renzi zingaretti

INSIDER RENZING – PREPARATE I POPCORN! NON DITE A MATTEUCCIO, CHE VUOLE TORNARE A TUTTI I COSTI A PALAZZO CHIGI, CHE IL SUO PARTITINO A ESSERE OTTIMISTI VALE IL 5% – SE SI VOTA A OTTOBRE CORRERÀ DA SOLO. ALTRIMENTI FA TRATTARE  ZINGARETTI CON I GRILLINI PER POI DARGLI LA COLPA IN CASO DI FLOP – MA L'EX PREMIER SOGNA DI FARE COME SALVINI CON DI MAIO: “ME LI MANGIO VIVI COME HA FATTO LUI E POI LA SFIDA SARÀ TRA NOI DUE” (AUGURI)

NICOLA ZINGARETTI E MATTEO RENZI

1 – «CI PROVI NICOLA, COSÌ SE SALTA TUTTO LA RESPONSABILITÈ DEL FLOP SARÀ SUA»

Mario Ajello per “il Messaggero”

 

Se davvero si dovesse votare a ottobre, al 99 per cento il nuovo partito renziano ci sarà nelle urne, separato dal Pd. Perché il Pd non è più in alcun modo funzionale a quel che resta il principale obiettivo dell'ex premier: tornare a Palazzo Chigi. Ma se si fa il governo di transizione, voluto da Matteo e su cui ormai i dem sono tutti d'accordo, l'Azione Civile di Renzi o come si chiamerà svanisce? Nient'affatto, assicura chi sta lavorando al progetto che avrà nella Leopolda di ottobre la sua anticipazione o il vero e proprio lancio.

 

massimo d'alema e paolo gentiloni alla lumsa per il convegno sulla seconda repubblica

Il simbolo ancora non c'è (a Renzi piacerebbe l'asinello dei democratici americani ma già i prodiani lo usarono) e i creativi dell'agenzia di comunicazione Proforma, a cui per primo si rivolse Vendola in Puglia e poi hanno collaborato anche con il Pd, stanno cominciando a immaginare con bozzetti e idee sparse. Al netto di quale sarà l'esito della crisi di governo, chi per Renzi sta curando il nuovo partito maneggia i sondaggi e assicura: «I peggiori ci danno al 10, i migliori al 14».

MATTEO RENZI FRANCESCO BONIFAZI E ALCUNI FEDELISSIMI

 

PROTAGONISTA

Esagerazioni? Chissà. Se si fa un governo che dura uno o due anni - ecco il piano d'azione di Renzi - il partito si prepara lungo questo lasso di tempo. Se si va a votare subito, il partito si fa subito. Dunque, sarebbe solo questione di tempo. Dubbi non ce ne sono più. E di questo sono convinti anche gli uomini di Zingaretti. Alcuni sferzanti: «Il problema è solo che Renzi la pensa così: il posto di capotavola è dove siedo io. E' come D'Alema, e finirà come D'Alema».

 

LUIGI DI MAIO MATTEO RENZI

Altri sono meno spietati, ma non sembrano stracciarsi le vesti di fronte alla scissione. Mentre Zingaretti, in queste ore in cui si sta tentando di trovare numeri, schemi e contenuti del governone contro Salvini, avrebbe fatto recapitare questo messaggio a Renzi: «Matteo, non far partire adesso il tuo partito, facciamo prima un governo di legislatura e vediamo come va...».

 

massimo d'alema al timone della ikarus

Qualche amico di Matteo è scettico: «Lui sventola il nuovo partito solo per spaventare e condizionare Zingaretti». Ma i più, nel Giglio Magico e in quei 150 comitati civici coordinati da Ettore Rosato, ossatura del futuro partito e pieni di gente non iscritta al Pd, sono ormai certi dell'operazione e così ieri in Senato assicurava uno dei super-renziani: «Prima facciamo i gruppi autonomi in Parlamento, e il 70 per cento dei dem sono con noi, e a Zingaretti resteranno solo Mirabelli e la De Micheli, e poi si passa alla bomba vera».

 

renzi nardella

Il problema a Palazzo Madama è che c'è la regola per cui non si possono fare gruppi parlamentari che non corrispondano a partiti già presentati alle elezioni. Ma alla Camera questo ostacolo non c'è e avere il gruppo consente poi di non dover raccogliere le firme per presentare le liste elettorali. E se la situazione precipita, si può subito diventare operativi in campagna elettorale.

