luigi di maio armando siri

EHI SIRI, “ORA DEVI DIMETTERTI"- IL M5S ATTACCA A TUTTO CAMPO LA LEGA E CHIEDE LA TESTA DEL SOTTOSEGRETARIO DEL CARROCCIO: “DI MEZZO CI SAREBBERO LEGAMI CON LA MAFIA E QUESTO GOVERNO NON DEVE AVERE OMBRE" – LE 4 DOMANDE SUL “BLOG DELLE STELLE” (UN RIASSUNTO DELLE 10 DI TRAVAGLIO) – DI MAIO A VALANGA CONTRO SALVINI SUL 25 APRILE, ABORTO E LEVA OBBLIGATORIA: “QUESTI NON SONO I VALORI DEL MOVIMENTO 5 STELLE"

Angelo Scarano per il Giornale

 

ARMANDO SIRI

Scontro durissimo tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega. A poche ore da un infuocato Cdm sul dl Crescita che deciderà anche il destino del Salva Roma, i pentastellati non mollano la presa sul Carroccio e continuano a chiedere la dimissioni del sottosegreterio ai Trasporti, Armando Siri, indagato per corruzione.

 

 

Il Movimento sfida apertamente il Carroccio e all'Agi fonti grilline ribadiscono la richiesta di un passo indietro al sottosegretario leghista: "Le stanno provando tutte per distogliere l'attenzione sul tema principale: le dimissioni di Siri. Prima gli attacchi gratuiti alla Raggi, poi la foto di Salvini con il mitra e ancora la reintroduzione della leva obbligatoria. Una dopo l'altra per provare ad oscurare quella che per noi rimanere la notizia principale sulla quale non possiamo soprassedere: l'inchiesta per corruzione che vede il coinvolgimento del sottosegretario Siri".

 

ARMANDO SIRI MATTEO SALVINI

Parole dure che di fatto sanciscono la frattura tra i due partner di governo. Tra penstastellati e leghisti è ormai scontro su tutto. L'indagine a carico del sottosegretario ha acceso ulteriormente lo scontro. In mezzo c'è anche il braccio di ferro su Roma e sui fondi da destinare alla Capitale. I Cinque Stelle nel puntare il dito contro il Carroccio non usano certo il guanto di velluto. Anzi. Le accuse contro il sottosegretario leghista si fanno sempre più forti: "Di mezzo ci sarebbero legami con la mafia", insistono le fonti grilline, "e questo governo non deve avere alcuna ombra, non può essere accostato lontanamente a fatti di corruzione e mafia. Siri faccia un passo di lato e chiarisca". Insomma è muro contro muro e a questo punto una rottura tra i due alleati pare ormai inevitabile. Il premier Giuseppe Conte, ha fatto sapere che nei prossimi giorni deciderà sul caso Siri. Il sottosegretario intanto ha subito la revoca delle deleghe. Una mossa questa rivendicata dal ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli: "Si tratta di una questione politica", aveva detto nei giorni scorsi.

luigi di maio subacqueo

 

Le 4 domande dei 5 Stelle

siri salvini

Adesso il braccio di ferro tra i gialloverdi potrebbe avere esiti imprevedibili. E a gettare benzina sul fuoco su questa vicenda arriva il post apparso sul blog delle Stelle in cui vengono poste alcuni quesiti (quattro) sul caso Siri: "1. Quali sono i reali rapporti tra Siri, la Lega e Paolo Arata (l’ex parlamentare di Forza Italia, adesso responsabile del programma della Lega per l’ambiente che, secondo l’accusa, sarebbe vicino a Vito Nicastri, imprenditore indicato dai magistrati come 'finanziatore' della latitanza del boss Matteo Messina Denaro)? 2. Perchè il sottosegretario Siri ha presentato più volte delle proposte, sempre bloccate e rispedite al mittente dal Movimento 5 Stelle, per incentivare l’eolico (materie oggetto di interesse proprio di Paolo Arata)? Per quale fine? 3. Perchè Siri si è contraddetto, cambiando versione più volte (quando è uscita la notizia dell’indagine per corruzione ha detto: 'Non mi sono mai occupato di eolico in vita mia'. Poi ha ammesso di aver presentato una proposta di modifica alla legge sugli incentivi: 'Me l’ha chiesto una filiera di piccoli produttori'. Infine, al Corriere, ha dichiarato: 'Arata mi ha fatto una testa così e gli ho detto ’va bene, mandamelo')? 4. Il figlio di Arata è stato assunto da Giorgetti presso il Dipartimento programmazione economica. Giorgetti sapeva che era figlio di Arata e dei rapporti del padre con Nicastri?". Domande che di certo fanno esplodere definitivamente lo scontro nella maggioranza.

salvini di maio

 

 

"QUESTI NON SONO I VALORI DEL M5S"

 

Andrea Indini per www.ilgiornale.it

 

Adesso tutti i nodi vengono al pettine. Perché le distanze, di per sé abissali sin dall'inizio, sono state nascoste sotto al tappeto fino a qualche settimana fa ed ora che nessuno degli alleati è più disposto a fare un passo indietro esplodono con una veemenza inaudita.

