stefano esposito

ESPOSITO AL PUBBLICO LUDIBRIO - L'EX SENATORE PD E QUELL'INCONTRO PER FAR PRESSIONI SU CANTONE (FALLITE) AFFINCHÉ TOGLIESSE L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA AL SUO AMICO GIULIO MUTTONI, RE DEI CONCERTI. UN SUO SOCIO AVEVA SUBÌTO UN'ESTORSIONE DALLE 'NDRINE: BIGLIETTI GRATIS POI RIVENDUTI PER MANTENERE I CARCERATI. PER ESPOSITO, MUTTONI ERA VITTIMA, PER IL MAGISTRATO L'INTERDITTIVA (ALLA SOCIETA') ERA LEGITTIMA

 

 

Giuseppe Legato per “la Stampa

stefano esposito

 

È l' 8 settembre 2015. A Torino, a casa dell' ex senatore del Pd Stefano Esposito, già membro della commissione parlamentare antimafia durante il governo Renzi, c' è anche Raffaele Cantone, all' epoca capo dell' Anac (Autorità nazionale anticorruzione) e l' allora ministro della Giustizia Andrea Orlando. Poco dopo dovranno recarsi a un incontro pubblico organizzato dal Pd in piazza d' Armi in occasione della feste dell' Unità in cui sono entrambi relatori. Titolo: «Liberarsi dalla corruzione per cambiare il paese».

 

Per corruzione verrà però indagato Esposito anche per aver organizzato quell' incontro che nel teorema dell' inchiesta della procura di Torino che ha travolto il re dei concerti dei big internazionali Giulio Muttoni, ex patron della società SetupLive, serviva a smontare un' interdittiva antimafia emessa contro quella ditta da poco più di un mese.

Perché Setup ha subìto un' estorsione dalle 'ndrine (biglietti gratis poi rivenduti per mantenere i carcerati) cui non seguì denuncia e annovera nel parco dipendenti un pluripregiudicato in contatto coi boss.

 

GIULIO MUTTONI

Esposito - si legge negli atti dell' inchiesta che vede indagato anche il candidato alle primarie del Pd per le comunali di Torino Enzo Lavolta - si attiva presso i vertici Anac procurando un incontro tra l' avvocato Alberto Mittone (legale di Muttoni) e Raffaele Cantone (estranei alle contestazioni penali) - «per acquisire informazioni volte a individuare strategie e consigli utili a ottenere il provvedimento di revoca dell' interdittiva». Quella sera è l' occasione giusta. Esposito è indemoniato su questo argomento («Stefano non si da pace») perché conosce Muttoni da tempo, ne è amico fraterno e - secondo la procura - ha usufruito di prestiti per circa 200 mila euro in gran parte restituiti a interessi irrisori.

 

È convinto «che dietro l' interdittiva ci sia una manovra». Dice: «Lì, c' è lo zampino di qualcuno». E mette a disposizione una serie incredibile di rapporti di alto profilo professionale e istituzionale «perchè questa è una pazzia». Che Cantone quella sera avrebbe incontrato il legale di Muttoni, lo dice lo stesso imprenditore al socio Roberto De Luca, patron di Livenation: «Stasera Alberto si incontra con quella persona che tu sai».

Terminato il rinfresco il legale e Muttoni vengono intercettati: «Aveva letto tutto (Cantone ndr), sapeva tutto».

stefano esposito 1

 

Nel merito poi: «Le indicazioni che ho ricevuto sono quelle di chiedere la revoca dell' interdittiva prima della sospensiva e bisogna farlo prima del 17 (settembre) perché chi ha emesso il provvedimento gli ha detto che è il 17 (la discussione del caso Setup) offrendo come merce di scambio la rinuncia alla sospensiva e mettendo a punto il cambiamento della governance (della società facendo fuori il socio di minoranza che ha subìto l' estorsione dai boss ndr)».

 

L' avvocato e Cantone avrebbero parlato del merito della questione: «Lui - spiega Mittone al telefono - dice che è borderline, che solo nella smania di fare interdittive è rientrata nel sacco ma che nella normalità non sarebbe entrata».

 

Il giorno successivo Esposito, convinto dell' ingiustizia subìta dall' amico, chiama Muttoni e ,«facendo riferimento all' incontro con Cantone del giorno precedente», dice: «Abbiamo messo in campo tutto quello che era possibile mettere». Segue replica: «Ah beh, di più non si poteva fare».

 

raffaele cantone foto di bacco

Due settimane dopo è il generale della Guardia di Finanza Giuseppe Gerli (non indagato) ad aggiornare Muttoni di un ulteriore incontro con Cantone: «Lui aveva ben presente la situazione, dice che il provvedimento della Prefettura era formalmente fatto bene, c' era questa cosa dell' applicazione un po' formale della legge». Cantone non è indagato, è stato sentito in procura dal pm titolare dell' inchiesta Gianfranco Colace il 25 ottobre 2017. Al magistrato ha spiegato: «Premetto che in caso di interdittiva antimafia non c' è un potere di proposta di commissariamento da parte di Anac che viene solo sentita».

 

Detto ciò «questa vicenda mi fu segnalata dal senatore Esposito che avevo conosciuto come persona rigorosa anche quando era assessore a Roma, e - ancorché non mi occupassi delle singole interdittive - posi particolare attenzione a questa vicenda perché mi fu detto che riguardava un soggetto che Esposito riteneva vittima della 'ndrangheta. Lessi gli atti e giunsi alla conclusione che a mio parere l' interdittiva era assolutamente legittima e solida». E alla domanda se conoscesse l' avvocato Mittone ha risposto: «Non lo conosco, mai sentito nominare, non ritengo di averlo mai incontrato». L' interdittiva a carico di Setup è stata confermata in tutti i gradi di appello della giustizia amministrativa.

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