vittorio sgarbi roberto fico

ER MEJO FICO DER BIGONCIO – IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, EX RAGAZZO DEI CENTRI SOCIALI CHE VOTAVA RIFONDAZIONE, ORA È PIÙ “INSTITUTIONAL” DI TUTTI SUL CASO “FURBETTI”: “NON SERVONO CAMPAGNE D'ODIO. UN ERRORE COMMESSO DA ALCUNI DEPUTATI NON DEVE INTACCARE LA CREDIBILITÀ DELLA CAMERA” – SGARBI: “TUTTI HANNO DIRITTO A INDIGNARSI, MEN CHE MENO LUI, CHE PAGAVA LA SUA COLF IN NERO. LO SFIDO A DIMETTERSI”

ROBERTO FICO

1 – BONUS COVID/SGARBI: «FICO S’INDIGNA? LO SCANDALO È LA SUA COLF PAGATA IN NERO»

Comunicato stampa

 

Vittorio Sgarbi commenta il caso dei parlamentari che avrebbero usufruito del cosiddetto «Bonus Covid» dell’Inps per le partite IVA

 

«Chi ha percepito il bonus – spiega Sgarbi è giusto che lo restituisca. E’ una questione di dignità e opportunità, perché in quanto rappresentanti del popolo i parlamentari hanno non solo obblighi giuridici, ma anche morali».

 

Ma qui Sgarbi chiama in causa il presidente della Camera Roberto Fico: «Tutti hanno diritto a indignarsi, men che meno il Presidente della Camera che pagava la sua colf in nero. Una condizione che, almeno moralmente, lo rende identico ai parlamentari che hanno usufruito di bonus introdotti, peraltro, da leggi che sono passate anche al vaglio degli uffici legislativi della Camera da lui presieduta»

 

VITTORIO SGARBI

Aggiunge Sgarbi: «I miserabili che hanno chiesto 600 euro di bonus hanno commesso un’autolesionistica leggerezza in nome di una legge che hanno votato e sulla quale Fico non ha nulla obiettato, legittimando un delitto che oggi lo indigna: dilettantismo suo e dei suoi uffici.

 

ROBERTO FICO VERSIONE BOLDRINI

Per questo lo sfido a dimettersi, per aver favorito con il suo “concorso esterno” l’abuso etico che oggi denuncia, e invito i tre parlamentari ad avere il coraggio, senza essere inseguiti, di dichiarare la loro identità e la loro correttezza nell’avere rispettato la legge, sfidando i sepolcri imbiancati come Fico e Di Maio che senza laurea e senza competenza percepiscono una sproporzionata indennità»

roberto fico e la colf in nero

 

2 – IL PRESIDENTE DELLA CAMERA: "IL PARLAMENTO SEMPRE AL DI SOPRA DELLE PERSONE CHE TEMPORANEAMENTE LO RAPPRESENTA"

Fabio Martini per “la Stampa”

 

Per la prima volta da quando è presidente della Camera, Roberto Fico - l'ex ragazzo dei Centri sociali napoletani, che votava Rifondazione comunista - in queste ore si trova a dover fronteggiare da uomo delle istituzioni un rinnovato, indistinto sentimento di ostilità verso il Parlamento per la vicenda dei "furbetti" del bonus, un sentimento che il leader di Montecitorio, in questa intervista a "La Stampa", affronta con parole significative nei confronti dell'anti-politica: «Senza dubbio un brutto episodio che fa male alle istituzioni e alla politica», ma «non servono campagne d'odio: le istituzioni si pongono sempre al di sopra delle persone che temporaneamente le rappresentano».

roberto fico prima dell auto blu

 

Quaranticinque anni, una biografia di "sinistra" - diversissima da quella di Luigi Di Maio, che è campano come lui - nei due e anni e mezzo di presidenza della Camera, Roberto Fico, pur evitando di marcare le distanze dal Movimento cinque stelle, ha provato a mantenere la promessa pronunciata il 24 marzo 2018 nel suo discorso di insediamento, quando annunciò che avrebbe «onorato» il suo impegno «con la massima imparzialità».

