EURO-ALLEANZE E MAL DI PANZE - LA LEGA PREME SU GIORGIA MELONI PER SCARICARE URSULA VON DER LEYEN (“E’ INVOTABILE”) E CREARE UNA MAGGIORANZA DI DESTRA CON DENTRO ORBAN E LE SVASTICHELLE DI AFD - IL CARROCCIO “BLINDA” MARINE LE PEN, ALLEATA DELLA LEGA NEL GRUPPO “IDENTITA’ E DEMOCRAZIA”, CHE LA DUCETTA VORREBBE PORTARE NEI CONSERVATORI: “NON PASSERÀ CON MELONI” - TAJANI MASTICA AMARO PER L’INGRESSO DI ZEMMOUR NELL’ALLEANZA ECR GUIDATA DALLA SORA GIORGIA: “NON CONDIVIDO NEMMENO UNA SUA PAROLA”

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Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

Un patto anti-von der Leyen, per provare a stanare Giorgia Meloni. Con dentro anche Viktor Orbàn. «E Marine Le Pen resterà nel gruppo europeo della Lega, nessuno strappo, il legame con Salvini è saldissimo». All’indomani del passaggio nei Conservatori europei (la famiglia dell’Europarlamento capeggiata dalla premier) del partito di estrema destra francese Reconquête, di Éric Zemmour e Marion Maréchal, la nipote di Le Pen, il Carroccio passa al contrattacco.

salvini le pen salvini le pen

 

Prova a fissare alcuni paletti, chiedendo alla leader di FdI di accettarli prima del voto di giugno. […] Meloni non tenga il piede in più scarpe, riservandosi di votare il bis di Ursula, un sostegno che per il partito di Matteo Salvini «è impensabile». Dall’altro lato della coalizione, è Forza Italia invece a cassare senza appello il neo-alleato di Meloni, Zemmour: «Non condivido una parola di quello che dice», mette a verbale il ministro degli Esteri e segretario azzurro, Antonio Tajani.

 

GIORGIA MELONI - VIKTOR ORBAN GIORGIA MELONI - VIKTOR ORBAN

A illustrare la strategia del Carroccio […] è il vice-segretario della Lega, Andrea Crippa. Che respinge […] il corteggiamento della presidente del Consiglio verso Le Pen. Un abboccamento divenuto chiaro a […] inizio anno, quando Meloni parlò di un «ragionamento interessante» da portare avanti con la leader del Rassemblement National.

 

[…] per il numero due della Lega c’è poco da ragionare: «Il rapporto tra Le Pen e Salvini è perfino più saldo di quello tra me e Salvini. […]». Come quello che sta vivendo il capo del Carroccio. «Altro che strappi. Ora dobbiamo costruire il centrodestra europeo, senza von der Leyen».

 

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN A FORLI GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN A FORLI

Un progetto che, per la Lega, deve includere anche il premier ungherese Orbàn, cacciato nel 2019 dai Popolari e diventato un paria nelle istituzioni Ue per le posizioni filo-Putin. Orbàn sta trattando per entrare nei Conservatori di Meloni, come ha rivelato a Repubblica durante l’ultimo Consiglio europeo. Non tutti però, nell’Ecr, sono convinti dell’adesione. Anzi. Si sono già smarcati, con toni estremamente ruvidi, i Democratici civici cechi (Ods), il principale partito conservatore di Praga. «Non abbiamo bisogno di chi ricatta il resto dell’Ue sull’Ucraina».

 

La Lega non arriva a scodellare un’offerta di asilo nel gruppo di Identità e democrazia (quello di Salvini e Le Pen). Anche perché sa di non avere molte chance di agganciare il primo ministro di Budapest. Però Crippa è chiaro: «In una maggioranza di centrodestra a Bruxelles dev’esserci anche Orbàn». Così come Afd, il partito di estrema destra tedesca, da cui si è smarcata addirittura Le Pen […]

ERIC ZEMMOUR ERIC ZEMMOUR

 

«Quella sull’Ue non è la nostra posizione - riprende Crippa - noi non chiediamo un referendum in stile Brexit, ma Afd rimarrà nel gruppo Id. È il secondo partito della Germania. Possono esserci posizioni diverse, ma la visione sull’Europa è la stessa. Ed è un’alleanza storica». Le espulsioni minacciate per 2 milioni di immigrati? «Ma si può buttare fuori un partito perché dice che gli immigrati non integrati devono andare via? Il gruppo non si deve ridurre, semmai espandersi». In chiave anti-Ursula, ovvio.

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani atreju 1 matteo salvini giorgia meloni antonio tajani atreju 1

Per la Lega […] sarebbe ancora possibile una maggioranza a Bruxelles senza i socialisti. «I numeri ci sono. Poi dipende dalla volontà». Sottotesto chiaro, per Meloni: basta von der Leyen. «La posizione della Lega è nettissima, ha fatto male ed è scesa a patti coi socialisti». Per la premier è un’altra grana in maggioranza. E dato che la nuova commissione Ue nascerà non prima di novembre, siamo solo all’inizio.

 

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