erdogan siria curdi

UN GRAN PEZZO DI M-ERDOGAN – MENTRE PROSEGUONO I RAID AL CONFINE CON LA SIRIA, IL PRESIDENTE TURCO MINACCIA L’EUROPA: “VI MANDO MILIONI DI PROFUGHI”- CONTE: “RICATTO INACCETTABILE” - LA NATO: “VANNO EVITATE VITTIME CIVILI” - STOLTENBERG, SEGRETARIO DELL'ALLEANZA ATLANTICA DI CUI FA PARTE ANKARA, OGGI VEDRÀ ERDOGAN - DI MAIO CONVOCA L’AMBASCIATORE

MONICA RICCI SARGENTINI per il Corriere della Sera

 

 

l'offensiva turca contro i curdi in siria 3

Incurante degli appelli di gran parte del mondo a fermarsi, la Turchia avanza in territorio siriano e conquista i primi villaggi. Ieri sera Tall Abyad e Ras al Ayn erano state circondate dalle forze turche e sarebbero già stati 174 i «terroristi» uccisi. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha ribadito che l' operazione «Pace di primavera» proseguirà fino a quando «tutti i terroristi saranno neutralizzati», anche a Kobane, città simbolo della resistenza curda all' Isis ma ha anche assicurato che le truppe turche non si spingeranno oltre i 30 chilometri dal confine. Intanto ci sono già decine di migliaia di sfollati e vittime civili su entrambi i fronti.

l'offensiva turca contro i curdi in siria 1

 

Sul fronte diplomatico la situazione è molto tesa. Il presidente turco ha respinto al mittente gli inviti a tornare sui suoi passi. Ed è arrivato a minacciare di «aprire le porte ai 3,6 milioni di rifugiati» che sono attualmente in Turchia e di farli partire per l' Europa.

 

Parole che non sono affatto piaciute al presidente del Consiglio Giuseppe Conte: «Non possiamo accettare che ci possa essere un ricatto tra l' accoglienza fornita dalla Turchia ai rifugiati, meritevole ma con fondi europei, e l' offensiva in Siria». Ieri sera l' Ambasciatore turco in Italia Murat Salim Enseli è stato convocato e ricevuto alla Farnesina dalla viceministra degli Esteri Marina Sereni, su indicazione del ministro Di Maio: «Il governo italiano ha espresso una ferma condanna per l' iniziativa militare unilaterale della Turchia».

carri armati turchi

 

Anche Donald Trump, incalzato dalle critiche in patria per aver ritirato le truppe Usa, è tornato a dire che colpirà «la Turchia molto duramente con sanzioni se non rispetta le regole». Ma Cavusoglu ha risposto che, nel caso, Ankara risponderà allo stesso modo.

 

Al termine della riunione del Consiglio di Sicurezza dell' Onu i cinque membri europei, cioè Francia, Germania, Regno Unito, Belgio e Polonia, hanno diffuso una dichiarazione congiunta in cui chiedono alla Turchia di fermare l' offensiva. Ma Russia e Stati Uniti non l' hanno condivisa. Per il presidente francese Emmanuel Macron Ankara «deve porre fine all' operazione il prima possibile, rischia di aiutare l' Isis a ricostruire il suo Califfato». Anche se Erdogan ha assicurato che i 12mila combattenti islamici rimarranno nelle carceri siriane, alcuni sarebbero già fuggiti.

 

erdogan felice mentre bombarda i curdi

 

L'IMBARAZZO DELLA NATO

Maurizio Caprara per il Corriere della Sera

 

«Quanto succede in Siria dimostra ancora una volta la necessità di una soluzione politica», diceva ieri al Corriere della Sera il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. In altre parole sarebbe meglio far tacere le armi, tuttavia non può avvenire subito. Nell' agenda dell' ex primo ministro norvegese che ha il difficile compito di coordinatore per un' alleanza politico-militare tra 29 Paesi oggi è in programma un incontro a Istanbul con Recep Tayyp Erdogan, il presidente turco al quale si deve lo scatenamento di aerei e artiglieria contro i curdi fuori dai propri confini nazionali.