 

Una presidenza non interventista, diversa da quelle di Fausto Bertinotti e Laura Boldrini, per restare nel campo degli esponenti della sinistra "radicale" che hanno guidato la Camera.

 

In questi giorni diversi commenti hanno preceduto una conoscenza dettagliata dei fatti. A tre giorni dallo scoppio del caso "furbetti", se ne può dare un giudizio meditato e complessivo: il suo qual è?

«Un episodio che fa male alle istituzioni, ma è anche un segnale di allarme: chi viene eletto ha un'enorme responsabilità, comportarsi in questo modo significa sicuramente non aver compreso la portata di questo compito. E' la cosa che mi preoccupa di più devo dire.

 

C'è un problema etico e di consapevolezza del proprio ruolo, dobbiamo sentire forte l'appartenenza alla comunità e agire pensando all'interesse collettivo».

 

roberto fico beve una birretta 2

Lei ha suggerito ai suoi colleghi di uscire allo scoperto, di rinunciare a quanto chiesto e di restituire quel che hanno già percepito: sia pure nel rispetto della privacy, visto che non hanno commesso reati, si può sapere se qualcuno si è fatto vivo?

«No, nessuno si è fatto vivo».

 

Se qualcuno dovesse "pentirsi", pensa che dovrebbe farlo pubblicamente o sarebbe sufficiente per l'opinione pubblica sapere che i cinque parlamentari che hanno legalmente "approfittato" della norma, hanno rinunciato ad avvalersene?

«Credo sia opportuno che questi parlamentari chiedano scusa. È quello che ho chiesto. Non c'è stata una violazione della legge, sia chiaro, e la responsabilità è individuale, ma qui si tratta di una questione di dignità e di opportunità, di come si intende il proprio incarico di rappresentante dei cittadini.

roberto fico prima dell auto blu

 

A chi sta fuori dal Palazzo questo episodio appare surreale considerati i sacrifici di questi mesi».

 

Lo spirito della legge (promossa dal governo) che ha consentito questa "furbata" era quello di far presto e questo ha fatto saltare gli opportuni tetti e i necessari filtri: come e quando si potrebbe cambiare questa specifica norma? Simbolicamente potrebbe essere utile un intervento rapido o basterebbe attendere settembre?

«C'era l'esigenza di far presto, ma anche di non appesantire le procedure in un momento già estremamente complicato. Da anni si parla di necessità di alleggerimento della burocrazia, specie per le imprese.

roberto fico colf 3

 

Chiaro però che a questa richiesta deve corrispondere un alto senso di responsabilità e di etica da parte dei destinatari delle norme. E' inaccettabile da un punto di vista morale che una norma prevista per aiutare chi era in difficoltà sia stata utilizzata in questo modo, sorvolando sullo spirito di comunità che dovrebbe essere prevalente».

 

Gli onorevoli coinvolti in questa vicenda sembrerebbero cinque: facendo i conti siamo allo 0,5% del plenum parlamentare: se non l'avessero fatta grossa, si potrebbe dire che il Paese legale stavolta si è comportato meglio di tanto "Paese reale". Ma la percezione di una parte dell'opinione pubblica è più severa: non pensa ci sia il rischio di un'eccessiva delegittimazione delle istituzioni rappresentative?

«Non servono campagne d'odio. Le istituzioni si pongono sempre al di sopra delle persone che le rappresentano. Un errore commesso da alcuni deputati però non deve intaccare la credibilità della Camera, ed è proprio per questo che auspico delle scuse e la restituzione dei bonus.

 

roberto fico mario brega

Quando si sbaglia poi bisogna ammetterlo e chiedere scusa. Voglio però dire allo stesso tempo che ci sono tanti deputati che svolgono il proprio mandato di rappresentanti delle istituzioni in modo esemplare, ovviamente di tutti gli schieramenti».

