo complicate. Del resto, lui stesso, in privato, prima che sfumasse la possibilità di divenire presidente della Repubblica, a chi gli chiedeva conto della rissosità nella maggioranza, rispondeva con un gesto eloquente, che equivaleva a un saluti e arrivederci. Il senso era chiaro: se i partiti rompono, io romperò prima.

mario draghi IN ALGERIA

 

Avvicinandosi le elezioni, è ovvio che i partiti romperanno. Con il voto alle porte vorranno guadagnare consensi e per ottenere il risultato non staranno certo a badare alle reazioni che si potrebbero scatenare sul governo. Più il tempo passa e più Draghi dovrà fare i conti con questa situazione.

 

Ma qui arrivano le riflessioni di chi lo conosce meglio. Il presidente del Consiglio, a differenza di ciò che ha detto al direttore del Corriere della Sera, è stanco di mediare e se si presentasse l'occasione di una crisi coglierebbe la palla al balzo per sfilarsi. Del resto, sa che la legislatura non subirebbe alcun contraccolpo. Arrivati a questo punto, il capo dello Stato non scioglierebbe le Camere, ma affiderebbe l'incarico di formare un nuovo governo al ministro dell'Economia, Daniele Franco.

mario draghi a spasso con il cane 2

 

Liberatosi dagli impicci di Palazzo Chigi, Draghi avrebbe a questo punto la strada spianata per sostituire Jens Stoltenberg alla Nato. Sarà per questo che l'altro ieri il premier ha annunciato una sua prossima visita a Kiev per poi volare a Washington? Forse si tratta di viaggi obbligati prima di spiccare il volo.

joe biden mario draghi

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...