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“KICKL È UNA SORTA DI MINI-GOEBBELS: ASPIRA A TRASFORMARE L’AUSTRIA NELL’UNGHERIA DI ORBÁN” - ARIEL MUZICANT, PRESIDENTE DEL CONGRESSO EBRAICO EUROPEO, LANCIA L’ALLARME SU HERBERT KICKL, LEADER DI FPOE, IL PARTITO DI ULTRADESTRA AUSTRIACO CHE È PRIMO NEI SONDAGGI DELLE ELEZIONI NEL PAESE, IN PROGRAMMA IL 29 SETTEMBRE: “IL 40% DEI FUNZIONARI DEL SUO PARTITO HA UNA CHIARA PROVENIENZA DI ESTREMA DESTRA. NOI LI CHIAMIAMO 'NAZISTI DELLE CANTINE'. SE DIVENTERÀ CANCELLIERE, GLI EBREI SE NE ANDRANNO DI NUOVO"

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Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”

HERBERT KICKL

 

Un uomo si suicida, disperato, buttandosi dalla finestra. Perché «ci sono più nazisti a Vienna che nel 1938». […] È il 1988. E Heldenplatz , la pièce del geniale e feroce scrittore austriaco Thomas Bernhard, […] diventa un caso politico: viene contestata, boicottata, stracciata. La prima è presidiata da decine di poliziotti. Persino il presidente della Repubblica, Kurt Waldheim, si scaglia contro «le rozze offese contro il popolo austriaco».

ariel muzicant

 

Ma due anni prima, proprio l’elezione di quel capo dello Stato dal passato nazista - Waldheim era stato nelle SA - ha già scatenato un dibattito sulla ambigua identità assunta dagli austriaci dopo la guerra. Sono anni tormentati, di presa di coscienza collettiva. «Allora è venuta alla luce, finalmente, l’ipocrisia di un Paese che si è sempre messo in scena come una vittima del nazismo. Invece l’Austria è stata anche carnefice. E continua a scordarsene».

 

 Ariel Muzicant, presidente del Congresso ebraico europeo, ha vissuto quell’ipocrisia sulla sua pelle. Sa più di chiunque altro perché quello che è impensabile altrove, in Austria può ancora accadere. E sa perché un partito permeato da correnti nostalgiche, che pullula di simpatizzanti di estrema destra come la Fpö, guidato da un politico talmente radicale da impensierire l’Europa intera, Herbert Kickl, può aspirare di conquistare la cancelleria.

 

In Austria si vota il 29 settembre. E da mesi, la Fpö è al 25%, prima nei sondaggi. Agli elettori, l’ex ministro dell’Interno promette apertamente un’“orbanizzazione” del Paese. […] In Austria, Herbert Kickl può aspirare a fare il cancelliere.

 

HERBERT KICKL

«Nell’attuale Fpö», racconta Muzicant, «il 40% dei funzionari ha una chiara provenienza e affiliazione con organizzazioni e confraternite di estrema destra. Noi li chiamiamo ‘ Kellernazis ’, “nazisti delle cantine”, quelle dove con i loro sodali danno sfogo ai loro istinti razzisti, antisemiti e omofobi. E Kickl, che viene da una famiglia nazista, è una sorta di mini-Goebbels. Che aspira apertamente a trasformare l’Austria nell’Ungheria di Orbán».

 

Un paio di mesi fa, proprio a Vienna, il leader della destra sovranista austriaca, non a caso, ha fondato insieme all’autocrate magiaro i “Patrioti”, una nuova formazione di sovranisti europei cui hanno aderito poi anche la Lega e Marine Le Pen.

 

ariel muzicant

«L’obiettivo di Kickl è distruggere la libertà di stampa, mettersi sotto i tacchi i media pubblici, soggiogare il mondo della cultura, neutralizzare le Ong, prendere il controllo del sistema giudiziario e modificare la costituzione per trasformare l’Austria in una democrazia plebiscitaria filo-Putin». Il suo slogan più famoso è la promessa della “ Remigration ”, la deportazione di massa di migranti. Ed è lo stesso termine fascistoide usato dall’Afd in Germania.

 

viktor orban herbert kickl andrej babis

Sul web è diventato virale un meme in cui il volto a colori di Kickl diventa quello in bianco e nero di Hitler. Il titolo è “ Volkskanzler ”, cancelliere del popolo. Una definizione, in realtà, che l’ex ministro dell’Interno ha scelto lui stesso, per il suo sogno più grande. «E non è solo populista. È chiaro che “ Volkskanzler ” ricorda Hitler», argomenta Muzicant. Ed è altrettanto chiaro che «se diventerà cancelliere, gli ebrei se ne andranno di nuovo. Perché trasformerà l’Austria in una democrazia illiberale e filoputiniana».

 

A due settimane dal voto, l’attuale cancelliere conservatore Karl Nehammer insiste che un’eventuale alleanza con la Fpö non potrà «mai» includere l’estremista Kickl. Il partito di Nehammer, la Övp, è secondo nei sondaggi, al 20% - cinque punti dietro all’estrema destra.

ariel muzicant

 

[…] Per capire meglio quali scenari si prospettino a Vienna dopo il voto, abbiamo appuntamento con lo storico e giornalista Raimund Loew […] . Per ora, racconta l’ex corrispondente Orf, anche in Austria resiste una sorta di fronte repubblicano come in Francia. Tutti sostengono che non faranno patti con Kickl.

 

«Ma se la Övp dovesse arrivare terza, e non seconda come sembra dai sondaggi, se Nehammer dovesse essere insomma battuto anche dai socialisti, rischia la testa». A quel punto è pensabile che i popolari accettino, pur di rimanere al potere, di coalizzarsi con Kickl. Al momento, però, Loew pensa che l’estrema destra rimarrà fuori dal governo e che Nehammer «cercherà di fare un governo con i socialisti e con i liberali di Neos».

 

HERBERT KICKL

Da trent’anni l’associazione “Sos Mitmensch” si batte contro l’estrema destra. Ha appena pubblicato un dossier esplosivo, in cui dimostra oltre 200 legami tra la Fpö ed ambienti di estrema destra come gli Identitari o altre confraternite o organizzazioni neonaziste. Per il portavoce di “Sos Mitmensch”, Alexander Pollack, «il risultato è spaventoso: dimostra che il radicamento della Fpö nell’estrema destra supera di gran lunga qualsiasi radicalizzazione cui abbiamo mai assistito in Austria». Il 29 settembre, insomma, «ogni voto conta».

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