“BERLUSCONI VUOLE VOLARE A MOSCA PER PORTARE PUTIN AL TAVOLO NEGOZIALE” – LA RIVISTA BRITANNICA FILO-CONSERVATRICE, “SPECTATOR”, LANCIA LA BOMBA SUL “BANANA”, CON UN ARTICOLO DEL GIORNALISTA NICHOLAS FARRELL, CHE VIVE DA ANNI IN ITALIA. LA RIVELAZIONE SAREBBE ARRIVATA DURANTE UN COLLOQUIO CON SGARBI: “IL SUO JET È GIÀ IN STANDBY”. MA DA FORZA ITALIA SMENTISCONO TUTTO: “IPOTESI MAI CONSIDERATA”

-

Condividi questo articolo


AUDIO ESCLUSIVO DI LAPRESSE SMENTISCE BERLUSCONI

IL NUOVO AUDIO DI BERLUSCONI BY LAPRESSE: ZELENSKY? NON POSSO DIRE QUELLO CHE PENSO

VLADIMIR PUTIN E SILVIO BERLUSCONI IN SARDEGNA NELL APRILE 2008 VLADIMIR PUTIN E SILVIO BERLUSCONI IN SARDEGNA NELL APRILE 2008

 

 

(ANSA) - Silvio Berlusconi resta convinto di essere "l'unico leader" al mondo in grado di "portare Vladimir Putin al tavolo negoziale e intende provarci prima di Natale".

 

A scriverlo, sulle colonne dello Spectator, rivista britannica filo conservatrice, è Nicholas Farrell: giornalista inglese trapiantato da anni a Forlì, collaboratore in Italia anche di Libero, autore in passato di una 'storica' intervista al cavaliere pubblicata sullo stesso Spectator, nonché biografo di Mussolini.

 

Nicholas Farrell Nicholas Farrell

 

 

Farrell attribuisce la rivelazione a confidenze ricevute da Vittorio Sgarbi, secondo il quale "Berlusconi ama il beau geste".

 

E aggiunge di aver saputo che il jet privato dell'86enne ex presidente del Consiglio e senatore di Forza Italia sarebbe "già in standby": pronto a partire per Mosca in caso di necessità. Il giornalista britannico non cita informazioni di prima mano, limitandosi ad accreditare al Cavaliere il desiderio di "un canto del cigno" in grande stile sulla scena della politica internazionale.

 

E a richiamare i contenuti delle registrazioni di quanto detto il mese scorso da Berlusconi sulla guerra in Ucraina e sulle sue relazioni con Putin di fronte al gruppo parlamentare di FI. Dichiarazioni trapelate allora sui media e seguite da polemiche, precisazioni, smentite. Mentre insiste nell'evidenziare la distanza fra quelle parole e la posizione inflessibilmente filo-atlantica e pro Kiev manifestata dall'attuale premier e leader del centro-destra Giorgia Meloni.

PUTIN BERLUSCONI PUTIN BERLUSCONI

 

Nell'interpretazione di Farrell, del resto, il momento potrebbe essere particolarmente propizio a un tentativo di mediazione diplomatica: dopo "l'umiliazione sofferta dalla Russia" con il ritiro da Kherson e, nello stesso tempo, sullo sfondo dei segnali delle crescenti pressioni attribuite all'amministrazione Usa di Joe Biden sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky affinché tratti. Fonti azzurre vicine al leader di Forza Italia smentiscono "seccamente" quanto riportato nell'articolo: "Si tratta di un'ipotesi mai presa in considerazione da Berlusconi".

silvio berlusconi e vittorio sgarbi silvio berlusconi e vittorio sgarbi

berlusconi putin berlusconi putin BERLUSCONI PUTIN - ELLEKAPPA BERLUSCONI PUTIN - ELLEKAPPA PUTIN BERLUSCONI PUTIN BERLUSCONI vladimir putin silvio berlusconi sul moskva vladimir putin silvio berlusconi sul moskva putin berlusconi putin berlusconi

 

Condividi questo articolo

politica

PERCHÉ RENZI SI È TRASFORMATO IN UN ARIETE LANCIATO CONTRO I SERVIZI SEGRETI? - IL LEGALE DEL “PATRIOTA DI RIGNANO”, LUIGI PANELLA, GIÀ DIFENSORE DELLO 007 MARCO MANCINI SINO AL 2014, STA PROVANDO A IMBASTIRE UN PROCESSO PER LA NOSTRA INTELLIGENCE, “COLPEVOLE” DI AVER PREPENSIONATO NEL 2021 IL DIRIGENTE DEL DIS PROPRIO A CAUSA DI QUELL’INCONTRO ALL’AUTOGRILL PROBABILMENTE NON SUFFICIENTEMENTE MOTIVATO TRA UN LEADER DI PARTITO E UN CAPO REPARTO DEL DIS - PARLA L’UOMO CHE A “REPORT” HA CONFERMATO L’IDENTITÀ DI MANCINI: “LE SUE AMBIZIONI ERANO NOTE..”

“I SERVIZI ITALIANI AVEVANO OFFERTO UNA SOFFIATA ESPLOSIVA, CHE COLLEGAVA TRUMP AD ALCUNI SOSPETTI CRIMINI FINANZIARI” – PRESTO, CHIAMATE CONTE E VECCHIONE: IL “NEW YORK TIMES” RIAPRE IL CASO DELLE VISITE DI WILLIAM BARR E JOHN DURHAM A ROMA, NELLA CALDA ESTATE DEL 2019. L'ALLORA SEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA E IL PROCURATORE CERCAVANO DETTAGLI SUL “RUSSIAGATE”, CHE TRUMP RITENEVA FOSSE PARTITO DALL’ITALIA (REMEMBER MIFSUD?). INVECE, DAI SERVIZI ITALIANI AVREBBERO RICEVUTO "SOFFIATE" PER SALVARE DA EVENTUALI REATI IL LORO DONALD, QUELLO CHE CHIAMAVA CONTE "GIUSEPPI" AUGURANDOGLI DI RESTARE A PALAZZO CHIGI...