 

La linea attribuita in queste ore dai suoi all'«altro Matteo», quello fiorentino, è questa: «Se facciamo il governo con i 5 stelle, farò come Salvini. In un anno, o quello che sarà, me li mangio vivi come ha fatto il leader leghista e poi la sfida sarà tra me e lui». Uno scenario tutto da vedere, naturalmente, e forse Renzi la fa troppo facile. Comunque, si sta facendo la conta dei numeri parlamentari e la soglia minima, considerata molto a portata di mano, è questa: non meno di 50 deputati e non meno di 24 senatori (su 51 dem). Tra questi ultimi, per esempio, vengono conteggiati Magorno, Faraone, i vari Marcucci e Bonifazi, ma non Richetti.

matteo salvini pollice verso a renzi

 

AMMINISTRATORI LOCALI

Il progetto di Renzi non prevede solo il partito. L'ex premier osserva con molto interesse, alcuni dicono che ne è l'ispiratore ma non è proprio così, alla rete dei sindaci per lo più renziani - da Nardella al pesarese Ricci e a una valanga di altri amministratori locali - che si stanno organizzando sui territori e potrebbero, nell'ottica di Matteo, contribuire a smosciare il fenomeno Sala. Il quale già si muove da sindaco d'Italia - dicono i renziani che non lo amano: «E' solo un manager e non capisce un tubo di politica» - viene visto come uno che vuole prendersi il Pd e rubare a Matteo la parte del grande innovatore.

 

IL MEME DI OSHO SU RENZI DOPO LA VITTORIA DI ZINGARETTI ALLE PRIMARIE

Il cantiere renziano è insomma in piena attività. E per la buona riuscita il leader raccomanda ai suoi di «non cadere nelle provocazioni del gruppo vicino a Zingaretti». La stessa prudenza che, in vista della formazione del governo istituzionale, Renzi suggerisce di usare nei confronti di Grillo e di Di Maio. Segue frecciata, parlando ancora con i suoi: «Lascio volentieri che sia Zingaretti a provare l'accordo con i 5 stelle. Se la cosa salterà, la responsabilità sarà del segretario del Pd». E non ci sarà più finta tregua che tenga.

 

2 – PER I SONDAGGISTI IL NUOVO PARTITO VALE CIRCA IL 5%

Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

matteo renzi

 

La politica stavolta si è mossa ancor più veloce delle ipotesi in campo testate regolarmente dai sondaggisti, complice anche la stagione estiva in corso; per questo di recenti rilevazioni ad hoc sul potenziale di un partito di Matteo Renzi non ce ne sono. I sondaggisti sono cauti: per l' ex segretario del Pd ricominciare fuori dal suo perimetro classico potrebbe rivelarsi più complicato del previsto.

 

MATTEO RENZI

Bisogna ricordare intanto che nell' ultimo Atlante politico di Demos & Pi curato da Ilvio Diamanti (luglio 2019), nella classifica di gradimento dei leader Renzi era in penultima posizione, con tre punti in meno rispetto alla rilevazione precedente (maggio 2019). Un gradino sotto a Silvio Berlusconi, uno sopra a Beppe Grillo.

 

RENZI ZINGARETTI

I dati in possesso di Alessandra Ghisleri quotavano un partito di Renzi al 3 per cento. Secondo Renato Mannheimer, per fare una valutazione precisa è presto perché «dipende molto dalla campagna elettorale e da quali saranno eventualmente i temi proposti da Renzi: oggi gli elettori si spostano velocemente ma la proposta del candidato è fondamentale». Detto questo, «non credo che l' ex premier possa portarsi dietro neanche la metà del Pd. Se dovessi fare una stima direi che un partito renziano vale tra il 5 e il 10 per cento. Vedo una strada in salita per lui, anche perché c' è tutto il tema delle alleanze da considerare. Con chi andrebbe Renzi? Forza Italia sembra tornare nell' alveo di centrodestra... ».

matteo renzi come fonzie

 

Per Carlo Butturoni, presidente dell' istituto di ricerca Tecnè, «Renzi parla più ad un elettorato di centro e centrodestra e ad un altro sganciato dalle dinamiche destra- sinistra, più speculativo. Penso poi che buona parte dell' attuale elettorato del Pd non lo seguirebbe. Se la Lega fosse andata da sola al voto come sembrava volesse fare Matteo Salvini, allora un Renzi in corsa da solo avrebbe avuto più chance. In un quadro di schieramenti classici, di bipolarismo o tripolarismo, gli spazi si fanno ristretti ». Insomma, la fascia ipotetica di "Azione Civile" oscilla tra il 4 e l' 8 per cento.

 

LUCA LOTTI MATTEO RENZIMATTEO RENZI TIZIANO

Antonio Noto, direttore della società Noto Sondaggi, aveva fatto stimare il partito di Renzi la scorsa primavera, prima delle europee, quando ci furono altre avvisaglie di una possibile scissione. Il responso fu del 5 per cento. «Oggi il contesto è ovviamente diverso - ragiona - e penso in peggio, per lui. Un conto è far nascere un soggetto con finalità politiche a tutto tondo, un altro in una fase del genere, le ragioni potrebbero venire intese come meno nobili». Il rischio è di rifare una specie di Ncd, partito nato da un pezzo di Forza Italia. «In generale comunque - conclude Noto - i nuovi partiti sono più robusti quando nascono da una base e non da un vertice».

matteo renzimatteo renzi luca cordero di montezemoloMATTEO SALVINI E MATTEO RENZImatteo renzi (2)

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