conte salvini fontana

“CONTE HA AVVISATO FONTANA DEL LOCKDOWN CON UN MESSAGGINO. CHE MODO È? POI PARLA DI COLLABORAZIONE..." - ESPLODE LA RABBIA DI SALVINI CONTRO IL PREMIER E PARTE IL PRESSING SUL COLLE: NON BASTA CHE LA MAGGIORANZA E CONTE PARLINO DI COLLABORAZIONE. SERVONO GARANZIE SUI TEMPI DELLA CASSA INTEGRAZIONE (VISTO CHE C’È ANCORA GENTE CHE ASPETTA DA MAGGIO) E SUI RISTORI… 

MARCO ANTONELLIS per Italia Oggi

 

fontana salvini

«Ho chiamato Attilio Fontana che, pensate la follia, come gli altri governatori, è stato avvisato via messaggino, con colpo di telefono, mentre il signor Conte era in televisione. Ma che modo è di lavorare, questo?

 

E poi parlano di collaborazione». Insomma, a sentire Matteo Salvini di collaborazione tra maggioranza e opposizione ce n'è ben poca e questo non potrà certo far piacere al Capo dello Stato Sergio Mattarella che sin dall'inizio della pandemia si batte per favorire il dialogo nel nome dell'interesse nazionale.

salvini fontana

 

E probabilmente, anche Matteo Salvini avrà avuto modo di parlargliene perché, secondo i soliti bene informati, negli ultimi giorni ci sarebbe stata più di una telefonata tra il leader del Carroccio e il Quirinale.

 

D'altra parte appare abbastanza scontato il pressing del capo della lega sul Colle: non basta che la maggioranza e Conte parlino di collaborazione se poi non si riesce mai a concretizzare.

 

giuseppe conte regioni

Ma in che modo? Il leader del Carroccio avrebbe chiesto garanzie sui tempi della cassa integrazione visto che c'è ancora gente che aspetta da maggio e, soprattutto, garanzie sui ristori a maggior ragione dopo l'altolà del Senato: ci sarebbero dubbi sulle coperture economiche.

 

«Vediamo se entro il 15 novembre arriveranno i soldi sui conti degli italiani» è il refrain del capitano leghista. Già, vediamo. D'altra parte che l'altro grande cruccio del Quirinale sia la ripresa economica del paese, oltre a quello della gestione dell'emergenza Covid, è cosa ampiamente nota nei palazzi del potere.

 

Anche al Colle si avverte l'esigenza di un vero piano di rilancio del paese che al momento ancora non si vede mentre gli «elenchi della spesa» redatti finora dai singoli ministeri servono a ben poco. L'attenzione del Quirinale è dunque tutta focalizzata sulla creazione di posti lavoro e sui piani da mandare a Bruxelles per ottenere i soldi del Recovery fund, realizzare investimenti e uscire dalla recessione. È su questo che si gioca il rilancio del paese. Non per niente dal Colle lo ribadiscono a tutti gli interlocutori perché bonus e «ristori» non basteranno per sempre.

 

 

GIUSEPPE CONTE CONFERENZA STAMPA

SALVINI-FONTANA

Luca Sablone per ilgiornale.it

 

La Lombardia, insieme a Calabria, Piemonte e Valle d'Aosta, è stata inserita nelle Regioni "rosse", dove il rischio legato alla circolazione del Coronavirus è considerato molto alto.

 

Da oggi entrano in vigore ulteriori misure dure per contrastare la diffusione del Covid-19: dagli spostamenti al coprifuoco, sono tante le norme che limitano nuovamente la libertà delle persone. La differenziazione dei territori avviene mediante un'ordinanza del ministro della Salute, che per un periodo di 15 giorni assegna una delle tre fasce in base a 21 parametri. Ma come sarà avvenuta la comunicazione alle aree più colpite? Siamo sicuri che il comportamento adottato dal premier Giuseppe Conte sia stato esemplare? Stando alla versione fornita da Matteo Salvini, l'atteggiamento del presidente del Consiglio sarebbe stato davvero vergognoso.

GIUSEPPE CONTE SI DISINFETTA LE MANI

 

Il leader della Lega, intervenuto ai microfoni della trasmissione L'Aria Pulita sul canale 7Gold, ha smascherato il massimo rappresentante del governo giallorosso: "Ho chiamato Attilio Fontana che, pensate la follia, come gli altri governatori, è stato avvisato via messaggino, con colpo di telefono, mentre il signor Conte era in televisione". "Ma che modo di lavorare è? E poi parlano di collaborazione", si chiede. Effettivamente l'avvocato in queste settimane non ha fatto altro che parlare di unità e spirito di collaborazione, ma se questi sono gli esempi che fornisce allora di collaborazione tra maggioranza e opposizione ce n'è e ce ne sarà ben poca.

matteo salvini attilio fontana

 

Quei contatti con Mattarella

L'ex ministro dell'Interno ha comunque assicurato che da giorni il Carroccio si sta organizzando per studiare come evitare questo problema con i sindaci, con gli imprenditori, con i presidi, con gli insegnanti e con lo stesso governatore della Lombardia: "Non ci rassegniamo a stare a casa così, a guardare le previsioni del tempo". Non gli sono andati giù i numeri su cui sono state prese misure tanto restrittive: "Oggi escono i dati nuovi. Che senso ha prendere una decisione così pesante, così punitiva sulla base di dati vecchi? Non passeremo certo la giornata a guardare il cielo".

 

giuseppe conte sergio mattarella 1

Chi sa cosa ne pensa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che si è speso in prima persona per evitare di arrivare alla rottura tra Stato ed enti locali. Probabilmente lo stesso Salvini ha avuto modo di parlargliene perché, scrive Marco Antonellis su Italia Oggi, fonti riferiscono che negli ultimi giorni ci sarebbe stata più di una telefonata tra il segretario federale del Carroccio e il Quirinale.

 

Anche dal Colle si teme l'assenza di un concreto piano di rilancio del Paese. Il numero uno della Lega chiede garanzie sui tempi della cassa integrazione e sui ristori. È certamente pronto a tendere la mano per offrire il proprio supporto nelle cruciali decisioni, ma non basta che Conte parli di collaborazione se poi non si riesce a concretizzare un vero e proprio passo verso questa direzione.

GIUSEPPE CONTE SBADIGLIA AL SENATO

 

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...