matteo salvini giuseppe conte

IL FONDATISSIMO SOSPETTO LEGHISTA: UNA MANOVRA PER ASSEGNARE IL COMMISSARIO EUROPEO AL M5S. SOLO COSÌ SI SPIEGA LA SPINTA DI CONTE PER LA VON DER LEYEN E IL VOTO COMPATTO DEI GRILLINI PER LA MERKELIANA - IL CAPITONE FURIOSO: SCHIFATO DAI LEADER EUROPEI, CHE PERÒ GLI CHIEDONO I VOTI. LUI NON GLIELI HA DATI ANCHE PER RIPICCA DOPO LA CANCELLAZIONE DELL'INCONTRO TRA URSULA E MARCO ZANNI

Amedeo La Mattina per ''la Stampa''

 

conte salvini

Il voto dei 5 Stelle, determinate per l' elezione di Von der Leyen, ha scatenato un uragano nel governo e nella maggioranza. Le conseguenze non sono per il momento calcolabili, ma la tensione è al limite della rottura, che potrà solo essere rimandata magari al prossimo anno. Rimane l' incognita di come l' alleanza gialloverde, in queste condizioni, potrà affrontare nei prossimi mesi una discussione su una legge di Bilancio da 50 miliardi di euro. I toni sono cresciuti oltre la fisiologica dialettica nelle ultime settimane fino ad esplodere sulla questione dell' autonomia regionale e, in queste ultime ore, a seguito del vertice con le parti sociali convocato da Matteo Salvini per cominciare ad impostare la manovra economica e mettere a punto la flat tax.

MARCO ZANNI 2

 

È stato il premier Conte a parlare di «sgarbo istituzionale». Il tutto appesantito dalla vicenda dei presunti finanziamenti russi al Carroccio. Ieri il colpo di scena con la Lega che vota contro Von der Leyen e i grillini a favore. «I leghisti hanno votato contro l' interesse nazionale», sostengono a Palazzo Chigi. «I 5 Stelle hanno fatto un becero gioco del baratto», fanno sapere dalla Lega.

 

Salvini è furioso. Non ha mai accettato la logica messa in campo da Conte che in un' intervista alla Stampa aveva invitato i due partiti del suo governo a sostenere il pacchetto di nomine deciso nell' ultimo vertice europeo. «Non avremo mai votato a favore della Von der Leyen solo per avere una poltrona», fa sapere il ministro dell' Interno che si aspettava un riconoscimento palese dalla neo presidente della Commissione Ue. Non si attendeva un' apertura a sinistra, alla logica consociativa, come è stata finora, tra Popolari e Socialisti.

conte salvini

 

Con la sensazione di essere stato preso in giro dalla neo presidente, con appuntamenti prima fissati e poi cancellati con il capogruppo dei sovranisti Marco Zanni, subendo l' aut aut di chi in Europa vuole emarginare la Lega. «Se qualcuno mi schifa - aveva detto in mattinata Salvini - ne prendo atto e mi faccio la mia vita e le mie battaglie in Europa senza dare il voto a chi me lo chiede prima di nascosto, perché questo è. Qualcuno ci schifa e ci prega di dargli i voti però senza dirlo».

 

MARCO ZANNI MATTEO SALVINI CLAUDIO BORGHI

Quando poi nel pomeriggio i grillini escono allo scoperto, Salvini, con una nota della Lega, lancia il siluro contro l' alleato. «È gravissimo il voto europeo: Von der Leyen passa grazie all' asse Merkel, Macron, Renzi, 5stelle. Avrebbe potuto essere una svolta storica: la Lega è stata coerente con le posizioni espresse finora, ha tenuto fede al patto con gli elettori e difende l' interesse nazionale». Non vengono fatti i nomi di Conte e di Luigi Di Maio ma è chiaro che si riferisce a loro. E infatti il commento di Conte sul voto di ieri a Strasburgo va nella direzione opposta. Il premier è soddisfatto per l' elezione di Von der Leyen: «Rappresenta un inizio incoraggiante. Ma è solo l' inizio. Apprezziamo le proposte programmatiche della presidente». Conte fa riferimento soprattutto alle parole sull' immigrazione illegale, mettendo così in difficoltà i leghisti.

URSULA VON DER LEYEN

 

«Von der Leyen - aggiunge il premier - potrà contare sull' impegno italiano».

Conte considera il voto di ieri un suo successo, si vanta di esser stato lui a convincere i grillini a convergere sull' ex ministra tedesca della Difesa, facendo così l' interesse dell' Italia. Cosa che invece a suo parere non ha fatto Salvini. Ma ogni partito, spiegano a Chigi, è libero di declinare l' interesse nazionale: «Chiaramente se ne assumerà la responsabilità». Significa che potrebbe saltare il Commissario leghista?

URSULA VON DER LEYEN ELETTA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

 

Fino a ieri Conte aveva parlato con la neo presidente ricevendo ampie rassicurazioni su un commissario italiano con un portafoglio economico importante. I leghisti sospettano che i 5S ora lo vogliano per loro.

 

Ma avvertano che sarà comunque del Carroccio e confermano il nome di Giancarlo Giorgetti. Se a Bruxelles vogliono il nome di un uomo e di una donna allora potrebbe spuntare di Giulia Bongiorno.

URSULA VON DER LEYEN URSULA VON DER LEYEN E FEDERICA MOGHERINI

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