giovanni gozzini giorgia meloni

GOZZINI AMARI – IL PROFESSORE DELL’UNIVERSITÀ DI SIENA CHE HA DATO DELLA “SCROFA” A GIORGIA MELONI RISCHIA IL LICENZIAMENTO (E TE CREDO) – NON È LA PRIMA VOLTA CHE STRAPARLA A CASO: DODICI ANNI FA, DA ASSESSORE ALLA CULTURA DI FIRENZE, CRITICÒ IL PROGETTO DEL NUOVO STADIO CON EPITETI IRRIPETIBILI E FU COSTRETTO A DIMETTERSI

 

 

INSULTI A MELONI, DRAGHI LE TELEFONA IL COMPAGNO IN TV: NOSTRA FIGLIA SAPRÀ

Mariolina Iossa per il “Corriere della Sera”

 

giovanni gozzini 7

 Dopo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che l'ha chiamata sabato al telefono e che lei ha pubblicamento ringraziato con un tweet, una valanga di messaggi di solidarietà ha investito ieri la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni dopo gli insulti volgari - e irripetibili - che le sono stati rivolti dallo storico dell'Università di Siena Giovanni Gozzini venerdì, durante una trasmissione dell'emittente «Controradio».

 

Il professore ha poi cercato di metterci una pezza, scusandosi con lei e con «tutte le persone che si sono sentite offese», ma il danno era fatto. Anche il neo presidente del Consiglio Mario Draghi ha telefonato alla leader di FdI.

 

Quindi i messaggi della presidente del Senato Elisabetta Casellati («Inaccettabile violenza verbale») e del presidente della Camera Roberto Fico («Insulti intollerabili»). Già sabato il centrodestra si era fatto sentire, poi dal centrosinistra si è alzato ieri il coro della solidarietà. Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: «Non si scherza con odio e violenza».

 

Il deputato di Leu Nicola Fratoianni: «Con gli insulti non si fa lotta politica». L'Anpi: «L'Italia non può tollerare da parte di chiunque il linguaggio dell'odio». Fortemente critici anche Donatella Conzatti e Luciano Nobili di Italia viva, Emma Bonino di +Europa, la sindaca di Roma Virginia Raggi.

 

GIOVANNI GOZZINI

«Altro che scuse, questo "professore" merita il licenziamento», ha detto Matteo Salvini. E Silvio Berlusconi: «Forza Giorgia siamo con te». Il compagno di Meloni, il giornalista di Tgcom24 Andrea Giambruno, durante la rassegna stampa da lui curata ha detto: «Giorgia Meloni è anche la madre di mia figlia, sono molto fiero di quello che ha fatto. Non mi permetto di commentare le parole del professore perché ci saranno altri luoghi dove verranno commentate.

 

Mi permetto semplicemente di dire che ci sono dei minori che leggono certe schifezze e che io spiegherò a mia figlia quanto sua madre sia valorosa e meritevole di ciò che ha fatto nella sua vita. Io mi auguro professore - ha concluso -, ammesso che lei abbia dei figli, che i suoi figli possano dire altrettanto dei suoi commenti misogini, indegni e vergognosi». Laura Boldrini, molte volte aspra avversaria politica della leader di Fratelli d'Italia, ha twittato: «Solidarietà a Giorgia Meloni.

 

L'odio misogino infetta società, rete e istituzioni. Lo conosco bene, così come conosco la solitudine che si prova quando la condanna non è unanime». Gozzini non è nuovo a «escandescenze» verbali.

 

giovanni gozzini 3

Dodici anni fa, in veste di assessore alla Cultura del Comune di Firenze, criticò il progetto del nuovo stadio di Diego e Andrea Della Valle con epiteti irripetibili. Dovette rassegnare le dimissioni. Adesso rischia il licenziamento. Il dipartimento dell'Università di Siena di cui fa parte ha definito le sue parole «gravi e inaccettabili», e il rettore Francesco Frati ha annunciato: «Mi confronterò con l'ufficio legale e poi trasmetterò gli atti al collegio di disciplina dell'Ateneo».

 

Il vicepresidente del Senato, Ignazio la Russa (FdI), ha puntato il dito contro l'ex componente del cda Rai Giorgio Van Straten, che era ospite della trasmissione e che avrebbe «aizzato» Gozzini contro Meloni. Lei, intanto, ha incassato la solidarietà di tutti e ha ringraziato. «Mi auguro che questo brutto episodio sia utile a difendere uno dei pilastri della democrazia: il rispetto».

gli insulti a giorgia meloni di gozzinigiovanni gozzini 2giovanni gozzini 5

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)