volodymyr zelensky jens stoltenberg vladimir putin

PER KIEV SUONA LA CAMPANA? IL PRESIDENTE UCRAINO ZELENSKY HA CHIESTO ALLA NATO UN'ACCELERAZIONE PER ENTRARE NELLA NATO PER FERMARE PUTIN, TEMENDO UNA ESCALATION DI VIOLENZA NEL DONBASS – IMMEDIATA LA REAZIONE DEI RUSSI CHE PARLANO DI “DECISIONE INACCETTABILE CHE AGGREVEREBBE LA SITUAZIONE” MENTRE TACE IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, JENS STOLTENBERG: SE PRIMA KIEV NON SI CONCENTRERÀ SU RIFORME INTERNE E…

Giuseppe Agliastro per "la Stampa"

 

volodymyr zelensky e jens stoltenberg 6

L' Ucraina ha chiesto alla Nato un'accelerazione sulla strada per entrare nell' Alleanza Atlantica affermando che questo potrebbe scoraggiare eventuali nuove minacce russe. «La Nato è l' unico modo per mettere fine alla guerra nel Donbass», ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky mentre si moltiplicano le violazioni del cessate il fuoco nel sud-est del Paese e Kiev e Washington denunciano che la Russia sta ammassando migliaia di soldati non lontano dalla frontiera.

 

volodymyr zelensky e vladimir putin 1

Le dichiarazioni di Zelensky arrivano dopo un colloquio telefonico col segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ma soprattutto in un momento di rinnovate tensioni internazionali attorno all' Ucraina. Zelensky - eletto presidente nel 2019 promettendo di mettere a tacere i cannoni - teme una nuova escalation di violenze nel Donbass e sostiene che il miglior modo per scongiurarla sia l'inserimento di Kiev nel Piano d'azione per l' adesione alla Nato (Map).

volodymyr zelensky e jens stoltenberg 1

 

«Sarà un vero segnale per la Russia», assicura l' ex cabarettista diventato capo di Stato.

Ma non appena esce la notizia, Mosca fa sentire la sua voce. L' ingresso dell'Ucraina nella Nato «aggraverebbe ulteriormente la situazione» nel Donbass, sottolineano subito dal Cremlino, da tempo accusato di sostenere militarmente i separatisti filorussi del sud-est ucraino con armi e combattenti.

 

mercenario russo nel donbass, ucraina

Secondo il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, «l' appartenenza alla Nato è profondamente inaccettabile» per molti abitanti del Donbass. La Russia vede come il fumo negli occhi l' espansione della Nato in Europa orientale e si oppone da sempre a un eventuale ingresso di Kiev nell' Alleanza Atlantica. Ma secondo gli esperti i potenziali ostacoli all' adesione dell' Ucraina alla Nato non mancano e tra questi vi sono proprio il conflitto in corso nel Donbass e il fatto che una parte del territorio ucraino è considerata di fatto "occupata" dopo che la Russia nel 2014 ha strappato a Kiev la Crimea con un' invasione di uomini armati e senza insegne di riconoscimento. Un funzionario della Nato ha spiegato all' Afp che l' Ucraina prima di tutto deve «concentrarsi sulle riforme interne» e «sviluppare le sue capacità difensive in conformità con gli standard» della coalizione.

 

volodymyr zelensky e vladimir putin 3

Zelensky da parte sua ha affermato che l' Ucraina intende portare avanti le riforme richieste dalla Nato, ma che queste «da sole non fermeranno la Russia». I vertici dell' Alleanza al momento preferiscono non pronunciarsi sulla questione. Stoltenberg ha dichiarato che «la Nato sostiene fermamente la sovranità e l' integrità territoriale dell' Ucraina» e ha fatto sapere di aver chiamato Zelensky per «esprimere seria preoccupazione per le attività militari della Russia dentro e attorno all' Ucraina e per le continue violazioni della tregua».

 

Ma il segretario generale della Nato non ha chiarito se l' Alleanza sia pronta o meno a proporre Kiev per il Piano d' azione per l' adesione alla Nato.

volodymyr zelensky e jens stoltenberg 2

Si tratta di un argomento delicato. In ogni caso, con Biden alla Casa Bianca l' Ucraina ha un supporto maggiore dagli Usa rispetto ai tempi di Trump. La settimana scorsa il presidente americano ha assicurato a Kiev «un solido sostegno» di fronte alla «continua aggressione russa» e il Pentagono, che già ha aumentato il livello di allerta delle sue truppe in Europa, ieri ha invitato Mosca a spiegare il perché dell' aumento dei soldati russi in Crimea e nell' ovest del Paese. Mosca non nega movimenti delle proprie forze armate, ma afferma che i soldati sono dentro i confini russi e quindi le manovre sono legittime e non minacciano nessuno.

volodymyr zelensky e jens stoltenberg 3

 

Resta il fatto che Kiev e i separatisti filorussi si accusano sempre più spesso di violare la tregua nel Donbass. Un cessate il fuoco lo scorso luglio aveva raffreddato il conflitto che ha causato 14 mila vittime, ma ora le forze armate ucraine denunciano che almeno 25 soldati sono morti dall' inizio dell' anno, di cui otto nelle ultime due settimane.

volodymyr zelensky e jens stoltenberg 4volodymyr zelensky e jens stoltenberg 5volodymyr zelenskyvolodymyr zelensky e vladimir putin 2

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…