enrico letta carlo calenda vincent bollore

“BOLLORÉ NON È UN FINANZIERE COME GLI ALTRI, MA IL PRINCIPALE SOSTENITORE DI ZEMMOUR” - LETTA “IL FRANCESE” SI CUCINA VINCENT: “IN VIVENDI, MI DOMANDO, COME CONVIVONO CON QUESTO CONFLITTO DI INTERESSI? BOLLORÉ COSA VUOLE DALL'ITALIA?” - CALENDA RINTUZZA: “SONO FAVOREVOLE A KKR, PENSO CHE AVRANNO UNA GESTIONE MENO POLITICIZZATA DI BOLLORÉ, BASTA VEDERE COME SONO CAMBIATI I FORNITORI CON LUI. TELECOM È LA MONTEDISON DEI NOSTRI GIORNI…”

 

 

<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/I4IWQ49r1mI" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>

 

<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Xxs6eqanfQA" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>

 

 

enrico letta alla festa del foglio

1 - TIM, L'ATTACCO DEI PARTITI: "KKR MEGLIO DI VIVENDI"

Gabriele De Stefani per “La Stampa”

 

Meglio Kkr di Vivendi. Lo dicono Enrico Letta e Carlo Calenda, ospiti della "Festa dell'ottimismo" organizzata dal Foglio a Firenze.

 

LA FOTOGRAFIA DI TIM - AZIONISTI E SITUAZIONE FINANZIARIA

E il segretario dem aggiunge una motivazione tutta politica: Bolloré è troppo schierato con l'estrema destra francese. I partiti irrompono così nella vicenda Tim, nelle ore in cui il fondo d'investimento americano intenzionato a lanciare un'Opa sulla compagnia si prepara alla due diligence.

 

Il segretario del Pd e l'europarlamentare di Azione mettono nel mirino il magnate francese che ha appena vinto la sua battaglia contro l'ex ad Luigi Gubitosi:

vincent bollore al telefono

 

«Telecom è la Montedison dei nostri giorni, cambia continuamente assetto societario e alla fine il business va a carte quarantotto. Io sono favorevole a Kkr, penso che avranno una gestione meno politicizzata di Bolloré, basta vedere come sono cambiati i fornitori con lui», attacca Calenda.

 

Per Letta, «la preoccupazione per una Tim in mano a stranieri deve essere a tutto tondo» e riguardare anche Bolloré, visto il suo attivismo politico in Francia:

 

«Non è un finanziere come gli altri, ma il principale sostenitore di Erich Zemmour, che è divenuto protagonista nella politica francese con un profilo inquietante. In Vivendi, mi domando, come convivono con questo conflitto di interessi? Bolloré cosa vuole dall'Italia? È più che un sostenitore di Zemmour: ha creato una televisione il cui principale protagonista è lui».

 

CARLO CALENDA ALLA FESTA DEL FOGLIO

Non a caso, nei giorni scorsi era stato il leader della Lega, Matteo Salvini, a mettere nel mirino Gubitosi, grande avversario dell'azionista francese. Letta invoca anche un maggiore protagonismo del governo:

 

«Stiamo parlando di un settore strategico - ha continuato il segretario del Pd - in cui ci sono caratteristiche per le quali non è sufficiente un approccio da spettatore da parte dell'esecutivo.

 

Deve vigilare, ma io mi sento tranquillo che ci siano ad affrontare il dossier Draghi o Colao, il più adatto per una vicenda così delicata».

vincent bollore

 

Oggi il segretario del Pd incontrerà i sindacati: sul tavolo la preoccupazione dei lavoratori per possibili spezzatini societari.

 

Sul fronte delle imprese, Carlo Bonomi chiede di «evitare partitismi e nazionalismi, penso agli Usa dove la rete non è di proprietà dello Stato». Il presidente di Confindustria dice di aver «molto apprezzato sia il passo indietro di Gubitosi per permettere al cda di esaminare l'offerta sia l'interesse del governo sulla vicenda».

CARLO CALENDA FUMA

 

 

 

2 - LETTA E CALENDA: TIM CON KKR MENO POLITICIZZATA DI VIVENDI

Christian Martino per “il Messaggero”

 

 

Sarà un'apertura ad alta tensione quella che si prevede questa mattina in Piazza Affari sui titoli Tim. L'epilogo del braccio di ferro tra una parte del cda guidata dai francesi di Vivendi e l'ex ceo Luigi Gubitosi, non ha infatti sciolto le incertezze sui destini dell'Opa proposta dal fondo Kkr.

