globalizzazione

GLOBALIZZAZIONE L’È MORTA - ANCHE I FAUTORI DEL MONDO INTERCONNESSO INIZIANO A CAMBIARE IDEA: IN UN REPORT DELLA BANCA AMERICANA JP MORGAN SI DELINEA IL NUOVO ORDINE MONDIALE E SI SBIANCHETTA IL DOGMA DEI PREZZI BASSI - NEL DOCUMENTO SI CITA UN DISCORSO DEL SEGRETARIO DI STATO USA, JANET YELLEN, CHE INVOCA LA NECESSITÀ DI UNA NUOVA BRETTON WOODS. INSOMMA, SI TORNA AGLI ANI 50: MA PER LA FONDAZIONE DI UN NUOVO ORDINE O PER LA POVERTÀ E DISTRUZIONE POST-BELLICA? CHE FINE FARANNO I PAESI COME L’ITALIA, CHE NON HANNO ACCESSO ALLE MATERIE PRIME?

Martino Cervo per “La Verità”

 

JANET YELLEN JOE BIDEN

Anche le guerre per procura possono essere mondiali. Quella in Ucraina lo è già: per numero di Paesi a vario titolo coinvolti (armi, diplomazia, sanzioni) e per globalità delle conseguenze in atto. Per anni si è parlato, anche a sproposito, di nuovo ordine mondiale: adesso forse sta arrivando davvero.

 

jamie dimon di jp morgan

Ne è convinta, almeno, Janet Yellen, ex presidente della Fed e attuale segretario al Tesoro americano. Come si legge in un recente report di JP Morgan diffuso il 28 aprile, in un discorso tenuto all'Atlantic council (il cui video è disponibile qui: bit.ly/3vRpnJd) la Yellen ha delineato la necessità di una nuova Bretton Woods dopo l'invasione russa. Bretton Woods - ritorno agli anni 50 è il sottotitolo del report Global commodities siglato dalla banca d'affari.

mario draghi joe biden

 

Quando le stesse firme che hanno difeso a prescindere per lustri la globalizzazione come ineluttabile categoria ideologica ora ne illustrano senza fare un plissé l'inevitabile fine, è - anche - a causa di documenti come questo. Vi si legge, infatti, che la Yellen ha descritto la necessità di un poderoso riallineamento del commercio mondiale che abbia - sotto la guida Usa, come nel secondo dopoguerra - una stella polare sensibilmente diversa da quella del «free market».

 

bretton woods

Sul Corriere Federico Rampini pescava da quel discorso il concetto di «friend-shoring»: fin qui, è il senso, il mercato globale tutelato da regole tese a favorirlo ha portato a ridurre i costi ovunque, ma - spiega la Yellen - nel nuovo ordine commerciale ai Paesi «non deve essere concesso di usare il proprio vantaggio di mercato su materie prime essenziali per disgregare la nostra economia o esercitare una leva geopolitica indesiderata».

 

vladimir putin 2

Come si realizza questo obiettivo, con cui l'America intende con ogni evidenza impostare le coordinate con cui agire nel mondo nei prossimi anni? Il report di JP Morgan è illuminante: «Le catene dell'offerta dovranno essere tutelate con Paesi che condividono un assetto di norme e valori».

 

Difficile stringere il cerchio solo alle democrazie compiute, ma il nuovo ordine «plurilaterale» avrebbe come perno non più l'efficienza economica ma un metro politico. Una rivoluzione che avrebbe fatto imbestialire Marx, forse, e che comunque disarticola la produzione e l'approvvigionamento mondiali come sono stati concepiti, cioè attorno al dogma del minor costo possibile (cos' altro è, in fondo, Amazon?).

jp morgan

 

Il nuovo mondo metterà al centro, secondo questa impostazione, la sicurezza di accesso alle commodities: petrolio, gas, carbone, metalli, materie rare, beni agricoli, eccetera.

Garantirsi approvvigionamenti sicuri in termini geopolitici (cioè sottrarsi al ricatto di chi li detiene) diventerà più strategicamente decisivo che farlo in modo economico.

Il report spiega che «la geografia e la geologia degli Stati Uniti assicurano uno straordinario vantaggio competitivo nel costruire un'economia» così orientata. A questo dato strutturale vanno aggiunti quelli che il documento chiama «Friends with benefits», ovvero Paesi che abbinano la ricchezza di materie prime alla facilità di dialogo politico con gli Stati Uniti: Australia, Canada, Brasile, Cile, Perù, Venezuela (non a caso Maduro è improvvisamente tornato presentabile), e poi Indonesia, Vietnam, Filippine.

 

XI JINPING VLADIMIR PUTIN - VIGNETTA DI GIANNELLI

Certo, nota sempre JP Morgan, la Cina si è mossa con largo anticipo in quest' ottica, garantendosi un controllo ferreo soprattutto sule materie rare e i materiali per batterie, e controllando così tutta la filiera necessaria all'elettrico. Ecco, qui iniziano i problemi: per chi non ha materie prime, che mondo sarà?

 

Molto complicato, si direbbe, e gli anni Cinquanta cui si richiama il report potrebbero non essere quelli fondativi di un nuovo ordine ma quelli di una situazione post bellica di povertà e distruzione. Almeno per un Paese come il nostro, con una storia industriale e produttiva da trasformatore e non estrattore di materie prime: «I Paesi sviluppati stanno andando incontro a scarsità di capitali per garantirsi riserve di commodities», si legge.

 

Jp Morgan

Il documento accompagna a un altro passaggio cruciale, che lascia intuire come - malgrado le insistite retoriche - il «green» potrebbe avere tempi grami davanti a sé. La penuria di materie prime disponibili in contesti politicamente agibili, si legge, è frutto anche di scelte politiche legate alla transizione ecologica.

 

joe biden mario draghi

«Gli scarsi rendimenti del decennio pre Covid combinati con le rigide regolamentazioni Esg (environmental, social and governance: il pacchetto di criteri finanziari di sostenibilità diventati sempre più stringenti, ndr) ha diminuito l'appeal delle materie prime tra i fornitori di capitali».

 

Altra frase chiave: «Le scelte politiche in senso ambientale e di regolamentazione finanziaria hanno contribuito al deficit di capitali impiegati nelle materie prime». Oggi la direzione dovrà fatalmente essere invertita, se l'input geopolitico è quello di trovare alternative a idrocarburi escludendo la Russia. Ma non sarà esattamente una passeggiata, in un panorama iperinflattivo.

 

jp morgan

Nel mondo di JP Morgan gli Stati si battono - e si armano - per avere il controllo sulle «cose»: un mondo più antico rispetto a sogni di transizioni immateriali, e «americano», nel quale non possiamo non stare, neppure volendo. Su questo un'altra differenza salta all'occhio, nel paragone con gli anni Cinquanta: allora l'ombrello occidentale era - anche - garanzia di benessere e ricchezza. Adesso la nostra collocazione è ancor meno scontata di 70 anni fa: le conseguenze, però, rischiano di non essere altrettanto gradevoli.

xi jinping vladimir putin Xi Jinping e Vladimir Putin

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…