roberto fico

IL FICO E' SECCO - IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, ROBERTO FICO, INSULTATO NELLA CHAT GRILLINA PER L'ALLEANZA CON IL PD A NAPOLI: "SEI LA TERZA CARICA DELLO STATO, LA LEALTÀ DOVREBBE ESSERE UN TUO VALORE", "DICI SOLO BUGIE" - I SENATORI M5S CAMPANI MINACCIANO LO STRAPPO: "VOTIAMO MARESCA" - IN ALTERNATIVA C'È L'OPZIONE DI UNA LISTA CIVICA CON UN PROPRIO CANDIDATO - LE FIBRILLAZIONI DEI GRUPPI: "CONTE È IRRAGGIUNGIBILE E ORMAI NELLA MORSA DEI SOLITI VIP 5 STELLE…"

Pasquale Napolitano per "il Giornale"

 

roberto fico biennale architettura venezia

Le chat dei grillini ribollono. Dal nuovo statuto all' intesa con il Pd alle comunali: i fronti di guerra spuntano come funghi. Sul banco degli imputati finisce il presidente della Camera Roberto Fico. Al Senato una fronda di dissidenti accusa il numero uno di Montecitorio, regista del patto di Napoli con la candidatura dell' ex ministro Gaetano Manfredi, di essere un bugiardo. Mercoledì pomeriggio: la chat dei parlamentari campani è un covo di veleni, accuse e insulti. Vincenzo Presutto, senatore del M5S, guida l' affondo contro Fico: «Dici solo bugie».

 

valeria ciarambino luigi di maio giuseppe conte gaetano manfredi da michele

Poi incalza in un altro messaggio: «Sei la terza carica dello Stato, la lealtà dovrebbe essere un tuo valore», attacca il senatore grillino. La tensione sale. Alle critiche si unisce anche Maria Castellone, altra senatrice dei Cinquestelle. Il presidente della Camera si difende: «Non è vero, non c' entro nulla con l' intesa Pd-M5s a Napoli».

 

Gli attacchi non si fermano. A confermare l' ingerenza di Fico nella scelta di Gaetano Manfredi c' è la nomina di Gilda Sportiello, deputata napoletana e fedelissima del presidente della Camera, nel coordinamento della campagna elettorale dei Cinque stelle a Napoli. I senatori campani minacciano lo strappo: «Votiamo Maresca». In alternativa c' è l' opzione di una lista civica con un proprio candidato.

gaetano manfredi giuseppe conte. 2

 

Fico non riesce a sedare la rivolta. Il presidente della Camera convoca la fronda per una riunione riservata nel fine settimana. Si prova a ricucire. Da Napoli a Roma: la musica non cambia. Si litiga su statuto e carta dei lavori. Stavolta lo scontro investe Giuseppe Conte, leader in pectore del Movimento, e Beppe Grillo, fondatore e garante dei Cinque stelle. La lite è proprio sulla poltrona di Garante nella futura struttura del Movimento, ruolo oggi ricoperto da Grillo.

 

roberto fico

L' idea di Conte è quella di depotenziare la figura del garante (se non addirittura abolirla). Ipotesi che taglierebbe fuori da tutte le decisioni, candidature e linea politica, Beppe Grillo. Il comico genovese sarà a Roma nei prossimi giorni per seguire da vicino le fasi cruciali della nascita del nuovo Movimento 5 Stelle. Il garante del M5S avrebbe già messo al corrente i parlamentari della sua intenzione di tornare nella Capitale.

 

gaetano manfredi giuseppe conte.

Al centro dello statuto deve esserci il Movimento 5 Stelle, io resto il garante: questo il ragionamento di Grillo nelle ultime conversazioni. Il cofondatore del Movimento 5 Stelle viene descritto come irritato dall' ipotesi di un ridimensionamento del suo ruolo: stando alla bozza dello statuto, infatti, al garante non sarebbero concesse ingerenze sulle scelte politiche del M5S. Ma senza l' ok del comico il voto sul nuovo statuto non può partire. L' ok dovrebbe arrivare oggi, riferiscono fonti grilline.

conte fico caffè

 

Il nervosismo del cofondatore del M5S si intreccia con le fibrillazioni dei gruppi: «Conte è irraggiungibile e ormai nella morsa dei soliti vip 5 Stelle». Una tensione che Grillo cerca di esorcizzare con un lunghissimo post sul silenzio. Intanto, Conte e lo staff mettono a punto la nuova piattaforma: i militanti sono stati raggiunti da una mail nella quale si chiede un' integrazione dei dati inseriti in vista della prossima votazione assembleare.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…