giuseppe conte luigi di maio

FUORI LA MANINA - AL COPASIR I GRILLINI CHIEDERANNO A CONTE CHI È L'AUTORE DELLA NORMA SULLA PROROGA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI. DOPO L'EMENDAMENTO PRESENTATO DA 50 DEPUTATI M5S PER ABROGARE LA MINI-RIFORMA AD PERSONAM - CONTE VUOLE MOSTRARE CHE ANCHE LUI, COME DI MAIO, HA TRUPPE PRONTE A SEGUIRLO E CHE GLI EQUILIBRI, IN QUESTA GUERRA TRA BANDE, SONO LONTANI DALL'ESSERE DEFINITI

Federico Capurso per “la Stampa

 

Inabissato da un mese nei velluti di palazzo Chigi, Giuseppe Conte è sempre silenzioso, eppure nelle ultime ore le acque intorno a lui tornano a incresparsi come non accadeva da tempo. Il blitz alla Camera sventato mercoledì, quando 50 deputati grillini hanno presentato un emendamento per smontare la "sua" norma con cui si modifica il meccanismo di proroga dei vertici dei servizi segreti, è stato considerato un segnale preoccupante dal premier. Il voto di fiducia posto in extremis dal governo ha liquefatto l'offensiva, avvelenando però ancor di più il clima a Montecitorio, con il gruppo M5S che ora rischia di diventare una polveriera.

 

conte vecchione

Ma la necessità del premier, nonostante le tensioni crescenti nella maggioranza, sembra soprattutto quella di rispondere a chi ha tentato una prova muscolare contro di lui. Così, in mattinata, una voce inizia a circolare nei corridoi della Camera e del Senato: «Se sulla piattaforma Rousseau si metterà al voto la futura leadership del Movimento, senza che prima ci sia un confronto ampio, 30 tra deputati e senatori sono pronti a lasciare». Una coincidenza, forse, ma i 30 parlamentari M5S sarebbero tutti "contiani".

 

Il messaggio appare chiaro e recapitato a chi - nelle chat dei Cinque stelle - viene indicato con insistenza come il vero regista dell'emendamento contro Conte: Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri nega, si defila, ma i sospetti si stringono intorno ai suoi due fedelissimi sottosegretari, Carlo Sibilia e Angelo Tofalo, che avrebbero lavorato per convincere quanti più deputati possibile a sostenere l'emendamento. E da loro a Di Maio il passo è breve, nei ragionamenti del gruppo pentastellato.

 

Conte vorrebbe così mostrare che anche lui, come Di Mario, ha truppe pronte a seguirlo e che gli equilibri, in questa guerra tra bande, sono lontani dall'essere definiti. «Di questa diaspora si è parlato nei corridoi di palazzo Madama, ma credo sia una questione più legata alla Camera», dice il senatore contiano Iunio Valerio Romano, che aggiunge: «La cosa non mi preoccupa granché, il voto sulla piattaforma conta il giusto, non gli do peso più di tanto, se si capisce cosa intendo tra le righe».

IL TWEET DI IACOBONI SULLA NORMA CHE MODIFICA LA LEGGE SUI SERVIZI SEGRETI

 

Nessuno, infatti, pensa davvero che si arriverà a un altro strappo su Rousseau, con un voto calato da Davide Casaleggio sul partito come accaduto a Ferragosto per dare il via libera alla ricandidatura di Virginia Raggi e aprire alle alleanze sui territori con i Dem. I malumori interni però sono fortissimi e avvolgono tutte le anime del Movimento.

 

«Così non va», dice il deputato Giorgio Trizzino, mentre dal Senato Emanuele Dessì esorta ad «aprire una discussione interna sulla leadership». Il tempo di Vito Crimi come reggente sembra esaurito da un pezzo, ma il redde rationem dovrebbe essere fissato per fine settembre, dopo referendum e Regionali. Resta il segnale, la prova di forza di Conte davanti ai suoi avversari. Sull'altro fronte, però, si studia il colpo con cui rispondere. Il premier è stato convocato dal Copasir (il comitato per la sicurezza) e lì la capogruppo dei Cinque stelle Federica Dieni - prima firmataria dell'emendamento con cui si è tentato il blitz - chiederà al premier di chi è la paternità della norma, inserita in un decreto sull'emergenza sanitaria che con i servizi segreti poco avrebbe a che fare.

luigi di maio abbronzato – meme. 26

 

Un ministro M5S ricorda il Consiglio dei ministri di luglio in cui fu approvato il decreto: «Fu Conte a presentare quella norma». Per di più, la modifica non era stata citata dal premier in Parlamento presentando il decreto, né era stato informato il Copasir. E una parte dei Cinque stelle vuole chiarezza.

federica dieniemanuele dessi'

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…