nicola zingaretti

LAZIO, CHE STRAZIO! – DOVE SONO FINITI I 3,5 MILIONI DI EURO DI LIQUIDITÀ CHE SI È BECCATA “LAZIOCREA”? A SAGRE E CONCERTI! QUEI FONDI SERVIVANO PER LA CYBERSICUREZZA. CIOÈ A EVITARE ATTACCHI HACKER COME QUELLO CHE STA ANCORA METTENDO IN GINOCCHIO LA REGIONE. MA I CONSIGLIERI REGIONALI DI “FRATELLI D’ITALIA” HANNO SCOVATO UN EMENDAMENTO CHE PROVA CHE QUEI SOLDI SONO FINITI IN “PROMOZIONE CULTURALE”

A. V. per "Libero quotidiano"

 

nicola zingaretti

Milioni di mascherine acquistate da una ditta specializzata in lampadine, forniture di camici pagati e mai arrivati a destinazione mentre il personale medico e infermieristico del Lazio doveva fronteggiare i mesi durissimi della pandemia, e ora anche lo scandalo degli hacker che avrebbero violato un sistema informatico costato circa 25 milioni di euro.

 

ATTACCO HACKER REGIONE LAZIO

Ci sono molti interrogativi ai quali la Regione Lazio di Nicola Zingaretti dovrebbe rispondere, l'ultimo dei quali riguarda Laziocrea, la società ora al centro della vicenda dei pirati informatici su cui starebbe indagando l'Antiterrorismo, la polizia postale e perfino l'Fbi.

 

hacker regione lazio 2

Ma che cos' è esattamente Laziocrea? In teoria si tratta di una società, interamente partecipata dalla Regione Lazio, che l'affianca nelle attività tecnico-amministrative, informatiche e di strategia digitale, per gli addetti lavori, una newco frutto della fusione tra le società regionali LAit spa, specializzata in innovazione tecnologica, e Lazio Service spa, società di servizi ad alto valore aggiunto. In realtà ora si scopre che deve occuparsi anche di promozione delle bellezze del territorio del Lazio, di sagre paesane, serate dal vivo con mercatini e di spettacoli sul litorale laziale.

 

laziocrea

Secondo quanto scrive l'edizione romana del quotidiano La Repubblica, a Laziocrea sarebbe arrivata un'iniezione di liquidità pari a 3.5 milioni di euro. Fondi che, da statuto, andrebbero spesi per la famigerata cybersicurezza e che invece potrebbero essere finiti in attività di tutt' altro tenore.

 

A lanciare il sospetto sono, soprattutto, i consiglieri di Fratelli d'Italia che, carte alla mano, hanno tirato fuori un emendamento che prova lo stanziamento dei 3,5 milioni per la promozione culturale del Lazio. «Ma non sarebbe stato meglio investire questi soldi per rafforzare i sistemi di sicurezza?», ha chiesto la consigliera regionale di Fdi, Chiara Colosimo.

 

«Qualcuno alla fine dovrà dirci la verità su questa vicenda», ha dichiarato. E nel mirino dei meloniani è finito Daniele Leodori, vicepresidente della Regione nonché firmatario del discusso emendamento nel quale, si ribadisce, non si fa cenno di cybersicurezza. Alla Pisana, sede del consiglio regionale del Lazio, è scoppiata, dunque, la polemica con il centrodestra ad attaccare sulla gestione opaca dei soldi e il Partito democratico a tentare una difesa imbarazzata.

 

Luigi Pomponio

Alla fine lo stesso Leodori ha dovuto ammettere che sì, il finanziamento di 3,5 milioni di euro, contenuto nel collegato approvato dal Consiglio c'è, ed è stato pensato per la valorizzazione del patrimonio regionale e prevede quindi anche l'intervento sui sistemi informatici. Ma di tale intervento, per ora, non c'è traccia. Da registrare inoltre che Laziocrea è presieduta da Luigi Pomponio, nel Cda dal 2020, premiato proprio pochi giorni fa, a fine luglio, da Zingaretti e dall'assessore D'Amato insieme agli altri dipendenti della società «per il grande impegno nella lotta contro il Covid-19». Al personale di Laziocrea sono andati attestati di riconoscimento e varie benemerenze. Neanche una settimana dopo, lo scandalo degli hacker penetrati da un pc di un dipendente.

chiara colosimoNICOLA ZINGARETTI - CONFERENZA STAMPA SU ATTACCO HACKERregione lazio Regione LazioNICOLA ZINGARETTI - CONFERENZA STAMPA SU ATTACCO HACKER

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