 

 

claudio cerasa enrico letta festa del foglio

 

 

 

Se da una parte l'addio alle deleghe operative da parte del manager ha rasserenato gli animi sul fronte della governance interna, dall'altra la nomina di un comitato ad hoc per decidere quando e come avviare l'iter per valutare la proposta di Kkr è parsa a molti un modo per prendere tempo in attesa che si delineino scenari alternativi sul fronte della compagine azionaria. In più, i timori sindacali sul fronte dell'occupazione fanno presagire che la fase turbolenta per la società di tlc sia tutt' altro che finita.

LUIGI GUBITOSI

 

IL TEMA DELLA RETE

E le prime avvisaglie provengono dal mondo della politica. Ieri sul tema della rete sono tornati sia il segretario del Pd, Enrico Letta, sia il leader di Azione, Carlo Calenda.

 

I due hanno parlato dal palco della Festa dell'ottimismo organizzata dal quotidiano Il Foglio a Firenze ed entrambi hanno in sostanza respinto l'idea che il fondo Kkr sia a priori una presenza straniera più pericolosa o meno politicizzata di quella dell'attuale azionista di riferimento di Tim, ovvero Vivendi.

 

eric zemmour su cnews

«Telecom è la Montedison dei nostri giorni, cambia continuamente assetto proprietario e alla fine il business va a carte quarantotto. Io sono favorevole a Kkr, penso che avranno una gestione meno politicizzata di Vincent Bolloré. La sua era molto politicizzata, basta vedere come sono cambiati i fornitori quando a condurre l'azienda c'era lui», ha sostenuto il leader di Azione.

VINCENT BOLLORE GIOVANE

 

A sua volta Letta ha messo in evidenza come la «preoccupazione» per una Tim in mano a «stranieri debba essere a tutto tondo» e dovrebbe riguardare non solo l'Opa di Kkr, ma anche Vivendi, dato il ruolo politico assunto in Francia da Bolloré. Il finanziere bretone, ha aggiunto, «è sceso in campo con idee precise: non è un finanziere come gli altri, è il principale sostenitore di Erich Zemmour, che è divenuto protagonista nella politica francese (è l'avversario di Emmanuel Macron, ndr)con un profilo inquietante».

 

enrico letta alla festa del foglio

Letta ha quindi aggiunto: «Mi domando come convivano in Vivendi con questo conflitto di interessi? Bolloré cosa vuole dall'Italia, cosa pensa dell'Italia? Bolloré è più che sostenitore di Zemmour, ha creato una televisione il cui principale protagonista è Zemmour».

 

Sul valore strategico della rete è intervenuto, senza voler tuttavia commentare l'operazione, anche il leader degli industriali, Carlo Bonomi, che davanti alla stessa platea ha ricordato che negli Stati Uniti, «dove c'è una forte attenzione» sul tema, la rete «non è di proprietà dello Stato», quindi «ci vuole una riflessione seria, ma senza troppi partitismi e nazionalismi». Bonomi ha poi aggiunto di aver «molto apprezzato sia il passo indietro di Luigi Gubitosi per permettere al cda di affrontare l'esame dell'offerta di Kkr sia l'interesse del governo sulla vicenda».

 

NIENTE SPEZZATINO

enrico letta matteo renzi

Di nuovo Letta: «Stiamo parlando di un settore strategico, in cui ci sono caratteristiche per le quali non è sufficiente un approccio da spettatore da parte del governo. È importante che il governo vigili. Io mi sento tranquillo che ci siano ad affrontare il dossier Draghi o Colao, il più adatto per avere contezza di una vicenda delicata. Domattina (oggi, ndr) incontrerò i sindacati, perché preoccupato per l'occupazione.

 

CARLO CALENDA MEME

Poi c'è la preoccupazione per lo spezzatino» che potrebbe determinarsi di fronte a una situazione insostenibile tra governance e nuova compagine di controllo. Infine, ieri Tim Brasil, la controllata latino americana di Tim, ha ufficializzato con un comunicato al mercato che il suo ad, Pietro Labriola, nel nuovo incarico di direttore generale di Tim «si asterrà dal partecipare al processo decisionale di Tim Brasil».

LUIGI GUBITOSI GIANCARLO GIORGETTI MEETING RIMINI

vincent bolloreENRICO LETTA MATTEO SALVINIvincent bollore emmanuel macronVINCENT BOLLORE GIOVANE 2vincent bollore emmanuel macronENRICO LETTA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…