 

la turchia bombarda i curdi in siria

«Riconoscerò che la Turchia è l' alleato contro il quale è stato compiuto il numero più alto di attacchi terroristici, che ha alcune legittime preoccupazioni di sicurezza. Ma allo stesso tempo darò risalto all' importanza del contenersi e di evitare perdite civili», ha risposto Stoltenberg alla domanda su quale messaggio riserverà a Erdogan sulla campagna nel Nord della Siria. Evocare il contenimento in italiano suona blando se ci si riferisce ad azioni di fuoco. Di fatto è ciò che ritiene di poter spingersi ad affermare il segretario generale alle prese con una guerra particolare. Che coinvolge alleati e accentua divergenze nell' alleanza.

 

«Le tensioni aumentate in Siria non facciano tornare liberi i foreign fighter , combattenti stranieri, adesso prigionieri», ha aggiunto Stoltenberg durante l' intervista. Cornice della conversazione, un posto tipico del suo peculiare mestiere globalizzato di viaggiatore costantemente seguito da notizie su crisi e scontri.

 

Una suite di albergo, il Baglioni Hotel Regina in via Veneto a Roma, con valigie pronte per raggiungere Atene e poi la Turchia.«Come riduciamo le spese per la difesa quando le tensioni calano, dobbiamo aumentarle mentre salgono.

 

l'offensiva turca contro i curdi in siria 4

Ed è ciò che accade attualmente. Faccio affidamento anche sull' Italia», ha aggiunto Stoltenberg sugli incrementi delineati nell' Alleanza atlantica per i fondi nazionali da assegnare a militari e armamenti. Mercoledì era stato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

 

Quando fu nominato segretario generale della Nato, nel 2014, avrebbe immaginato un' offensiva di uno Stato dell' alleanza contro milizie aiutate fino a poco prima dagli Usa? Per di più con una sorta di assenso del presidente americano? Questo accade mentre artiglieria e aerei turchi colpiscono le milizie delle «Forze democratiche siriane», compresi curdi utili nella lotta agli integralisti islamici di Daesh (Isis).

 

combattenti curde

«Nel 2014 tutti gli alleati erano preoccupati perché Daesh controllava un territorio grande come il Regno Unito.

 

Poi abbiamo formato una coalizione che comprende Stati Uniti e Turchia. Forze sul terreno hanno portato progressi enormi. La lotta a Daesh non è finita, anche se ha ottenuto il buon risultato di privarlo del dominio su terre».

 

Ma adesso? Il senatore americano Mitt Romney, repubblicano, ha scritto che i curdi sono stati «abbandonati vergognosamente». È solo una delle tante condanne dell' offensiva turca. La Nato manterrà rapporti con le «Forze democratiche siriane» e i curdi?

«In Siria la Nato non è sul terreno. Lo sono alleati della Nato, non noi. È pubblico, si legge sui giornali, che esistono differenze tra varie nazioni su come trattare la situazione nel Nord della Siria. Per me sottolinea l' importanza del contenersi e appoggiare un progetto politico».

 

Che altro dirà a Erdogan?

la turchia bombarda i curdi in siria 5

«Innanzitutto è importante incontrarci: rientra in una visita programmata, non nata dai fatti recenti. Discuteremo un ampio ventaglio di temi, e certo mi aspetto che parleremo anche di Siria settentrionale, affrontato in incontri precedenti. Come ho sottolineato con Conte, è rilevante che la Turchia assicuri azioni proporzionate e misurate».

 

Le pare che agisca così?

«La Nato appoggia gli sforzi guidati dalle Nazioni Unite.L' escalation dimostra l' esigenza che la comunità internazionale favorisca il creare condizioni per soluzioni politiche. E occorre attenzione sui foreign fighter ».

 

Ossia sugli stranieri di Daesh prigionieri di milizie rivali nei territori che vengono attaccati dalla Turchia.

«Va evitato che con le tensioni nel Nord della Siria tornino in libertà. Parliamo di migliaia di combattenti colpevoli di tremende violenze contro gente innocente».

 

Per lottare contro il terrorismo, in altre parole, non andrebbero messi in circolazione terroristi?

«Sì, perché liberi costituirebbero una minaccia contro tutti noi. Allo stesso tempo va cercata una soluzione di lungo termine da più Paesi».

 

Prendendo i prigionieri in Europa?

«Non entro nei dettagli. Dico che abbiamo bisogno nella comunità internazionale di uno sforzo coordinato».

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