giorgia meloni john elkann

“HO PARLATO CON ELKANN, CI PARLO SEMPRE” – GIORGIA MELONI PROVA A MOSTRARSI DIALOGANTE CON YAKI, DOPO MESI DI GUERRA: “LE DIMISSIONI DI TAVARES? NON ENTRO NEL MERITO DELLE SCELTE DI UNA GRANDE MULTINAZIONALE. SPERO CHE IL TAVOLO DI METÀ DICEMBRE POSSA ESSERE RISOLUTIVO” – POI AMMETTE: “NELLA MAGGIORANZA QUALCHE INCIAMPO C’È, MA IL GOVERNO NON CADRÀ” – LANDINI COME NUOVO (UNICO?) NEMICO A SINISTRA, LE TOGHE ROSSE E “L’INTELLIGHENZIA” ROSSA: L'INTERVISTA-MONOLOGO A “QUARTA REPUBBLICA” - VIDEO: LA CITAZIONE DI "SPIDERMAN"

 

 

 

Estratto dell’articolo di Adriana Logroscino per www.corriere.it

 

giorgia meloni a quarta repubblica 5

«Ho parlato con Elkann, ci parlo sempre. Non entro nel merito delle scelte di una grande multinazionale, ma faremo del nostro meglio per difendere l’occupazione e l’indotto».

 

Giorgia Meloni, in tv, assicura l’impegno del governo nella vicenda Stellantis: «Abbiamo un tavolo convocato a metà dicembre, speriamo possa essere risolutivo». La presidente del Consiglio per quasi mezz’ora di intervista tv, ospite di Quarta Repubblica su Rete 4, affronta tutti i temi sul tavolo del governo.

 

CARLOS TAVARES JOHN ELKANN

[…] «Mi preoccupa l’irresponsabilità di certa classe dirigente — dice dopo aver guardato un servizio sullo sciopero generale indetto dalla Cgil di Maurizio Landini —, usa parole pesanti, senza porsi il problema delle conseguenze. Mi preoccupa il fatto che noi abbiamo una sinistra che, quando riesce a governare, che è l’unica cosa che vuole fare, indossa il suo vestito buono, è dialogante, quando perde il potere perde anche le staffe, si mostra intollerante».

 

A proposito della «rivolta sociale» invocata dallo stesso Landini e difesa da Nicola Fratoianni di Avs, ricorda: «Gli italiani hanno già capovolto la maggioranza: il 25 settembre del 2022 quando hanno mandato a casa la sinistra che governava da 10 anni».

 

pierpaolo bombardieri giorgia meloni maurizio landini a palazzo chigi

La chiusura è tutta contro il segretario della Cgil: «Quando gli ho chiesto perché non promuovesse scioperi contro governi che facevano meno per i lavoratori, non ha risposto. Ma forse ora fa altre valutazioni che riguardano il campo della sinistra».

 

Sollecitata dal conduttore, Nicola Porro, la premier non conferma di pensare che Landini stia preparandosi a sfidarla alle Politiche: «Già devo organizzare la mia maggioranza, figuriamoci se mi metto a organizzare l’opposizione». Rinnova il suo «rispetto» per Elly Schlein, anche se «sui tagli alla sanità è costretta a mentire, un po’ mi vergogno per lei».

 

[…]  Spiega la presidente del Consiglio: «Io ho rispetto dei giudici, non cadrò mai nella trappola del racconto della politica contro la magistratura».

 

giorgia meloni a quarta repubblica 2

Il futuro? Lo vede roseo: «Nella maggioranza non litighiamo, qualche inciampo c’è, è anche fisiologico, ma il governo non cadrà. Sappiamo cosa gli italiani si aspettano». Del resto, conclude Meloni, «nonostante quel che si diceva nei salotti due anni fa, io sono ancora lucida, l’intellighenzia di sinistra meno».

maurizio landini cgil 3maurizio landini angelo bonelli elly schlein assemblea europa verde foto lapresseL ANDINI - MEME BY ROLLI PER IL GIORNALONE LA STAMPAPierpaolo Bombardieri Maurizio Landini giorgia meloni a quarta repubblica 1giorgia meloni a quarta repubblica 4giorgia meloni a quarta repubblica 3giorgia meloni a quarta repubblica 6

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?