 

A proposito di percentuali: il taglio dei parlamentari è stato approvato in ultima lettura col 97% dei Sì: pensa che il fronte dei contrari sarà danneggiato da questa vicenda?

«Sono due cose che nulla hanno a che vedere l'una con l'altra. Chi andrà a votare per il referendum dovrà farlo a prescindere da quanto accaduto in questi giorni.

 

Come ricordava, questo episodio coinvolge lo 0,5% dei parlamentari, mentre il referendum riguarda l'architettura istituzionale e democratica del nostro Paese, è una questione totalmente diversa. Per questo sono convinto serva un lavoro capillare di informazione sulle ragioni del sì come su quelle del no».

 

ROBERTO FICO DAL BARBIERE

Qualcuno ipotizza che la "soffiata" sia partita dall'Inps proprio per gelare una rimonta del No che era in atto da qualche giorno. Le pare un'ipotesi così fantasiosa?

«Francamente non posso crederlo».

 

Negli ultimi giorni in Italia, che resta comunque un'isola in Europa, sono tornati a salire i casi di Covid 19: lei pensa che il governo farebbe bene a non farsi prendere in contropiede e richiedere i fondi Mes?

«Abbiamo gli oltre 200 miliardi del Recovery, credo si debba concentrare il lavoro su questo».

 

ROBERTO FICO E GIUSEPPE CONTE

Davanti alla potente erogazione di fondi europei culminati nel Recovery Fund, la maggioranza di governo ha aperto ad un contributo di tutte le forze politiche: perché non resti un nobile flatus voci, come si potrebbe concretizzare questo coinvolgimento del Parlamento?

«Ci sarà un lavoro che la commissione Bilancio porterà avanti nelle prossime settimane. Un lavoro che precede quello sulla nota di aggiornamento al Def e quindi sulla legge di bilancio. Entro settembre la Camera voterà poi un atto di indirizzo che darà indicazioni chiare al governo su come utilizzare i fondi europei.

 

antonino monteleone con la querela monca di roberto fico

In questo percorso è fondamentale che maggioranza e opposizione lavorino insieme, il compito nostro deve essere quello di portare forte la voce del Parlamento e non solo delle singole forze politiche».

 

A bocce ferme le pare che sulla vicenda Covid il governo avrebbe potuto essere più rispettoso delle proverbiali prerogative parlamentari?

«Il governo ha usato strumenti per l'emergenza in situazioni d'emergenza. E se lo ha potuto fare è perché il Parlamento glielo ha permesso in sede di approvazione dei decreti. Mi sento di dire che è stata rispettata la grammatica istituzionale».

 

ROBERTO FICO

I presidenti delle Camere sono formalmente coinvolti ogniqualvolta si determina una crisi di governo: al di là dei suoi personali auspici, dal suo osservatorio le pare che il governo possa arrivare senza scosse al semestre bianco? Un politico che ha fatto la storia della Prima Repubblica diceva "sempre meglio tirare a compare, che tirare le cuoia": le pare che questo governo debba fare di più per evitare questa deriva?

«Non sta a me dare valutazioni di merito. Dico però che questo governo gode della fiducia delle Camere: ha gestito una situazione decisamente complessa come quella dell'emergenza sanitaria, e ha rappresentato gli interessi italiani nel modo migliore a Bruxelles durante la trattativa sul Recovery».

 

roberto fico con l auto blu sotto casa della compagna dove vive quando e a napoliROBERTO FICO ALESSANDRO DI BATTISTAroberto fico colfPAGINA DI ROBERTO FICO TIRENDICONTOSPESE DI ROBERTO FICO PER LA CASA DICEMBRE 2017luigi di maio roberto fico napoli

 

roberto fico padre pioRoberto Fico - memeRoberto Fico - memele iene e la colf in nero a casa di roberto fico 4

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...