santalucia giuseppe giorgia meloni carlo nordio

“DAL GOVERNO NESSUNA RAZIONALITA’, SOLO SFIDUCIA NELLA GIURISDIZIONE” - IL PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE MAGISTRATI SANTALUCIA BOCCIA LA PROPOSTA DI PASSARE ALLE CORTI D'APPELLO LE DECISIONI SULLA CONVALIDA DEI TRATTENIMENTI DEI MIGRANTI E RESPINGE "LE ACCUSE MALIZIOSE" DELL'ESECUTIVO: “LA MAGISTRATURA ITALIANA NON È ATTRAVERSATA DA FAZIOSITÀ POLITICA E NON AVVERSA I PROGRAMMI DI CHI OGGI È MAGGIORANZA POLITICA DI GOVERNO” – DOPO GLI SCONTRI A TORINO NORDIO INVOCA IL PUGNO DURO DEI GIUDICI: “SIANO SEVERI, COSÌ È NATO IL TERRORISMO” – E RIGUARDO AL REFERENDUM SULL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA…

Da open.online

 

giuseppe santalucia

«Adesso sta alla magistratura dimostrare di essere molto, molto severa nei confronti di questi banditi che hanno ferito le forze dell’ordine». Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, dal forum di Fondazione Iniziativa Europa a Stresa, chiede un intervento deciso ai giudici in merito agli scontri di Torino durante il No Meloni Day. Manifestanti e polizia sono venuti a contatto, 15 agenti sono finiti in pronto soccorso.

 

«Non ci sono attenuanti per chi aggredisce le forze dell’ordine», ha detto il ministro, che ha aggiunto: «Ho visto come è nato il terrorismo, proprio anche a Torino: hanno iniziato così, prima si incita alla rivolta, poi si aggrediscono i poliziotti, poi si fa il gesto della P38 per strada e poi però si spara». Per questo, per Nordio, l’intervento della magistratura, «rapido ed efficace. Da parte del governo lo è e lo sarà».

giorgia meloni carlo nordio

 

Il referendum sull’Autonomia differenziata

Non è l’unico argomento di attualità di cui si è occupato il ministro durante il forum. DUe giorni fa la Corte Costituzionale ha smontato la riforma Calderoli sulla Autonomia differenziata, accogliendo il ricorso delle Regioni. Considerando «illegittime specifiche disposizioni dello stesso testo legislativo», ma ritenendo non fondata la questione di costituzionalità dell’intera legge, che quindi rimane in piedi.

 

Secondo gli esperti, le decisioni della Consulta di fatto renderanno inapplicabili anche quei “pezzi” di legge che sono stati risparmiati. Ma la questione ora è anche su cosa ne sarà del referendum. Per Nordio, la sentenza degli giudici della suprema Corte «dovrebbe eliminare almeno per ora la possibilità del referendum».

 

GIUSEPPE SANTALUCIA - TAGADA

Questo perché la decisione impatta sul quesito e quindi sulla consultazione popolare. «La Corte Costituzionale è intervenuta pesantemente su alcuni settori che sono quelli proprio tipici del referendum. Adesso il parlamento dovrà rivederla, poi la rivedrà la Cassazione», ragiona il ministro, «la sentenza della Corte è più che equilibrata. Dico a spanne perché per dare una interpretazione tecnicamente corretta occorre leggere le motivazioni, che saranno sicuramente articolate e molto lunghe. Detto questo, è sicuro che produrrà un avanzamento probabilmente di mesi o forse anche di anni verso una soluzione definitiva, magari referendaria. Se mi si chiede se questa pronuncia impedirà o no il referendum, bisognerà leggere le sentenze, ma direi di sì».

 

 

L’«EMENDAMENTO MUSK» PREOCCUPA I MAGISTRATI

Da open.online

Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati boccia la proposta di passare alle Corti d'appello le decisioni sulla convalida dei trattenimenti delle persone migranti

CARLO NORDIO GIORGIA MELONI

 

Con i giudici che continuano a bloccare il trattenimento dei migranti nei Centri in Albania, e con il coinvolgimento ora della Corte di giustizia dell’Ue, Fratelli d’Italia ha pensato di risolvere spostando le competenze sulle decisioni di convalida. Dalle sezioni specializzate dei Tribunali alle Corti d’appello, come scritto in un emendamento al decreto flussi della deputata Sara Kelany. Una mossa, spiega ora il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che non mira a razionalizzare il lavoro ma è conseguenza della «sfiducia nella giurisdizione» del governo.

 

Una sfiducia che mina il lavoro dei giudici, tenta di indebolirne il ruolo, e si manifesta con la «fantasiosa convinzione» che nei tribunali ci siano giudici comunisti pronti a smontare le leggi della maggioranza. «Con un colpo di penna si vorrebbe stravolgere l’ordinario assetto delle competenze.

giorgia meloni carlo nordio.

 

La Corte di appello – già gravata da importanti carichi di lavoro che ci hanno fatto dubitare della possibilità di centrare gli ambiziosi obiettivi del Pnrr – dovrebbe occuparsi delle procedure di convalida, se non ho letto male addirittura con le sue sezioni penali», ricostruisce il presidente Anm Giuseppe Santalucia, «è assai difficile rinvenire un principio di razionalità in questo stravolgimento dell’ordine delle competenze». Non si vogliono quindi razionalizzare competenze e risorse, ma solo spostare le competenze nella convinzione che le Corti d’appello siano disposte a pronunce più favorevoli a quanto desiderato dal governo.

 

 

giuseppe santalucia

«Si percepisce la voglia di rappresentare nel modo più plateale, appunto, con la sottrazione di competenza, la sfiducia nella giurisdizione, movendo dalla fantasiosa convinzione che i magistrati comunisti si siano collocati proditoriamente nelle sezioni specializzate “immigrazione” dei Tribunali per attuare il sabotaggio delle politiche governative», evidenzia Santalucia, «abbiamo il dovere di ribadire che la magistratura italiana non è in nessuna sua parte attraversata da faziosità politica e non avversa i programmi di chi oggi è maggioranza politica di governo».

MEME GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI

 

Il presidente Anm difende il lavoro dei giudici nella sua relazione nel Comitato direttivo centrale: «Abbiamo il dovere di non cedere alla stanchezza e allo sconforto, trovando la forza di contrastare, con la ragione e il diritto, la coltre di maliziose accuse che ci piovono addosso, che confondono, sconcertano, disorientano, sporcano l’immagine di una fondamentale Istituzione, presidio di libertà e di uguaglianza, quale è, è stata nella storia di questo Paese e, per mezzo di noi tutti e di quanti verranno, sarà ancora la magistratura italiana».

Giuseppe Santalucia - presidente anmALBANIA QUI NON E HOLLYWOOD - MEMESANTALUCIA ANM

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)