giuseppe conte beppe grillo

GRILLO SI È BIODEGRADATO! – CONTE SI PREPARA A ROTTAMARE BEPPE-MAO, CHE NEL NUOVO STATUTO DEL M5S POTREBBE NON AVERE PIÙ I POTERI DI GARANTE. IL SUO MARGINE DI INTERVENTO SARÀ MOLTO LIMITATO DOPO IL VIDEO-EMBOLO SUL FIGLIO CIRO, CHE HA IMBARAZZATO MOLTO ANCHE “GIUSEPPI”. L’EX PREMIER È SEMPRE PIÙ LEADER DI CARTONE MANDATO AL MACELLO, MENTRE DI MAIO ASPETTA SULLA RIVA DEL FIUME. E DIBBA?

1 - CONTE NON VUOLE PIU AVERE GRILLO COME GARANTE DEL NUOVO M5S

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

Estratto dell'articolo di Simone Canettieri per “il Foglio”

 

(...) Giuseppe Conte è alle prese con le apparizioni di due anime tormentate, che entrano ed escono dall’armadio del M5s: Davide Casaleggio e Beppe Grillo. Ieri il presidente di Rousseau ha annunciato la scelta “dolorosa e inevitabile” di cambiare strada per via degli arretrati non pagati.

 

VIGNETTA ELLEKAPPA - BEPPE GRILLO

(...) Conte non ha commentato, ma sa di dover andare di corsa. Batterà un colpo prima di giovedì, quando sarà faccia a faccia con Enrico Letta. Intanto sta ultimando il nuovo statuto del M5s. Con una novità: Beppe Grillo, l’altro fantasma, potrebbe non avere più i poteri di garante. 

 

Il comico non scomparirà dalle nuove sacre scritture contiane, ma il suo margine di intervento nel M5s sarà molto limitato rispetto a ora. Il video sul figlio Ciro oltre a imbarazzare tutti – al di là di un manipolo di fedelissimi buoi –  è stato un altro carico di piombo sulle ali dell’ex premier. Non solo in forte imbarazzo, ma anche consapevole di quanto questa vicenda  sia destinata ad andare avanti per settimane, mesi e forse anni.

beppe grillo

 

Così l’ex premier sta cercando di fare in modo che l’ombra di Grillo, il fantasma appunto, sia meno ingombrante possibile. Soprattutto nei processi decisionali che verranno.

 

Allo stesso tempo non può mettere alla porta “l’amico Beppe” che nella guerra con Casaleggio ha dalla sua la golden share sul simbolo (che comunque dovrà essere modificato visto che adesso reca sotto la scritta l’indirizzo del blog delle stelle, di proprietà di Rousseau). Alla fine, l’annuncio di divorzio semplifica le cose: Conte vuole mettere la sua leaderhip al voto su un’altra piattaforma.

 

conte grillo

Ma il database degli iscritti, al momento continua a essere nelle mani del figlio di Gianroberto che solo davanti a un’azione giudiziaria è pronto a cedere. E’ il vero tesoro di questa caccia, già reclamato da Vito Crimi, ma senza ricevere risposte. (...)

 

L’unica certezza riguarda la convinzione dell’ex premier di volersi affrancare dal comico considerato da molti nel M5s “instabile”.  Si va dunque verso un reale passo indietro del fondatore con le dovute formule e cortesie. Ma messe anche nero su bianco.

ciro e beppe grillo

 

(...)

 

2 – DIBBA SI SCALDA: VUOLE GIÀ ARCHIVIARE CONTE

Domenico Di Sanzo per “il Giornale”

 

Uno è già circondato ancora prima di partire, l'altro si è trasformato da king maker in kamikaze e il terzo aspetta alla finestra. Giuseppe Conte, Beppe Grillo e Alessandro Di Battista, con tutta probabilità, dopo l'addio di Davide Casaleggio si contenderanno quello che rimane del M5s.

 

olivia paladino giuseppe conte

Se si escludono le vicende giudiziarie del figlio Ciro, tra i tre quello più in difficoltà politica è proprio l'ex avvocato del popolo italiano. Trascinato per mancanza di alternative nell'impresa della rifondazione grillina, in questo momento è l'unico leader di cui dispone il Movimento.

 

Chiuso nella casa della fidanzata Olivia Paladino insieme ai fedelissimi dello staff comunicazione, Rocco Casalino in testa, telefona e scrive. Sente soprattutto alcuni pezzi grossi del Pd e lavora alla Carta dei valori dei Cinque stelle del futuro. Ma la sintonia con i pentastellati sembra svanita da giorno successivo in cui ha deciso di accettare l'incarico di nuovo capo.

 

BEPPE GRILLO NEL VIDEO A DIFESA DEL FIGLIO CIRO

Da quel momento si è trovato a fare i conti con le asprezze di un partito in ebollizione perenne. Stretto tra le ambizioni dei parlamentari al primo mandato e le manovre del gruppo dei cosiddetti big. Proprio alla vigilia dello strappo di Casaleggio, giovedì, sono ripartite le voci su deroghe imminenti al tetto dei due mandati, blindato pubblicamente da Grillo e in privato da Conte.

GRILLO CASALEGGIO DI MAIO DI BATTISTA

 

Veleni che hanno fatto dubitare fino all'ultimo l'ex premier sull'opportunità di prendere la guida del M5s. Troppo tardi per tornare indietro, ora l'obiettivo è azzerare l'attuale gruppo dirigente e ridimensionare il potere di un Grillo acciaccato a causa dei guai del figlio. Lo scontro tra il neo-leader e la vecchia guardia è appena all'inizio. E prima o poi Conte si troverà di fronte a una scelta sul limite del doppio mandato.

 

BEPPE GRILLO LUIGI DI MAIO ALESSANDRO DI BATTISTA

Senza deroghe, l'ex premier avrebbe vita facile nel costruire il suo partito personale, ma potrebbe partire un esodo in grado di far saltare gli equilibri. Non solo. Conte dovrà fare i conti con i parlamentari fedeli a Casaleggio, rimasti nel M5s. Come nota su Twitter Nicola Biondo, ex capo comunicazione del M5s alla Camera e co-autore dei libri Supernova e Il Sistema Casaleggio, sono cinquanta gli eletti che hanno versato a Rousseau tutte le mensilità dovute. Quanto basta per tenere sotto scacco la rifondazione.

 

Poi c'è Grillo. Ammaccato ma non esautorato. L'ultimo guizzo del Garante, prima del video sul figlio, si è visto quando ha stoppato Conte sul nuovo simbolo. «Non gli regalerà tutto ciò che ha costruito», riflette con Il Giornale una fonte di primo piano. L'ex premier avrebbe voluto inserire la dicitura «Con-Te», ma il fondatore non vuole un partito personale. E però nel rapporto con il Pd peserà ancora per un po' il filmato-kamikaze sul presunto stupro dell'erede. Così Conte potrebbe approfittarne per prendersi man mano i pieni poteri.

 

beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

Interessante la posizione di Di Battista. Imprescindibile come ariete di sfondamento per una ipotetica nuova formazione benedetta da Casaleggio, lui per il momento si lascia desiderare. Non ha interrotto i rapporti con Grillo e non ha spezzato il filo con l'influente Luigi Di Maio, al primo incidente di Conte e dello schema giallorosso il suo nome verrebbe tirato in ballo come futuro frontman. Per il momento lui legge, scrive e tiene viva la fiammella del grillismo delle origini. È lunga la fila di chi attende in riva al fiume la salma politica di Conte.

giuseppe conte beppe grillo luigi di maio 1

 

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…