giorgia meloni joe biden

GIORGIA ON MY MIND – JOE BIDEN IERI SERA HA CHIAMATO LA MELONI: I DUE “HANNO SOTTOLINEATO LA FORTE RELAZIONE TRA GLI STATI UNITI E L’ITALIA E HANNO ESPRESSO LA LORO DISPONIBILITÀ A LAVORARE INSIEME, E IL LORO IMPEGNO A CONTINUARE A FORNIRE ASSISTENZA ALL’UCRAINA” – LA PREMIER VOLERÀ PRESTO A BRUXELLES, POI VISITERÀ KIEV, PER INCONTRARE ZELENSKY, PRIMA DEL G20 DI BALI DEL 15 NOVEMBRE. MA GIÀ LA PROSSIMA SETTIMANA POTREBBE ARRIVARE A ROMA IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, STOLTENBERG…

GIORGIA MELONI NEL DISCORSO PER LA FIDUCIA ALLA CAMERA

1 - LA TELEFONATA TRA BIDEN E MELONI, E LE DUE NOTE DI CASA BIANCA E PALAZZO CHIGI

Estratto da www.corriere.it

 

Nella serata di ieri, poco dopo aver incassato la fiducia alla Camera, Giorgia Meloni ha parlato al telefono con il presidente degli Stati Uniti, che le ha espresso le sue congratulazioni dopo la sua nomina.

 

A renderlo noto è stata una nota del governo italiano e della Casa Bianca.

 

joe biden 11 settembre

«Biden e Meloni hanno sottolineato la forte relazione tra gli Stati Uniti e l’Italia e hanno espresso la loro disponibilità a lavorare insieme nell’Alleanza transatlantica per affrontare le sfide comuni. Hanno discusso del loro impegno a continuare a fornire assistenza all’Ucraina, ritenendo la Russia responsabile della sua aggressione, affrontando le sfide poste dalla Cina e garantendo risorse energetiche sostenibili e convenienti», si legge nella nota della Casa Bianca.

 

meloni negli usa

Più asciutta — e priva di riferimenti espliciti alla Cina — la nota di Palazzo Chigi: «Il Presidente Meloni ha ringraziato il Presidente Biden per le congratulazioni e ha ribadito la profonda amicizia che lega Italia e Usa. Meloni ha sottolineato l’importanza della partnership transatlantica, soprattutto alla luce delle storiche sfide che le democrazie occidentali stanno affrontando, come la guerra in Ucraina e la crisi energetica e alimentare».

 

2 - LA PREMIER AL TELEFONO CON BIDEN POI VIAGGIO A KIEV E BOLLETTE

Estratto dell'articolo di Tommaso Ciriaco e Emanuele Lauria per www.repubblica.it

 

GIORGIA MELONI NEL DISCORSO PER LA FIDUCIA ALLA CAMERA

Due priorità, due emergenze. Giorgia Meloni deve correre. E agire con urgenza sui dossier che rischiano di affossarla già in partenza. Sul primo, l’atlantismo, è zavorrata dal solido rapporto con Mosca di Matteo Salvini e dagli audio filoputiniani di Silvio Berlusconi.

 

A sera, sente al telefono il presidente Usa Joe Biden, sottolineando «l’importanza della partnership transatlantica, soprattutto alla luce delle storiche sfide che le democrazie occidentali stanno affrontando, come la guerra in Ucraina e la crisi energetica e alimentare». Il secondo terreno su cui misurarsi immediatamente è quello del caro energia, a cui dedicherà un decreto che compensi il costo fuori controllo di bollette e benzina per la porzione restante del 2022.

 

Più difficile, invece, cercare di dare immediatamente un’impronta politica alla sua azione. Tenterà però almeno di dare il via libera entro fine anno alla flat tax per le partite Iva fino a centomila euro, che potrebbe essere inserita nel decreto fiscale abbinato alla finanziaria.

 

matteo salvini giorgia meloni

[…] È evidente, comunque, che senza soluzioni strutturali concordate con l’Unione europea, la presidente del Consiglio dovrà limitarsi a misure asfittiche in materia di politica economica. In questo senso, la bozza di missioni internazionali in via di definizione serve a coprire Meloni su due fronti, entrambi necessari: atlantico ed europeo. Se è ancora in dubbio la sua partecipazione alla Cop 27 di Sharm el Sheikh, volerà invece prestissimo a Bruxelles.

 

Poi, probabilmente, visiterà Kiev. I bombardamenti russi hanno congelato il viaggio, ma la leader potrebbe sfruttare il periodico cessate il fuoco temporaneo assicurato da Mosca per le visite di alcuni capi di Stato stranieri (ieri è toccato al tedesco Frank-Walter Steinmeier, costretto però a ripararsi in un rifugio per un allarme aereo) per incontrare Zelensky prima del 15 novembre, quando è attesa a Bali per il G20. Ma non basta.

 

ZELENSKY MELONI

Il premier potrebbe ricevere già la prossima settimana a Roma il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg (l’alternativa è un bilaterale durante la missione nella capitale belga). Un manifesto programmatico — Europa, Ucraina, alleanza atlantica — che certamente non piacerà a Matteo Salvini.

 

giorgia meloni 2

 

GIORGIA MELONI GIANCARLO GIORGETTI giorgia meloni matteo piantedosi giorgia meloni prende una pasticca per il mal di gola giorgia meloni annoiata matteo salvini abbraccia giorgia melonigiorgia meloni 1

 

Ultimi Dagoreport

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI