draghi europa europarlamento

“LE ISTITUZIONI EUROPEE SONO INADEGUATE PER LA REALTÀ CHE CI SI MANIFESTA OGGI DAVANTI” - IL DISCORSO DI DRAGHI ALL’EUROPARLAMENTO E’ UNA PICCONATA ALLA BUROCRAZIA EUROPEA CON L’OBIETTIVO DI RIVEDERE I TRATTATI E SUPERARE IL PRINCIPIO DI UNANIMITÀ (CHE DA’ AI PAESI PIU’ PICCOLI UNO SPROPORZIONATO POTERE DI VETO) - DALLA DIFESA ALL’ENERGIA FINO AL DEBITO COMUNE, ECCO A COSA PUNTA L’ALLEANZA DRAGHI-MACRON (CON SCHOLZ DEFILATO)

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

DRAGHI EUROPARLAMENTO

[…] Mario Draghi sembra averlo in mente quando affronta l'Europarlamento […] Europeismo e atlantismo, sempre e comunque. Ai gruppi che lo ascoltano propone non un'Europa, ma quattro: dell'energia, della difesa comune, del federalismo finalmente in grado di funzionare, del debito comune come arma per affrontare le grandi crisi di questi tempi martoriati. «Abbiamo bisogno di un federalismo pragmatico», scandisce. Stati federati d'Europa, insomma. «Se ciò richiede l'inizio di un percorso che porterà alla revisione dei Trattati - azzarda, ed è qui che si espone come mai - lo si abbracci con coraggio e con fiducia».

 

mario draghi emmanuel macron versailles

La premessa è quella del sogno europeo, l'Unione come «spazio non solo economico, ma di difesa dei diritti e della dignità dell'uomo». L'obiettivo è mostrarsi «molto ambiziosi » in vista del 9 maggio, quando si concluderà la Conferenza sul Futuro dell'Europa. Come Macron, anche l'ex banchiere propone una svolta […] «Le istituzioni europee negli scorsi decenni hanno servito bene i cittadini, ma sono inadeguate per la realtà che ci si manifesta oggi davanti». […]

 

L'EUROPA DELLA DIFESA COMUNE

È il primo pilastro proposto dal capo dell'esecutivo. Va subito attuata la «Bussola strategica», premette. «Ed è opportuno convocare una conferenza per razionalizzare e ottimizzare gli investimenti militari». Che a oggi sono inefficienti, perché frammentati: «La nostra spesa in sicurezza è circa tre volte quella della Russia, ma si divide in 146 sistemi di difesa. Gli Stati Uniti ne hanno solo 34».[…]

emmanuel macron mario draghi trattato del quirinale 3

 

L'EUROPA DELL'ENERGIA

[…] Draghi insiste innanzitutto con il tetto europeo al prezzo del gas «per ridurre i costi esorbitanti e diminuire le somme che ogni giorno inviamo a Putin, e che inevitabilmente finanziano la sua campagna militare». Più in generale, serve un approccio continentale, per non lasciare che l'Europa «sprofondi nella recessione». Non bastano misure- tampone: «Il problema è sistemico e va risolto con soluzioni strutturali, che spezzino il legame tra il prezzo del gas e dell'elettricità». […]

 

L'EUROPA DEL DEBITO COMUNE

Il passato non è passato invano. E così, Draghi chiede a Bruxelles appunto di riaprire l'ombrello utilizzato durante la pandemia e rilanciare prestiti e debito comune. Propone di ampliare Sure «per fornire ai Paesi che ne fanno richiesta nuovi finanziamenti e attenuare l'impatto dei rincari energetici». Si potrebbe così ridurre il costo delle bollette e assicurare «sostegno temporaneo ai salari più bassi». Ottenendo prestiti a tassi agevolati senza esporre sui mercati «gli Stati con le finanze pubbliche più fragili». Ma non basta.

emmanuel macron mario draghi trattato del quirinale

Draghi ipotizza anche un piano di ampio respiro ispirato al Next Generation Eu. Servirebbe a finanziare settori come «difesa, energia, sicurezza alimentare e industriale». Il modello è dunque il Pnrr. Quanto all'attuale, «no, non è vecchio», si può aggiornare in qualche dettaglio a causa della crisi ucraina, «ma per favore, pensiamo a farlo funzionare». […]

 

L'EUROPA FEDERALE E SENZA VETI

Qualcosa non funziona, sostiene Draghi. L'Europa dovrebbe correre e invece a volte resta imbrigliata in se stessa. Cambiare i Trattati è una possibilità da esplorare. L'altra necessità è «superare il principio dell'unanimità, da cui origina una logica intergovernativa fatta di veti incrociati, e muoverci verso decisioni prese a maggioranza qualificata». Solo così, sottolinea, nascerà un'Unione con un ampio tasso di federalismo […]

 

olaf scholz emmanuel macron

2 - INTESA ROMA-PARIGI-BERLINO "UN NUOVO PATTO DI STABILITÀ BASTA COI VETI DEI PICCOLI"

Estratto dell’articolo di Anais Ginori e Claudio Tito per “la Repubblica”

 

[…] L'accordo tra il "Triangolo" Italia-Francia-Germania punta ad aprire una strada […]: riformare i Trattati europei. Compreso il Patto di Stabilità e i vecchi parametri su debito e deficit.

 

E l'occasione la offrirà il Parlamento europeo. Che con un voto può aprire il processo. Stamani, infatti, gli eurodeputati dovrebbero consegnare un'ampia maggioranza ad un documento che chiede la convocazione della "Convenzione" per cambiare le leggi fondamentali dell'Unione. […]Il tutto si basa sull'appuntamento di lunedì prossimo, sempre a Strasburgo, in cui si chiude la Conferenza sul Futuro dell'Europa. Tra le proposte elaborate spicca in primo luogo la revisione del principio di unanimità.

 

mario draghi ursula von der leyen

[…] Arrivare a questo risultato sarebbe rivoluzionario per l'Ue: scomparirebbe il gioco dei veti. E non sarà affatto facile. L'Europarlamento, sulla base di quel che verrà messo sul tavolo lunedì prossimo, inviterà i governi e la Commissione ad insediare la Convenzione, esattamente come previsto dall'articolo 48 del Trattato Ue.

 

Perché i paesi più "grandi" - Italia, Francia e Germania - hanno iniziato a prendere in considerazione questo percorso? Perché proprio l'articolo 48 che disciplina la revisione delle regole fondamentali dell'Unione, prevede che la Convenzione possa essere convocata con un voto a maggioranza. Ossia basterebbero 14 Paesi a dire sì nel corso di un Consiglio europeo. Una possibilità che supererebbe le contrarietà di alcuni membri: gli scandinavi, la Polonia e i più "piccoli". Che certo daranno battaglia. Ma una volta avviata la Convenzione, la partita cambierebbe completamente. Sebbene il voto finale dovrà comunque essere all'unanimità.

 

emmanuel macron olaf scholz

[…] L'Ue dunque deve aggiornarsi: dalla Difesa ai migranti fino alla Sanità. Anzi la Salute è forse uno degli aspetti più carenti nella disciplina comunitaria. Così come il regolamento di Dublino, alla luce dei giganteschi flussi migratori che hanno segnato il Vecchio Continente prima dall'Africa e ora dall'est europeo, appare sempre più incoerente.

E poi, naturalmente, spiccano le arretratezze delle norme sui bilanci nazionali. Perché revisionare i Trattati significa incidere anche sul Patto di Stabilità. I parametri su debito e deficit appartengono ad un'altra epoca. Le sue regole verranno sospese anche il prossimo anno in virtù della crisi che tutti stanno vivendo a causa della guerra in Ucraina. Ma l'idea di tornare nel 2024 alla situazione quo ante ormai convince solo alcuni "falchi" come l'Olanda. Mentre è sempre più pressante la necessità di adeguare i Trattati al modello del Next-GenerationEu. Con una condivisione progressiva del debito. […]

URSULA VON DER LEYEN OLAF SCHOLZ MARIO DRAGHI mario draghi ursula von der leyen

 

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…