 

 

Da giorni grillini e leghisti si bastonano a distanza su qualsiasi discussione all'ordine del giorno, ma oggi l'attacco a tutto tondo di Luigi Di Maio dà l'idea che la misura è davvero colma. "Questi non sono i valori del Movimento 5 Stelle", ha sancito il vicepremier grillino smarcandosi dalle posizioni di Matteo Salvini su 25 aprile, aborto e leva obbligatoria. Distanze che si fanno ancor più siderali se vanno, poi, a toccare temi come il "Salva Roma", la riduzione delle tasse e, più in generale, l'agenda economica.

ARMANDO SIRI

 

Che qualcosa non andasse bene lo si era capito quando , qualche giorno fa, Di Maio aveva sconfinato mettendo becco sul dossier immigrazione criticando la chiusura dei porti. Un attacco frontale a quello che per Salvini è il più grande successo incassato da quando siede al Viminale. Oggi, in tarda mattinata, il leader grillino è tornato pungolarlo accusandolo di non fare abbastanza per garantire la sicurezza in Italia. "Le circolari del Viminale non bastano", ha scritto in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte per chiedergli una riunione urgente per accelerare i rimpatri dei clandestini.

 

ARMANDO SIRI

"Se gli amici dei 5Stelle hanno voglia, tempo e idee - ha replicato il titolare del Viminale - portino delle idee". Ai Cinque Stelle, però, non interessa portare idee. La polemica sulla sicurezza, esplosa dopo l'aggressione di un marocchino a un passante che portava al collo un crocifisso, è solo l'ennesima occasione per andare contro la Lega. La resa dei conti è ormai in atto e travolge qualsiasi tematica i due si trovino ad affrontare. Sullo sfondo c'è il braccio di ferro sul "Salva Roma", ma a farli litigare ormai è davvero tutto. Dalla proposta di far tornare la leva obbligatoria alla partecipazione (o meno) alle manifestazioni del 25 aprile, passando per i temi etici come l'aborto.

 

giuseppe conte armando siri

Per Di Maio è "curioso" che quelli che "oggi negano il 25 aprile" sono gli stessi che hanno aderito al Congresso delle Famiglie di Verona, "passeggiando mano per la mano con gli antiabortisti". Senza mai nominarlo, Di Maio punta il dito contro Salvini che giovedì prossimo andrà a Corleone a inaugurare la nuova sede del commissariato di polizia perché "la vera liberazione è dalla mafia". "Ognuno la vede come vuole, ma io, sia chiaro, voglio un'Italia libera di guardare avanti", scandisce su Facebook. E, poi, affonda: "Il ripristino della leva obbligatoria, la contestazione della 194 (la legge sull'aborto, ndr), gli attacchi alle donne, il ritorno al Medioevo non fanno parte dei valori del Movimento 5 Stelle". Sta di fatto che mentre i ministri leghisti diserteranno i cortei del 25 aprile, quelli pentastellati saranno in piazza con la comunità ebraica di Roma che, anche quest'anno, sfilerà divisa dai partigiani.

armando siri 4

 

L'assalto di Di Maio non scalfisce Salvini. Che fa spallucce e tira dritto per la sua strada: "Le polemiche le lascio volentieri agli altri". Lo scontro sul 25 aprile è, tuttavia, l'occasione "buona" per i grillini per provare mostrare i muscoli e vedere chi dei due è più forte. L'orizzonte è sempre il voto di maggio. Con la Lega che si presenta alle europee forte dei sondaggi che la danno al 37%, mentre i Cinque Stelle arretrano sempre di più arrivando al 22,3%. Nelle prossime settimane lo scontro crescerà in continuazione, a discapito del confronto interno alla maggioranza. Davanti ai gialloverdi c'è, infatti, un percorso a ostacoli che difficilmente riusciranno a superare senza far danni.

armando siri 3luigi di maio ai box della formula e 1LUIGI DI MAIOluigi di maio ai box della formula e 4danilo toninelli armando siri

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...